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Romina PERNI, Diritto, storia e pace perpetua. Un’analisi del cosmopolitismo kantiano, Ets, Pisa 2012

In questo volume si vuole proporre un’analisi del cosmopolitismo kantiano - definito da Kant in Zum ewigen Frieden «un necessario completamento del codice non scritto sia del diritto dello Stato che del diritto delle genti» -  come ordine giuridico da conseguire, ma al tempo stesso possibile anche come frutto di un progresso morale dell’uomo e del genere umano. La realizzazione del diritto cosmopolitico così inteso permette, infatti, il conseguimento della pace perpetua che di tale progresso rappresenta il culmine.
L’analisi è condotta sulla base della tensione, presente nella filosofia politica kantiana, tra gli ambiti del diritto e della morale. Si è cercato di dimostrare come proprio la trattazione del tema del cosmopolitismo metta in discussione la rigidità di tale distinzione e come sia possibile e auspicabile un avvicinamento tra questi due ambiti.
Nella prima parte del testo vengono esaminati i luoghi kantiani del cosmopolitismo, con particolare attenzione all’interpretazione degli articoli definitivi di Zum ewigen Frieden che riguardano il diritto internazionale e il diritto cosmopolitico propriamente detto. Viene proposta una lettura grazie alla quale è possibile conciliare la ricerca della pace con la difesa dei diritti dell’uomo, nell’ambito di una cittadinanza mondiale o tendenzialmente globale.
Il movimento verso l’ideale della pace perpetua ha, comunque, un carattere regolativo che viene messo in luce e analizzato nella seconda parte. La visione della storia kantiana è dominata dalle acquisizioni della Kritik der Urteilskraft e quindi considerata alla luce delle caratteristiche del giudizio teleologico. Quello della storia è un movimento da compiere come se la pace perpetua fosse raggiungibile in ogni momento, ma nella consapevolezza che esistono limiti e condizioni entro i quali il progresso verso tale meta si compie.
Inoltre il particolare modo di concepire il progresso da parte di Kant - tale da non garantire la certezza incontrovertibile dell’esito, ma comunque in grado di promuovere l’agire dell’uomo nel mondo per la realizzazione della pace - fissa proprio quei limiti e quelle condizioni entro cui il compimento della Cosmopolis è possibile. La natura stessa dell’uomo - divisa, secondo Kant, tra disposizione al bene e tendenza al male - e lo spazio aperto dalla prudenza politica, nei rapporti che questa intrattiene con l’imperativo morale dettato dalla ragione legislatrice, rappresentano ulteriori condizioni entro le quali il cosmopolitismo kantiano è possibile.
La linea interpretativa è che, malgrado Kant tenda a definire in maniera distinta i due ambiti, quando ci si riferisce al cosmopolitismo,non si può e non si deve escludere la possibilità di un avvicinamento tra morale e diritto, anche e soprattutto in considerazione del progresso dell’umanità sotto entrambi i punti di vista.

INDICE

Parte prima - Il diritto cosmopolitico
1. Il cosmopolitismo in Kant
2. Il secondo articolo definitivo di Zum ewigen Frieden
3. Weltbürgerrecht o weltbürgerliches Recht?

Parte seconda - Natura e storia in prospettiva cosmopolitica
1. La destinazione naturale del genere umano
2. La storia universale
Postilla
Bibliografia

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