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Giuseppe GALLI, Gestalt e giovinezza

Nella prima parte dell’articolo vengono proposti i concetti teorici di alcuni psicologi gestaltisti che verranno utilizzati per l’analisi delle testimonianze giovanili. Wolfgang Metzger ascrive all’età giovanile una serie di capacità quali:

- la scoperta la capacità di scegliere autonomamente i principi dell’esistenza
- il risveglio del senso del pathos e del lirico
- la scelta dei modelli e degli ideali
- la libertà da se stessi, la gioia delle pratiche ascetiche e la capacità di dedizione disinteressata.

Metzger suggerisce che si tratta di fenomeni interdipendenti e che lo sviluppo psichico è connesso allo sviluppo morale

Norbert Elias propone la distinzione tra identità-Noi e identità-Io; la prima è costituita di molti strati relativi alle diverse appartenenze (famigliare, etnica, regionale, religiosa, ecc.); la seconda si innesta sulla prima come sviluppo e scoperta della propria diversità e singolarità personale. Durante l’età giovanile la ricerca dell’identità-Io comporta la messa in discussione delle diverse appartenenze fino all’isolamento nell’eremo interiore e al percepirsi come un “Io senza Noi”.

Secondo Kurt Lewin per cogliere la dinamica dei processi psichici è necessario studiare il singolo individuo entro una situazione concreta e non basarsi su classificazioni basate sulle caratteristiche comuni alla maggioranza dei casi.

Perciò nella seconda parte dell’articolo vengono analizzati i testi autobiografici di alcuni casi singoli iniziando da ciò che Albert Camus ha scritto nel suo romanzo incompiuto Il primo uomo. L’autore delinea con grande efficacia l’ingresso nel Liceo di Algeri come la separazione dal Noi famigliare e l’inconciliabilità tra questo mondo e quello scolastico. Mediatore tra i due mondi appare il maestro elementare al quale Camus dedicherà una lettera di profonda riconoscenza dopo l’assegnazione del premio Nobel.

Segue la presentazione di alcune testimonianze di un diciottenne che cerca nuovi valori esistenziali e nuovi modelli in alcuni personaggi della letteratura italiana: Leopardi e Manzoni. Queste testimonianze vengono analizzate sia in prospettiva gestaltica sia in prospettiva junghiana.

L’analisi di un terzo caso riguarda i diari giovanili del seminarista Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII). Vengono analizzati in particolare i diari del ventunenne seminarista reduce dal servizio militare. In alcuni di questi diari, Roncalli descrive la scoperta della propria singolarità personale e della propria complessità interiore. Le descrizioni quasi quotidiane della vita interiore permettono di intravedere come lo sviluppo psichico vada di pari passo con la pratica di un cammino ascetico che in quello stesso periodo cambia stile: non più, come egli scrive, “severo e tirannico ma sereno e tranquillo” benché sempre vigile e impegnato. Si assiste ad una pratica delle virtù dove accanto alla riconoscenza, intesa come il giusto riconoscimento dell’asimmetria tra creatura e creatore, prende spazio la gratitudine per i doni e le doti ricevute. Il caso di Roncalli è un esempio pregnante dell’interdipendenza tra i fenomeni dello sviluppo psichico e quelli dello sviluppo morale.

GIUSEPPE GALLI, Der Beitrag der Gestalttheorie zur Erforschung der Individuationsprozesse im Jugendalter, "Gestalt Theory", 36 (2014),pp.  69-93
(la rivista è leggibile on-line)

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