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Fabiola FALAPPA, L'umanità compromessa

Nella società contemporanea l’umanità è compromessa. L’economia, le istituzioni e la mentalità dominante sembrano essersi rovesciate contro di noi. Gli individui sono colpiti da processi di sradicamento, precarizzazione, disarticolazione interiore e relazionale. L’emergere di un nuovo tipo di individualismo è più l’effetto tipico di questa situazione che non una risposta di liberazione. Per evocare in una parola il tipo di società caratterizzato da questa tendenza ho scelto di usare il termine postliberismo. Esso condensa in sé tre elementi. Anzitutto si tratta dell’egemonia della sfera dell’economia su qualsiasi altra sfera dell’esperienza sociale. Il riferimento al liberismo serve appunto per porre in primo piano l’economia nel suo essere divenuta una forma di civiltà globale.

Poi, parlando di “postliberismo”, voglio alludere al fatto che si è ormai consumato il superamento del liberismo e dell’utilitarismo. Tali concezioni, sebbene in maniera ideologica e propagandistica, almeno facevano ancora riferimento a un soggetto che esercita la sua libertà di iniziativa in cerca del proprio utile. A esse, oggi, è venuto meno il rapporto con questo soggetto, tendenzialmente sostituito in questi decenni dalla soggettivazione dei sistemi organizzativi, con la crescita della potenza dei loro automatismi funzionali. In terzo luogo, il termine “postliberismo” evoca di conseguenza non il superamento del sistema capitalista, bensì il suo radicalizzarsi nello sforzo di rendere obsoleta la libertà. Il paradosso storico dell’epoca attuale, infatti, consiste nel fatto che una società inizialmente presentatasi come moderna, proprio in ragione della vittoria della libertà sull’oppressione, si sia sviluppata attraverso processi di modernizzazione che liquidano la libertà stessa e se la lasciano alle spalle.

In questo scenario, adattarsi al malessere nel modo relativamente più “vantaggioso” appare a molti l’unica scelta possibile. Ma, piuttosto che rassegnarsi alla massificazione di soggetti ridotti ad atomi sociali privi di creatività storica, è fondamentale chiedersi come si possa affrontare la sfida di costruire una risposta che risani questa situazione. Si può pensare a un cammino di riabilitazione antropologica per l’homo oeconomicus della quotidianità che subisce una simile degradazione? Confrontandosi con la realtà contemporanea, questo libro ha un duplice scopo. Da un lato punta a offrire un quadro sintetico delle principali diagnosi di questa decostruzione sistematica della soggettività elaborate sia nelle scienze umane che nella filosofia contemporanea; dall’altro lato cerca di cogliere le facoltà positive e le vie di riscatto che tuttora sussistono. Riconoscerle consente di rafforzarle, impedendo la resa alla disperazione e mostrando che l’azione responsabile non è affatto destinata a rimanere priva di efficacia storica. Le autrici e gli autori presi in considerazione, in effetti, sono accomunati dal tentativo di contrastare quei processi ideologici e organizzativi che portano alla disintegrazione vera e propria della soggettività umana. Nel volume si mostra come per ciascuno di essi la risposta più adeguata per sconfiggere le pretese dei sistemi di dominio non vada ricercata semplicemente nell’ambito di una tecnica economica, politica o giuridica, oppure in un diverso uso delle tecnologie, per esempio della mitica Rete informatica globale, ma debba scaturire anzitutto da una sapienza antropologica. Una sapienza che abbia cura e stima dell’uomo e sia testimone fedele della verità insita nella sua dignità.

Il libro offre ragioni per comprendere che l’umanità, come modo d’essere di ciascuno e come comunità universale, somiglia a una promessa. Essa è oggi sospesa e minacciata, ma non per questo è divenuta una promessa vana.

Indice

Introduzione

1. La disintegrazione antropologica nell’analisi delle scienze umane

1. Un mondo di sradicati e di esuberi: la lezione di Zygmunt Bauman

2. Se la terra è senza cielo: il nuovo individualismo secondo Anthony Elliott e Charles Lemert

3. Sulla polverizzazione dell’umano: la diagnosi di Catherine Ternynck

4. La solitudine dell’uomo di denari: un confronto con Vittorino Andreoli e con Luigi Zoja

5. Dalla banalità del male alla banalizzazione della sofferenza: l’analisi di Christoph Dejours

2. I processi della disintegrazione umana nell’analisi filosofica

1. Il dominio sul corpo: la lezione di Michel Foucault

2. La negazione della differenza secondo Luce Irigaray

3. Sull’offuscamento dell’anima: la testimonianza di María Zambrano

4. La riduzione della ragione nell’analisi di Edgar Morin

5. Un immaginario senza immaginazione: la prospettiva di Cornelius Castoriadis

6. La distruzione della coscienza nella diagnosi di Hannah Arendt

3. La forza storica della dignità

1. Il ritorno alla coscienza

2. Il confronto con l’angoscia

3. Aderire alle relazioni vitali

4. L’esperienza della verità vivente

Conclusione

Bibliografia

 

F. FALAPPA, L’umanità compromessa. Disintegrazione e riscatto della persona dell’epoca del postliberismo, FarncoAngeli, Milano 2014.

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