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La giornata del laureato riunisce generazioni e cancella confini

La giornata del laureato riunisce generazioni e cancella confini

Anche da Grecia, Inghilterra e Svizzera l’Ateneo ha riunito laureati di 25 e 50 anni fa. Il presidente di Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini è il laureato dell’Anno. A Giuseppe Bommarito il premio Oscar Olivelli per la lotta contro la piaga delle dipendenze da stupefacenti.
2026-03-06T11:42:15+01:00

L’Università di Macerata si è confermata una comunità senza confini, capace di unire generazioni e distanze geografiche, celebrando i propri laureati in un abbraccio che attraversa il tempo e lo spazio. La Giornata del Laureato 2024, tenutasi oggi al Cineteatro Italia, ha riunito quasi ottanta laureati di 25 e 50 anni fa, giunti dalle Marche, dall’Italia e persino dall’estero: da Brighton, dalla Svizzera o dalla Grecia, come Evangelia Nektaria Georgopoulou e Sotirios Tsouvalas, quest’ultimo premiato anche tra gli Alumni, simbolo del legame tra UniMc e i tanti studenti greci che, tra gli anni Ottanta e Novanta, scelsero Macerata per formarsi in diritto.

“La nostra idea – ha rimarcato il rettore John Mc Court - è quella di una università comunità, basata sulla ricerca necessaria per dare energia a tutti i nostri insegnamenti. Oggi tornate a visitare un ateneo in salute. Siamo qui da oltre sette secoli, che però non valgono niente se non siamo utili per il presente e il futuro dei nostri iscritti e del nostro territorio. Fare l’Università non è solo apprendere informazioni, ma è un momento di formazione per crescere in autonomia, non in solitudine ma in una comunità”.

“L’istituzione universitaria – ha ribadito la direttrice dell’Alam Daniela Gasparrini - è una comunità che ha bisogno di una presenza partecipe di tutti quelli che qui hanno acquisito la loro formazione, che li rende a pieno titolo parte dell’Università”. Per rafforzare questo vincolo, è stato lanciato i progetto Alumni Worldwide Project che, sotto la guida di Marcello La Matina, docente e filosofo, offrirà una piattaforma web per consentire a laureati e laureate di ritrovarsi insieme. “E’ un luogo virtuale per restare connessi”.

L’impegno e i sacrifici, ma anche le relazioni, le amicizie, il rapporto sempre umano con i docenti sono stati il tema ricorrente dei racconti dei premiati di quest’anno. Il premio "Laureato dell’anno" è stati assegnato ad Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, per il suo contributo alla promozione del patrimonio culturale e creativo della regione Marche. “Credo che l’Università, prima ancora che dare agli studenti una formazione per il loro percorso professionale, insegni proprio questo, a coniugare sogni e responsabilità, a volare alto, ancorando le proprie aspirazioni all’impegno quotidiano e al sacrificio che è il cemento per costruire ogni risultato”.

Il Premio "Oscar Olivelli" è andato all'avvocato Giuseppe Bommarito per il suo impegno nella lotta contro la piaga delle dipendenze da sostanze stupefacenti, con un’attenzione speciale rivolta ai giovani e al loro futuro. “Dedico questo premio a mio figlio Nicola, che dall’alto mi guida e mi protegge” ha detto il premiato che, nel 2009, ha visto morire il figlio tra le proprie braccia per overdose. “Non mi vergogno a dirlo, chi si deve vergognare è chi gli ha dato quella sostanza, chi organizza quel traffico e chi non faceva e non fa tutto il suo dovere per prevenire, intervenire e reprimere questa piaga che è diventata un’epidemia” ha rimarcato. E, poi ricordando i suoi anni universitari: “Mi sono iscritto all’Università nel 1970, avevo poco meno di 19 anni, erano anni difficili con fortissime tensioni politiche. A Macerata il ’68 arrivò con un paio di anni di ritardo. Abbiamo occupato l’Università per chiedere una maggiore democratizzazione. La laurea apre la mente verso tanti orizzonti e suscita tanti interessi, aspetti da approfondire”.

Diversi e stimolanti sono stati anche i percorsi evidenziati dall’Ateneo tramite il premio Alumni, assegnato quest’anno a quattro laureati Unimc. A cominciare da Alessandra Calisti Alessandrini, fondatrice del blog "Mamme Marchigiane", comunicatrice e imprenditrice che a Macerata ha conseguito la laurea in lettere e filosofia, “da cui ho ricevuto un sapere e un saper fare trasversale e adattabile alle varie situazioni”. Angela Fiorillo, dirigente scolastica del Liceo Classico Linguistico Giacomo Leopardi, che a una prima laurea in giurisprudenza ha aggiunto quella in pedagogia della marginalità e della disabilità. “La mia vita è andata sempre in parallelo con la scuola e l’Università”. Gioele Marozzi, vincitore del Premio Letterario Giovanni Crocioni per il suo saggio sull’epistolario di Giacomo Leopardi, attualmente impegnato nel progetto della Biblioteca Digitale Leopardiana al Centro Nazionale di Studi Leopardiani a Recanati. “L’impegno che l’Università di Macerata spende anche nel digitale si è rivelato estremamente utile per il mio percorso professionale”. E, quindi, Sotirios Tsouvalas, che oggi è giudice della Corte d’Appello di Atene, consulente del Ministro della Giustizia Greco e partecipa in diverse commissioni internazionali “Era molto impegnativo studiare il diritto in una lingua straniera, ma la conoscenza che mi ha dato è stata di grande importanza per la mia carriera professionale. Era un periodo difficile, ma allo stesso tempo bello. Ho tanti amici di quell’epoca, che ancora oggi sono amici di vita”.

Ultimo aggiornamento  2026/03/06 11:42:15 GMT+1

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