Dottorato di ricerca SDA

Carriera

Sospensione

La sospensione dalla frequenza del corso di dottorato può essere richiesta dal dottorando al coordinatore del corso per un periodo massimo di un anno nei casi di:

  1. maternità, paternità, adozione e affidamento, in conformità alla normativa vigente;
  2. grave e documentata malattia con degenza superiore a trenta giorni;
  3. servizio civile;
  4. frequenza dei corsi per Tirocinio Formativo Attivo;
  5. particolari e giustificati motivi personali o familiari valutati dal Collegio dei docenti.

Al termine del periodo di sospensione, il dottorando deve riprendere la frequenza del corso ed è tenuto a recuperare la fase di interruzione. Ogni scadenza amministrativa è differita per una durata pari al periodo di sospensione. Il tutor scientifico ridefinisce il percorso didattico e di ricerca ai fini della prosecuzione del corso di dottorato. La durata del corso non può essere abbreviata rispetto alla dilazione concessa.

Nei casi di sospensione, l’erogazione della borsa di studio è parimenti sospesa per un pari periodo e decorre nuovamente dall’attestazione della ripresa della frequenza del corso.

Durante il periodo che intercorre tra la conclusione del ciclo di dottorato e la discussione della tesi, la sospensione può essere accordata solo nei casi di maternità o di grave malattia.

  

Incompatibilità

La frequenza dei corsi di Dottorato è incompatibile con la contemporanea iscrizione ad altri corsi di dottorato, a corsi di laurea, a master universitari di I e di II livello, a corsi di perfezionamento che comportino un impegno pari a 1500 ore e il conferimento di 60 CFU, oltre che con l’iscrizione a scuole di specializzazione. La violazione dell’incompatibilità comporta la decadenza dalla seconda iscrizione.

È incompatibile anche con impegni di lavoro, ma nel caso questi non pregiudichino la regolare frequenza del corso e il dottorando non sia titolare di borsa di studio, il Collegio dei docenti può esprimere parere favorevole, dandone comunicazione alla segreteria della Scuola.

Il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca, compatibilmente con le esigenze dell’Amministrazione, a domanda è collocato in congedo straordinario per motivi di studio, senza assegni per il periodo di durata del corso ed usufruisce della borsa di studio ove ricorrano le condizioni richieste. In caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio, o di rinuncia a questa, l'interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell'amministrazione pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro. Qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con l'amministrazione pubblica cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi corrisposti ai sensi del secondo periodo.

Non hanno diritto al congedo straordinario, con o senza assegni, i pubblici dipendenti che abbiano già conseguito il titolo di dottore di ricerca, né i pubblici dipendenti che siano stati iscritti a corsi di dottorato per almeno un anno accademico, beneficiando di detto congedo. I congedi straordinari e i connessi benefici in godimento alla data di entrata in vigore della presente disposizione sono mantenuti.

Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza.

   

Decadenza e Rinuncia

La decadenza del dottorando è proposta dal Collegio dei docenti, sentito ove presente il Comitato scientifico, con delibera motivata ed assicurando la partecipazione dell’interessato al procedimento amministrativo, nel caso di:

  1. giudizio negativo in sede di verifica dell’attività al termine di ciascun anno;

  2. assenze ingiustificate superiori a trenta giorni anche non consecutivi;

Sono inoltre motivo di esclusione dal corso:

  • situazioni di contrasto con le norme sulla incompatibilità di cui all'art. 22, comma 5 del Regolamento di Ateneo;
  • inadempimenti di carattere amministrativo.

Nel caso in cui invece il dottorando intenda rinunciare a proseguire il corso, è invitato a darne comunicazione al coordinatore e a presentare formale dichiarazione in bollo alla Scuola di Dottorato. L’erogazione della borsa di studio eventualmente percepita è mantenuta fino alla mensilità di effettiva partecipazione al corso.

   

Conseguimento del titolo di Dottore di ricerca

A conclusione del ciclo di dottorato si consegue il titolo di Dottore di ricerca a seguito della discussione pubblica di una tesi dottorale che presenti contenuti scientifici originali e risultati di ricerca rilevanti. La tesi può essere redatta in lingua straniera previa autorizzazione del Collegio dei docenti.

