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L’edizione critica delle COLLATIONES OXONIENSES di Giovanni Duns SCOTO

Il volume di recentissima uscita curato da Guido Alliney e Marina Fedeli, Iohannis Duns Scoti Collationes oxonienses, è già candidato a fare scuola nel panorama degli studi medievistici legati all’edizione critica di testi inediti.

La SISMEL (Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino) si è volentieri incaricata della pubblicazione attraverso le Edizioni del Galluzzo, con il contributo dell’Union Académique Internationale, dell’Unione Accademica Nazionale, del PRIN 2012 «L’universalità e i suoi limiti» (unità di Udine) e del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata. Si è pensato di annoverarla come XXIV esemplare della collana «Testi e studi» per il «Corpus Philosophorum Medii Aevi», che ha già ospitato prodotti di rilevanza internazionale, tra cui gli Opera Omnia di Egidio Romano.

Il testo messo a disposizione degli studiosi, frutto di un lungo lavoro di equipe dipanatosi nella sezione di Filosofia e Scienze Umane dell’Università di Macerata e scandito in molteplici tappe (ricognizione della tradizione manoscritta, trascrizione, stemma codicum, metodologia di edizione, ricerca delle fonti, analisi dottrinale, problemi di attribuzione), occupa una posizione del tutto particolare all’interno dell’opera di Giovanni Duns Scoto.

Si tratta di una raccolta di ventisei questioni di argomento filosofico-teologico, attribuita dalla tradizione al Dottor Sottile ma scarsamente (e acriticamente) frequentata, anche a causa dell’insufficiente qualità dell’edizione del 1639 curata da Luca Wadding. Insomma, fino ad oggi gli interpreti hanno avuto a che fare con un’opera dal testo incerto ma, pur in mancanza di un’analisi complessiva, considerata autentica, con il conseguente rischio di impieghi ingenui o pretestuosi. Neppure i più recenti contributi al tema di Stephen Dumont (1995), Guido Alliney (2005), Antonie Vos (2006) e Richard Cross (in stampa) «sono stati in grado di portare a una comprensione unitaria dell’opera» (p. XV).

Al contrario, la densa introduzione di Alliney e Fedeli – innovativa soprattutto per acribia metodologica e scavo dottrinale – ricostruisce dettagliatamente lo status quaestionis, si cimenta in una scrupolosa analisi di un testo spesso frammentario, e getta quindi una luce inedita sul genere letterario dell’opera, che si rivela strettamente «connesso alla sua attendibilità» (p. X). Così, l’interesse per una edizione critica si è dovuto misurare con la natura anomala della collatio, una pratica educativa molto poco conosciuta, che si è rivelata tuttavia come la vera chiave di volta di tutta l’edizione.

La collatio, infatti, è un «esercizio di discussione» annoverato «tra le attività supplementari ed extracurriculari previste per gli studenti all’interno dell’educazione francescana» (p. IX), cioè un allenamento argomentativo riservato ai giovani frati del convento (in questo caso ad Oxford), sotto la supervisione del maestro. Il carattere composito del testo ‘registrato’, pertanto, riflette la polivocità di un dibattito di scuola, tanto da spingere a supporre «diverse tipologie di collationes che sono sembrate corrispondere a differenti attività scolari» (p. XVI).

«In base a queste considerazioni – si afferma nella Premessa – si è avanzata l’ipotesi che solamente le prime undici collationes siano state discusse da Scoto» (p. XVIII), mentre i successivi gruppi tematico-dottrinali sarebbero da ricondurre alla guida di Riccardo di Conington e di altri baccellieri dello studium francescano, che si attestano su posizioni affatto scotiane.

In questo quadro, dunque, va valutato il contributo di tale lavoro, che getta nuova luce sull’ambiente teologico inglese del primo Trecento e conduce alla conseguenza del tutto originale di considerare le Collationes un’opera «che non ha le caratteristiche di unità che consentano di assegnarla a un unico autore». «Infatti – concludono gli studiosi –, se le Collationes oxonienses sono una raccolta di esercizi di studenti e baccellieri francescani tenuti a Oxford, probabilmente nel 1300-1301, è naturale che diversi di loro si siano alternati nella conduzione delle varie attività esprimendo posizioni dottrinali differenti» (p. XVIII).

