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A dieci anni dalla scomparsa,  UniMc ricorda l’archeologa Giovanna Maria Fabrini

A dieci anni dalla scomparsa, UniMc ricorda l’archeologa Giovanna Maria Fabrini

Sabato 23 maggio al Polo Pantaleoni una giornata dedicata alla docente che ha segnato la storia dell’archeologia maceratese, da Urbs Salvia a Gortina di Creta. Nel pomeriggio visita guidata al Parco archeologico di Urbs Salvia.
2026-05-20T12:29:30+02:00

A dieci anni dalla scomparsa, l’Università di Macerata rende omaggio a una delle figure che più hanno contribuito a costruire l’identità scientifica e internazionale dell’archeologia dell’Ateneo: la professoressa Giovanna Maria Fabrini. Sabato 23 maggio, alle 11, nell’Aula Verde del Polo didattico Pantaleoni, UniMc, la direzione regionale Musei delle Marche e l’Alam, Associazione Laureati Ateneo Maceratese, promuovono un incontro dedicato alla sua memoria, al suo lavoro e all’eredità lasciata a generazioni di studenti, allievi e ricercatori. Nel pomeriggio, alle ore 16, chi lo desidera potrà partecipare alla visita guidata al Parco archeologico di Urbs Salvia, condotta dalla direttrice del Parco Sofia Cingolani e dal professor Roberto Perna.

Allieva del grande maestro Antonino Di Vita, Fabrini si laureò all’Università di Macerata nel 1972 e da allora non lasciò più l’Ateneo, attraversandone la vita accademica nei ruoli di assistente, supplente, professoressa associata e ordinaria, fino alla direzione del Dipartimento di Scienze archeologiche e storiche dell’antichità. Al suo nome sono legate alcune delle principali ricerche archeologiche condotte dall’Università di Macerata, da Treia a Urbisaglia fino a Gortina di Creta, esperienze che ancora oggi caratterizzano l’Ateneo, formano nuove generazioni di archeologhe e archeologi e proiettano UniMc in un contesto internazionale.

Il contributo più rilevante della professoressa Fabrini resta però legato alla città romana di Urbs Salvia, dove nel 1995 avviò un’importante missione archeologica con una forte vocazione didattica. Quelle ricerche hanno ampliato in modo decisivo le conoscenze sulla città romana e riportato alla luce strutture che oggi definiscono il Parco archeologico, riconosciuto come il più importante delle Marche.

 L’incontro del 23 maggio sarà l’occasione per ricordare la docente attraverso il racconto delle sue scoperte, del suo metodo di lavoro e del percorso compiuto dalle ricerche archeologiche negli ultimi dieci anni.

Ultimo aggiornamento  2026/05/20 12:29:30 GMT+2

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