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FERMANI / MIGLIORI, L’inquietante verità nel pensiero antico

«Il tema del vero e del falso è uno di quelli che obiettivamente fanno tremare le vene e i polsi» (M. Migliori, Presentazione, p. 5). Sono le parole con cui si apre il Numero Speciale di «Humanitas», che raccoglie contributi di studiosi italiani e stranieri dedicati ad un tema, come quello della verità, di assoluta attualità e che, soprattutto oggi, non può essere eluso: «abbiamo commesso una serie di eccessi in nome della verità, ma la sua radicale dimenticanza costituisce un eccesso altrettanto pericoloso. Bisogna tornare a interrogarsi sulla verità per scoprirne valori e limiti, per individuarne i vari sensi, per riconoscerne l’intrinseca polisensicità» (Migliori, Presentazione, p. 10).

D’altro canto, il vero non si dà mai disgiunto dal falso, come emerge dai saggi in questione e, più nello specifico, dai contributi di Francesca Eustacchi, Giulio Lucchetta, Lucia Palpacelli ed Emidio Spinelli, concentrati, rispettivamente, sulle teorizzazioni del tema del vero e della verità elaborate da Gorgia e Protagora, Aristotele, Platone e Sesto Empirico.

Un nodo concettuale e storico-filosofico di grande rilievo e di notevole complessità, quello “vero-falso”, scandagliato dagli autori del volume da vari punti di vista, con approcci, metodologie e stili diversi, e variamente intrecciato con numerosi altri temi “caldi”, tra cui, solo per citarne alcuni, quello dell’errore (a sua volta variamente declinato sul piano linguistico, ontologico, gnoseologico-antropologico), con le fondamentali nozioni di relatività, relativismo e antirelativismo, e tramite la messa in campo di due ulteriori prospettive, formalizzate da Aristotele, ma tali da giocare un ruolo di primo piano nelle diverse riflessioni antiche: il piano dell’“in sé” e del “per noi”.

All’intreccio tra il tema del vero e del falso e quello della prassi e, più in generale, alla sua ricaduta sul piano etico nella riflessione aristotelica, è dedicato il contributo di Arianna Fermani, mentre Fabian Mié attraversa nello specifico il versante epistemologico del tema della verità all’interno delle riflessioni dello Stagirita.

Alla rilettura (da parte di Aristotele, Alessandro di Afrodisia e Asclepio) dei paradossi dell’Ippia minore di Platone è invece dedicato il ricco contributo di Angela Longo.

Non resta, dunque che mettersi all’ascolto delle riflessioni contenute in questo volume che, tentando di fornire alcuni strumenti utili per orientarsi rispetto alla questione- parimenti intrigante ed inquietante- della verità, si configura innanzitutto come un volume “impertinente”, visto che «chi cerca la verità vuole rimanere attaccato alle cose reali rifiutando i vaneggiamenti del sognatore, ma nel contempo risulta sempre nemico dell’ovvio e del banale, inquieto e smarcato, dissidente e “impertinente”» (Migliori, Presentazione, p. 9).

Indice

I. Bertoletti, «Humanitas» 1946-2016. Identità e trasformazioni di un’idea p. 3

M. Migliori, Presentazione: p. 5;

F. Eustacchi, Vero-falso in Protagora e Gorgia. Una posizione apiretica ma non relativistica: p. 12;

M. Migliori, Platone e la dimensione umana del vero: p. 28;

L. Palpacelli, Vero e falso si apprendono insieme. Il vero e il falso filosofo nell’Eutidemo di Platone: p. 44

A. Fermani, Aristotele e le verità dell’etica: p. 59;

G.A.Lucchetta, Dire il falso per conoscere il vero. Aristotele, Fisica II, 1, 193a7: p. 72;

F. Mié, Truth, Facts and Demonstration in Aristotle. Revisiting Dialectical Art and Method: p. 97;

A. Longo, I paradossi nell’Ippia Minore di Platone: la critica di Aristotele, Alessandro di Afrodisia e Asclepio: p. 121;

E. Spinelli, Sesto Empirico contro alcuni strumenti dogmatici del vero: p. 136

Note e rassegne: p. 149

Recensioni p. 182

A.  Fermani-M. Migliori (a cura di), L’inquietante verità nel pensiero antico, «Humanitas», N.S. Anno LXXI, n. 1, Morcelliana, Brescia 2016

 

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