UniMc | dal 1290

Le tappe fondamentali di una storia complessa e avvincente

1290 | le origini medievali

Nel 1290 viene istituita una scuola di diritto tenuta da un maestro privato, il doctor legum Golioso o Giulioso da Montegranaro, sul modello di quelle sorte in altre parti della penisola, la quale tuttavia, pur non essendo abilitata alla concessionedei gradus doctorales, a differenza di altre consimili scuole di natura meramente privata esistenti in quello stesso periodo, possedeva uno specifico carattere pubblico in quanto istituita sotto l’egida del Comune...
1518 | il Breve di Leone X autorizzava il Collegio degli avvocati curiali di Macerata a conferire gratuitamente i gradus doctorales ai giovani poveri della Provincia... 

1540-1824 | la stagione comunale

La ri-fondazione moderna del 1540 ad opera di papa Paolo III, che allo Studium Generale Maceratense diede la forma “classica” delle quattro Facoltà (Legge, Teologia, Filosofia, Medicina).
Il periodo 1540-1824 – con la “parentesi” della soppressione napoleonica (1808-1816) – fu la stagione “costitutiva” dell’ateneo comunale, con migliaia di laureati e un importante radicamento culturale... 
1540 > 18 ottobre inizia l’anno scolastico

1541 > 27 novembre viene conferita la prima laurea in utroque iure (diritto civile e diritto canonico) a Giuseppe Abiamontani.

1585 molti ottennero di conseguire il titolo presso il Collegio dei dottori curiali, al quale Sisto V, generalizzando la portata del Breve di Leone X, aveva concesso fin dal 1585 il privilegio di addottorare non più solamente gli studenti poveri, ma chiunque lo desiderasse... 

1808 Per volontà di Napoleone Bonaparte, infatti, a seguito dell’unione delle Marche al Regno d’Italia, l’ateneo fu soppresso con decreto 28 giugno 1808, n. 197, e al suo posto fu istituito un Liceo con alcune scuole speciali (clinica medica, clinica chirurgica, ostetricia), tutte a totale carico del Governo...
Il 23 agosto 1816, attraverso un suo rescritto, il papa Pio VII, anche a seguito delle notevoli pressioni degli amministratori comunali, dei docenti e del clero locale, restaurò l’ateneo marchigiano ad formam universitatum, attribuendogli provvisoriamente la denominazione di «Scuola superiore» e sopprimendo così definitivamente il Liceo del Musone. Sulla scia di tale pronunciamento, il vescovo si affrettò a dare esecuzione alla volontà del pontefice e il 28 agosto 1816 emanò un decreto esecutoriale con il quale, richiamando la costituzione di Paolo III del 1540, ripristinò la facoltà «doctorandi in omnibus scientiis e disciplinis, iuxta laudabilem eiusdem Universitatis consuetudinem».
Nell’anno accademico 1816-1817 poterono ripartire ufficialmente i corsi dell’Università, che nel frattempo aveva trasferito la propria sede dal Palazzo del Comune all’ex Collegio dei Gesuiti...

1824-1860 | nello Stato pontificio “riformato”

con la Bolla papale Quod divina sapientia, emanata il 28 agosto 1824 da Leone XII, si procedette al definitivo riordinamento dell’istruzione superiore e delle università dello Stato pontificio, nel cui ambito lo Studium maceratese fu annoverato tra le università «secondarie», assieme a quelli di Camerino, Fermo (di lì a breve soppressa), Ferrara e Perugia, e un gradino più in basso rispetto a quelle «primarie» di Roma e Bologna. In virtù della riorganizzazione operata, dunque, l’Università di Macerata diveniva pontificia, vale a dire statale, dopo essere stata per secoli un’istituzione di carattere comunale...

1860-1963 | il secolo della Facoltà di Giurisprudenza

con l’unificazione nazionale si aprì una stagione, molto difficile per i piccoli atenei, segnata dal ridimensionamento ma anche da una forte “resistenza” della città e del territorio provinciale per non perdere una realtà tanto antica e importante. Si inaugurava un secolo di storia che avrebbe identificato l’Università di Macerata con la sola ma prestigiosa Facoltà di Giurisprudenza.
7 novembre 1860, il quotidiano locale «L’Annessione Picena» annunciava ufficialmente che, per volere del Commissario provinciale Luigi Tegas, la riapertura della Regia Università di Macerata, il cui primo rettore post-unitario fu il marchese Matteo Ricci Petrocchini, era fissata per il successivo 20 novembre.
L’ateneo maceratese mosse i primi passi nello Stato unitario con un assetto che, dopo l’abolizione della Facoltà di Teologia, avvenuta sia per questioni ideologiche sia per il numero troppo esiguo di studenti, permise di mantenere almeno inizialmente le Facoltà di Giurisprudenza, di Medicina e Chirurgia e di Filosofia (anche se in realtà già declassata da tempo a Facoltà fisico-matematica), nonché una Scuola di Notariato ed una di Perito-agrimensore e misuratore di fabbriche. A differenza degli altri piccoli atenei ex pontifici, che chiesero ed ottennero di diventare «università libere» (sostenute cioè esclusivamente dagli enti locali), quella di Macerata optò per la trasformazione in università statale e fu annoverata tra quelle «secondarie» o «minori», alla stregua di Cagliari, Sassari, Genova, Parma, Modena, Siena, Catania e Messina...

1964 | oggi | domani l’umanesimo che innova

Le cose cambiarono nel 1964, con l’istituzione della Facoltà di Lettere e filosofia, ha avuto inizio la “quinta” delle “vite” dell’ateneo che, a ben vedere, è ancora la nostra.
Oggi l’Università di Macerata è una piccola “grande” istituzione culturale, orgogliosa del proprio passato e sempre più consapevole del ruolo che svolge nel presente e nella costruzione del futuro di una città e di un vasto territorio. Più di dieci mila studenti, cinque Dipartimenti, numerosi Centri, Istituti e Scuole di specializzazione, ventotto corsi di laurea, una Scuola di dottorato, master. Una forte internazionalizzazione, con lauree a doppio titolo e in inglese, programmi di mobilità, progetti di ricerca europei, Scuole estive, un Istituto Confucio, una casa editrice. Un ateneo che contribuisce, attraverso il trasferimento di conoscenze e competenze, alla crescita professionale degli studenti, all’autoimprenditorialità, all’innovazione.

Ultimo aggiornamento 19 luglio 2018
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