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Maurizio MIGLIORI, PLATONE

Questo testo non è il riassunto del vasto lavoro di ricostruzione del pensiero platonico già proposto da Migliori ne Il disordine ordinato. La filosofia dialettica di Platone. 2 vv., Morcelliana, Brescia 2013; si tratta di un’opera diversa anche se ovviamente si muove nello stesso orizzonte interpretativo: con i dialoghi il filosofo ateniese non vuole tanto insegnare la sua filosofia quanto spingere il lettore a “farla”; per questo, come egli stesso afferma nel Fedro, scrive nella forma del “gioco”, cioè delle allusioni e provocazioni che quasi costringono il lettore filosofo a pensare per “andare avanti”.

Il testo è diverso in primo luogo per la forma: una sequenza classica (cfr. Indice) di tutti gli aspetti della filosofia dell’Ateniese; per illustrare tale lettura ogni capitolo presenta una o più “appendici” che affrontano analiticamente un aspetto specifico della trattazione. Inoltre, la (relativa) brevità del testo consente di cogliere in modo più facile e diretto il senso di questa ricostruzione del pensiero di Platone. Emerge così con nettezza un filosofo che ha una visione sistemica del reale, un metafisico consapevole dei limiti umani, quindi impegnato in una ricerca della verità che non è mai la Verità assoluta riservata alla Divinità. I filosofi, “amici della divinità”, realizzano una scienza “umana” che, mescolando varie forme di conoscenza, le parole con la matematica, l’opinione vera con momenti di pura intuizione intellettiva, tenta di conoscere e capire il nostro mondo. Questo, però, non ha il proprio fondamento in sé, ma in altro, in una realtà superiore, quella delle Idee e dei Principi primi. Il filosofo è quindi costretto a muoversi su diversi terreni, da quello metafisico a quello cosmologico, ordinato dal Demiurgo, a quello etico-politico, in cui l’individuo deve sforzarsi di controllare un disordine largamente prevalente.

In secondo luogo, qui Migliori sottolinea maggiormente la caratteristica multifocale dell’analisi platonica. Il filosofo, pur muovendosi nell’ambito di un ben chiaro “sistema”, propone una lettura molto articolata del reale, il che porta ad escludere una conoscenza realizzata con procedimenti unilaterali. La realtà che egli ricostruisce è dinamica e non statica, basata sulla coppia agire-patire e determinata da una polarità originaria, ben “allusa” dalla coppia di dialoghi Filebo-Timeo, che consentono di ricostruire il quadro del sistema platonico. Platone tematizza la uni-moltiplicità di ogni realtà, che da un lato costituisce un misto, un “disordine ordinato”, dall’altro risulta inserita in un complesso gioco di relazioni, un insegnamento tratto dai sofisti e rimodulato in modo da contrapporsi all’esito relativistico della seconda sofistica.

Infine, questo testo è persino più completo del volume “maggiore”, con una trattazione della retorica e dell’arte, trascurate per ovvie ragioni di spazio nell’altro testo. C’è anche un capitolo sulla storia degli effetti, dove Migliori, analizzate le varie tendenze che si sono confrontate nella lettura dei dialoghi platonici, valorizza la scuola di Tubinga-Milano cui si collega direttamente tutto il lavoro fatto sui sofisti, su Platone e su Aristotele nella nostra università, il che gli consente di proporre come dizione adeguata di questo lungo ciclo di studi, iniziato in Germania alla metà del secolo scorso, “Scuola di Tubinga-Milano-Macerata”.

 

Indice

Presentazione

I. Biografia
1. I dati della vita
2. Le vicende siracusane
Appendice: La Lettera settima

II. Il problema della scrittura filosofica
1. Come scrive Platone,
2. I dialoghi,
3. Una visione polivoca del reale
4. Conclusione
Appendice 1: Il Fedro
Appendice
2: Alcuni esempi di “giochi”

III. Una conoscenza molto articolata
1. La ricerca della verità
2. La conoscenza del nostro mondo
3. Le forme conoscitive
4. Il problema dell’errore e del falso
5. Un’osservazione finale sui limiti delle parole
Appendice 1: Il contributo epistemologico della Lettera settima 342a-345C
Appendice 2: La conoscenza assoluta (Fedone 64A-67B)

 IV. Dialettica e mondo delle Idee
1. La filosofia di Platone
2. Valore, aporie e natura delle Idee
3. La dialettica delle Idee
Appendice: Valore e limite della dialettica dell’essere

V. La metafisica: il processo ontogonico
1. Agire e patire a fondamento della realtà
2. La realtà come misto
3. Il Principio del disordine
4. L’Uno-Bene-Misura
Appendice: L’itinerario verso il Bene nella Repubblica

VI. La metafisica. Il processo cosmogonico
1. La causa efficiente divina nel Filebo
2. Il ruolo del Demiurgo nel Timeo
3. La figura demiurgica in altri dialoghi
4. La cosmologia del Timeo
5. Conclusione
Appendice 1: Lo stretto nesso tra Filebo e Timeo
Appendice 2: Il mito del Politico (268E-274E)

VII. Il problema dell’anima
1. Unità e polivalenza dell’essere umano
2. La natura tripartita e unitaria dell’anima
3. L’immortalità dell’anima
Appendice 1: L’invenzione greca del concetto di anima,
Appendice 2: L’anima del mondo, 203

VIII. La filosofia della prassi: l’etica
1. Premessa
2. La virtù
3. Le diverse virtù
4. Il piacere e la sua necessità
5. Una vita buona e felice
Appendice: La metretica

IX. La filosofia della prassi: la politica
1. La politica, cura dell’anima e della polis
2. Unità e molteplicità della polis
3. La politica umana: la legge
4. La politica umana: l’uomo politico
5. La politica platonica: una società unita, ordinata e felice
Appendice: L’aporia del filosofo,

X. La Retorica, l’arte e la poesia
1. La retorica
2. L’arte e la poesia,

Concetti chiave
Storia degli effetti
Bibliografia

Maurizio MIGLIORI, Platone, Els La Scuola, Brescia 2017, pp. 333, € 18

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