Home Libri / Suggerimenti M. MIGLIORI, Il disordine ordinato. La filosofia dialettica di Platone, Morcelliana, Brescia 2013

M. MIGLIORI, Il disordine ordinato. La filosofia dialettica di Platone, Morcelliana, Brescia 2013

I. Dialettica, metafisica e cosmologia; II. Dall’anima alla prassi etica e politica

Migliori stesso dice che questo libro è un’opera folle scritta da un folle e non solo per la dimensione (due volumi per un totale di 1500 pagine; nella Bibliografia delle opere espressamente citate e utilizzate sono elencati più di 1000 titoli). La “follia” consiste nel tentativo di risolvere il “mistero” di un autore di cui abbiamo tutti i testi (e una cospicua traduzione indiretta) senza riuscire, nonostante questo, a trovare un minimo comune denominatore interpretativo condiviso dagli interpreti.

Data la dimensione dell’opera, limitiamoci a individuarne alcuni fili conduttori.

1. Pur sostenendo l’impostazione interpretativa della Scuola di Tubinga-Milano, l’Autore, in primo luogo, utilizza la letteratura secondaria senza preconcetti: nessun orientamento viene ignorato a priori, si riconoscono i meriti di contributi distanti che vengono così inglobati legittimamente; in secondo luogo il lavoro non prende le mosse dalle Dottrine non scritte, ma rimane tutto incentrato sui dialoghi. Questo non testimonia affatto l’inutilità della tradizione indiretta, perché l’analisi pone in risalto l’incompletezza strutturale di quanto Platone ha comunicato attraverso i dialoghi e mostra soprattutto che tale dato risponde ad una scelta dell’autore.

2. L’idea fondamentale è quella di “gioco protrettico”: Platone esplicita nel Fedro di “giocare” con il lettore; egli non vuole tanto trasmettergli contenuti quanto invitarlo a fare filosofia, proponendogli compiti ed enigmi per spingerlo a ricerche ulteriori; la soluzione ultima di ogni dialogo e dell’intero ciclo delle opere conduce sempre oltre lo scritto. Migliori presenta moltissimi esempi di questi giochi e propone sulla base di una assoluta fedeltà al testo, continuamente citato, molte analisi del tutto nuove.

3. Altro filo conduttore è l’idea della strutturale polivalenza del discorso platonico, che presenta una molteplicità di approcci e di concetti anche all’interno di singole opere. Ciò permette di risolvere presunte contraddizioni interne ai dialoghi (e toglie fondamento all’ipotesi evoluzionistica). L’esempio più eloquente, tra i tanti che Migliori offre, è la trattazione dell’anima: Platone quando parla in chiave ontologica della struttura della psichè la presenta secondo uno schema binario, perché la questione fondamentale è la distinzione tra la parte divina immortale e quella umana mortale; quando invece ci fornisce una descrizione della sua operatività, ricorre ad un modello ternario, quando parla del suo dominio sul corpo ne ha una visione unitaria: è una posizione polivoca, dipendente dal punto di vista assunto.

4. Ne emerge una filosofia “dialettica” in senso proprio – concetto distinto dalla dialogica che caratterizza la forma dei testi –, ossia una filosofia della dynamis, che si esprime soprattutto nella coppia agire-patire e nella dinamica intero-parti. Il pensiero di Platone ha il suo fondamento nel problema dell’uni-molteplicità del reale, tema di fondo cui la dialettica deve dare risposta. Il filosofo ateniese non considera infatti unicamente la dimensione ideale, ma indaga un intero che comprende due componenti: 1) il mondo fisico della nostra esperienza, che va spiegato e fondato in base a 2) una realtà superiore. Migliori evidenzia come nella filosofia platonica non ci sia disprezzo per il sensibile; l’empirico ha un valore di cui Platone tiene conto. Nell’ambito “gnoseologico” emerge così una valutazione positiva della sensazione e della doxa retta e vera; nella stessa chiave va letta l’accettazione della dimensione corporea, una componente della vita umana che non può essere trascurata, e la valutazione, non sprezzante ma attenta, del peso sociale e politico della vita ordinaria. Anche qui le cose cambiano a seconda della prospettiva: se sia la vita dell’essere umano concreto o della sola anima, se venga messo in campo l’assoluto o la prassi etico-politica, in cui diventa decisivo il limite umano. Questo senso del limite costituisce un asse portante del discorso platonico: l’uomo da una parte deve tendere all’assoluto, dall’altra deve farlo “per quanto è possibile”.

5. Nella sua valutazione complessiva l’Autore, pur dichiarando esplicitamente il suo “amore” per Platone, denuncia l’aporeticità del “sistema” platonico, vittima al suo interno di una “contraddizione mortale” che riguarda soprattutto i Principi e che apre la strada alle opposte interpretazioni di Aristotele e del neoplatonismo.

Sommario

Volume primo Dialettica, metafisica e cosmologia

Introduzione

1. Come scrive Platone

1.1. L’orizzonte di riferimento

1.2. Introdurre alla filosofia attraverso la scrittura

1.3. Esempi di giochi

1.4. La filosofia scritta di Platone: un grande protrettico

2. La filosofia come dialettica

2.1. Il problema della conoscenza

2.2. Il metodo dialettico e le sue diverse accezioni

3. Il legame tra Filebo e Timeo. Due dialoghi stranamente connessi

4. Ontologia, ontogonia e cosmogonia

4.1. La visione del reale

4.2. Il gioco delle cause

4.3. Il processo ontogonico

4.4. La cosmologia

 

Volume secondo Dall’anima alla prassi etica e politica

5. Il problema dell’anima

Premessa. L’invenzione del concetto di anima nel mondo greco

5.1. Unità e polivalenza dell’essere umano

5.2. L’immortalità dell’anima

5.3. Il valore dell’empirico e dell’umano

6. L’unità del pensiero etico e politico

Introduzione

6.1. L’etica platonica

6.2. La politica

7. Tre piccole e opportune aggiunte finali

Appendice prima. Una vita dedicata alla filosofia

Appendice seconda. Alcune riflessioni su testimonianze indirette e metafisica

Appendice terza. Per un’interpretazione (il più possibile) oggettiva

8. Conclusioni

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