Sicurezza sociale

LA SICUREZZA SOCIALE

Per "sicurezza sociale" si intende l’insieme di interventi pubblici finalizzati all’erogazione di provvidenze in favore dei cittadini che si trovano in condizioni di bisogno. A tal proposito vengono effettuati due tipi di intervento:

  1. l’assistenza sociale, che assolve ad una generica funzione di tutela degli indigenti, estesa a tutti i cittadini in caso di bisogno;
  2. la previdenza sociale, che assolve alla funzione specifica di tutela dei lavoratori.

La differenza tra le due forme di intervento consiste nel fatto che l’assistenza provvede a sanare situazioni di bisogno già in atto, mentre la previdenza precostituisce i mezzi necessari per soddisfare bisogni futuri. Inoltre l’assistenza ha carattere di erogazione e non comporta oneri per l’assistito, mentre la previdenza ha funzione assicurativa e richiede il versamento di contributi da parte delle categorie interessate.

Il sistema di sicurezza sociale italiano

Il sistema di sicurezza sociale italiano trova fondamento nella tutela dei diritti fondamentali alla salute e alla sicurezza sul lavoro, come previsto dalla Costituzione (articoli 4, 32, 35). I settori principali della sicurezza sociale sono: l’assistenza sanitaria, le prestazioni di malattia in denaro, le prestazioni di maternità e paternità, le prestazioni di invalidità, le prestazioni e pensioni di vecchiaia, le prestazioni ai superstiti, le prestazioni in caso di infortuni sul lavoro e malattie professionali, le prestazioni familiari, la disoccupazione, il reddito minimo garantito e l’assistenza di lunga durata.

Il sistema di sicurezza sociale italiano si articola in tre settori rispettivamente gestiti dall’INPS , dall’INAIL e dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Il più grande ente previdenziale italiano è l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) (http://www.inps.it/portale/default.aspx), presso il quale è assicurata la quasi totalità dei lavoratori dipendenti del settore privato e, di recente, anche quelli del settore pubblico. Di altre categorie, tra le quali i giornalisti, i medici, gli avvocati e altri settori professionali, si occupano invece altri enti. L’INPS eroga prestazioni sia di natura previdenziale sia di natura assistenziale. Le prime sono determinate in base ai contributi versati, mentre le seconde prescindono dal versamento di contributi (ad es. assegno per il nucleo familiare, assegno a sostegno della maternità e per i nuclei familiari concessi dai Comuni).

A tal proposito le pensioni gestite dall’INPS sono quella di inabilità, l’assegno ordinario di invalidità, la pensione di vecchiaia, la pensione ai superstiti. Altre prestazioni di natura non pensionistica erogate dall’INPS sono: l’assegno sociale, la disoccupazione, la mobilità dei lavoratori, la Cassa integrazione guadagni, il trattamento di fine rapporto, gli assegni al nucleo familiare, la malattia, gli assegni familiari dei Comuni, la maternità e paternità, i congedi parentali e riposi per allattamento, l’assistenza ai disabili, l’assegno cure tubercolari, le cure balneo termali, l’assegno per congedo matrimoniale, l’assegno maternità dello Stato e dei Comuni.

L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) (http://www.inail.it/internet_web/appmanager/internet/home) ha invece un ruolo attivo nell’ambito della tutela della salute e della sicurezza del lavoratore. L’INAIL si occupa quindi del regime assicurativo, finanziato mediante i contributi versati solo dai datori di lavoro, garantendo protezione ai lavoratori in caso di infortuni, malattie professionali o morte sul lavoro. Gli infortuni sul lavoro sono tutti quegli eventi occorsi al lavoratore che hanno luogo per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o l’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che comporta l’astensione al lavoro per più di tre giorni.

I lavoratori dipendenti hanno diritto alle prestazioni INAIL anche se il datore di lavoro non ha adempiuto agli obblighi contributivi. L’INAIL eroga prestazioni di natura temporanea o pensioni a carattere permanente in caso di disabilità permanente, oppure può concedere indennità in caso di morte.

L’assistenza sanitaria, fornita dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) (http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_4.jsp?area=Il_Ssn) , rientra nella competenza del Ministero della Salute che gestisce le risorse, la ripartizione delle stesse agli enti regionali o comunali che si occupano dei servizi sanitari (le cosiddette Aziende sanitarie locali), e fa in modo che le prestazioni minime, vale a dire i livelli di assistenza sanitaria essenziale, siano garantite alle persone che vivono in tutte le Regioni italiane.

La sicurezza sociale internazionale

Per "sicurezza sociale internazionale" si intende la protezione sociale dei cittadini di un Paese residenti abitualmente in un altro Paese, garantita attraverso una regolamentazione internazionale. Nell’Unione Europea la protezione sociale si realizza con l’applicazione dei Regolamenti UE di sicurezza sociale, immediatamente e direttamente applicabili nei 27 Paesi che fanno parte attualmente dell’Unione.

Dal 1° giugno 2002 tale normativa è stata estesa anche alla Confederazione Svizzera grazie ad un apposito accordo.

I principi a cui si ispirano i trattati bilaterali in materia di sicurezza sociale possono essere desunti dal Regolamento (CE)  n. 883/2004, (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:2004R0883:20110111:IT:PDF)  tra i quali si segnalano:

- Parità di trattamento, che impedisce qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità nell’applicazione delle leggi nazionali relative alla sicurezza sociale;

- Parità di trattamento delle prestazioni, del reddito dei fatti e degli eventi, in base al quale ogni Stato considera un evento accaduto sul territorio di altro Stato membro come se fosse avvenuto sul proprio territorio;

- Unicità della legislazione applicabile, secondo cui il lavoratore è soggetto alla legislazione di uno Stato membro del luogo in cui si svolge la prestazione lavorativa;

- Totalizzazione, secondo cui tutti i periodi di assicurazione, lavoro autonomo o dipendente e residenza acquisiti in uno Stato membro si considerano nel calcolo delle prestazioni che spettano al beneficiario;

- Esportabilità, ottenendo così il pagamento delle prestazioni nel Paese di residenza anche se la prestazione è a carico di un altro paese (eccetto le prestazioni non contributive, come ad esempio l’assegno sociale);

- Regola contro la sovrapposizione dei benefici in base al quale non è possibile maturare il diritto di ricevere molteplici prestazioni da diversi Stati membri dello stesso tipo per lo stesso periodo di assicurazione obbligatoria.

La Commissione Europea, al fine di incoraggiare una maggiore cooperazione tra gli Stati membri per il coordinamento con gli Stati terzi in materia di sicurezza sociale, ha pubblicato un documento sulla dimensione esterna del coordinamento in materia di sicurezza sociale nell’Unione europea:

Vedi: Commissione Europea, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni. La dimensione esterna del coordinamento in materia di sicurezza sociale nell'Unione europea, doc. COM(2012) 153 final, Bruxelles, 30 marzo 2012. (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52012AE0930)

Nell’area extra-UE, la protezione sociale viene normalmente attuata attraverso Convenzioni bilaterali (http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=9600).

Ultimo aggiornamento19luglio2018
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