Questo volume, dunque, fornisce al progresso della storia della filosofia qualcosa di totalmente nuovo: non solo «un’edizione affidabile delle Collationes» – nella quale è possibile scorgere la traccia di un grande autore come Scoto e il nesso con numerosi e imprescindibili rivoli del pensiero medievale –, ma anche «un’ipotesi sufficientemente fondata sulla genesi e sulla struttura del testo» (p. XIX); un testo tutto da scoprire, sostando sulle pagine di questa pubblicazione maceratese.

Indice

Premessa
Introduzione

1. Collationes oxonienses et parisienses

2. La tradizione manoscritta
    2.1   Descrizione dei codici
    2.2   Le famiglie di codici e i rapporti interni

3. La tradizione a stampa

4. Analisi testuale
    4.1   Argomenti comuni alle varie versioni
    4.2   Argomenti diversi nelle varie versioni
        4.2.1 Prime questioni
        4.2.2 Questioni successive

5. Analisi quantitativa

6, Analisi del genere letterario delle Collationes
    6.1   Collationes 1-11: primo gruppo
    6.2   Collationes 12-17: secondo gruppo
    6.3   Collationes 18-23: terzo gruppo
    6.4   Collationes 24-26: quarto gruppo

7. Analisi dottrinale
    7.1   Primo gruppo
    7.2   Secondo gruppo
    7.3   Terzo gruppo
    7.4   Quarto gruppo

8. Considerazioni conclusive

9. Metodologia d’edizione
    9.1   Norme editoriali

Abbreviazioni
Tabula signorum

Collationes oxonienses

Quaestio 1 Utrum cum summa simplicitate persone divine possit stare pluralitas rationum realium in eadem ante omnem operationem intellectus
Quaestio 2 Utrum intellectus paternus sit principium formale producendi verbum in divinis
Quaestio 3 Utrum hec essentia divina ut hec, distinta a seipsa, ut concipitur sub omni rationi attributali speciali, sit primum obiectum intellectus sui
Quaestio 4 Utrum conceptus entis sit simpliciter univocus Deo et creature
Quaestio 5 Utrum theologia dei sit practica vel speculativa
Quaestio 6 Utrum relatio creature ad deum sit realiter aliqua essentia alia, vel alia res, ab essentia creature
Quaestio 7 Utrum intellectus possit quietari in aliqua relatione simpliciter
Quaestio 8 Utrum in intellectione qua deus intelligit lapidem et asinum preexigantur respectus diversi et rationes diverse
Quaestio 9 Utrum ‘lapidem intelligi a deo’ necessario concomitetur in lapide aliquod esse reale extra intellectum divinum
Quaestio 10 Utrum esse intelligibile creature in deo presupponat trinitatem personarum
Quaestio 11 Utrum essentia divina secundum rationem essentie sit aciei intelligentie principium formale agendi vel intelligendi
Quaestio 12 Utrum per naturalem investigationem de deo possumus cognoscere quod quid est
Quaestio 13 Queratur quomodo differunt attributa in divinis
Quaestio 14 Queritur utrum verbum divinum sit de essentia divina sicut de quasi materia
Quaestio 15 Utrum persone divine sint relative
Quaestio 16 Utrum essentia sola est formale principium producendi, non ut determinata relatione
Quaestio 17 Utrum vestigium sit
Quaestio 18 Utrum voluntas determinetur naturaliter ad aliquid volendum
Quaestio 19-20 An, apprehenso per intellectum in via bono in communi, possit voluntas non velle illud
Quaestio 21 Utrum voluntas, informata caritate, posset non velle deum visum per essentiam in patria
Quaestio 22 Utrum beatus videns deum et amans eum posset post non velle eum et sic peccare
Quaestio 23 Queritur an ‘qui sic necessario vult deum’, ut dictum est, stet quod ‘libere vult illud ut deus, et libere feratur in deum’
Quaestio 24 Utrum in divinis voluntas ut concors principium sit formale spirandi spiritum
Quaestio 25 Utrum alia a deo sint volita ab eo necessario quantum ad esse existentie
Quaestio 26 Utrum voluntas creata potest peccare

Opere citate

Indici
Indice dei manoscritti
Indice dei nomi di autori antichi e medievali
Indice dei nomi degli autori moderni e contemporanei

IOHANNIS DUNS SCOTI, Collationse oxonienses, a cura di Guido Alliney e Marina Fedeli, Sismel - Edizioni del Galluzzo, Firenze 2016

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