    

Deposito della tesi

Successivamente alla positiva valutazione del 3° anno da parte del Collegio dei docenti, i candidati sono tenuti a depositare i seguenti documenti:

  1. domanda di ammissione all'esame finale;

  2. copia del pagamento della tassa prevista per il conseguimento del titolo (pari a € 85,00), il cui MAV o avviso Pago PA è reperibile nel sito https://studenti.unimc.it;

  3. Declaratoria relativa alla tesi di dottorato e al deposito nell'archivio open access di Ateneo IRIS U-Pad. Il deposito consente la contemporanea trasmissione alle biblioteche nazionali di Roma e Firenze: vedi le linee guida CRUI sul deposito Open Access;

  4. 1 CD-ROM, il cui frontespizio deve riportare il nome del dottorando e il titolo della tesi, contenente tre file (il cui peso complessivo non deve superare i 23 MB): 1. la tesi, in un unico file formato .pdf; 2. gli abstract della tesi in lingua Italiana e in lingua Inglese (ciascuno di max 8000 caratteri spazi inclusi), in formato .doc o .txt; 3. una relazione sulle attività svolte nel triennio e sulle eventuali pubblicazioni (file formato .pdf).

    

Procedura di ammissione all'esame finale

Il procedimento per il conseguimento del titolo di Dottore di ricerca è suddiviso in due fasi di valutazione:

  • la prima in capo a valutatori esterni, in numero di due per ciascuna tesi dottorale, designati dal Collegio dei docenti, chiamati a valutare preliminarmente l’elaborato scientifico con giudizio di ammissibilità o non ammissibilità alla discussione pubblica; nel caso di giudizio negativo, la discussione è rinviata e la tesi deve essere revisionata secondo le indicazioni dei valutatori cui dovrà essere nuovamente sottoposta prima della discussione pubblica;

  • la seconda fase è in capo alla commissione d’esame innanzi alla quale si svolge la dissertazione pubblica.

La sessione d'esame prevede un appello ordinario per i dottorandi ammessi immediatamente alla discussione pubblica della tesi. Nel caso invece di rinvio da parte dei valutatori esterni, la tesi sarà discussa nell'appello straordinario che la commissione medesima è tenuta a fissare entro sei mesi dalla data dell'appello ordinario.

La segreteria della Scuola di Dottorato trasmette ai componenti la commissione d’esame il Decreto Rettorale di nomina, unitamente ai materiali relativi ai candidati: la tesi in formato .pdf e i giudizi dei valutatori esterni.

    

Convocazione per l'esame finale

Concluse le procedure di valutazione della tesi in capo ai valutatori esterni, con apposita comunicazione, l'Ufficio convoca i dottorandi per l’espletamento della prova finale, almeno 15 giorni prima della data stabilita.

   

Commissioni esame finale

Le commissioni giudicatrici degli esami finali di dottorato sono nominate con decreto del Rettore su proposta del Collegio dei docenti del corso di dottorato, designati per competenza disciplinare, ai sensi dell’art. 24 del Regolamento di Ateneo in materia di dottorato.

La commissione è chiamata a svolgere il ruolo istituzionale come previsto dal DM 45/2013.

Commissioni esame finale - Sessione 2020

Rilascio della pergamena e richiesta certificati

Successivamente all'esito positivo dell'esame finale si consegue il titolo di Dottore di Ricerca (PhD) che viene attestato tramite il rilascio di una pergamena, che viene consegnata durante una cerimonia all'inizio dell'anno accademico successivo a quello di conseguimento del titolo, salvo diversa esigenza dell'interessato.

È possibile, altresì, ottenere certificati attestanti il conseguimento del titolo, previa richiesta da presentare alla Scuola di Dottorato, producendo una Richiesta di certificato, in bollo da € 16 ed allegando un ulteriore bollo, di pari importo, per ciascun certificato richiesto.

Si precisa che, ai sensi dell’art. 40, comma 02, del DPR 445/2000, come modificato dall’art. 15, comma 1, lett. a) della legge 183/2011, i suddetti certificati non possono essere prodotti alle Pubbliche Amministrazioni né ai privati gestori di pubblici servizi, poiché verso queste va autocertificato il possesso del titolo, mentre è onere dei suddetti procedere ad accertamento della veridicità della autocertificazione da ricevuta.

I certificati possono quindi essere prodotti a privati e ad istituzioni estere.

Ultimo aggiornamento  2020/05/28 12:54:52 GMT+2
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