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DANIELA VERDUCCI, La fenomenologia della vita di Anna-Teresa Tymieniecka, Aracne, Roma 2012

Il contributo della fenomenologia della vita di Anna-Teresa Tymieniecka si inserisce nel quadro delle problematiche relative alla sopravvivenza della filosofia nella odierna temperie culturale, da J. Habermas definita “post-metafisica”. Infatti, l’esigenza metafisica di “salvare i fenomeni” non cessa di riproporsi, sebbene la filosofia dell’essere non sembri più in grado di veicolare quell’ampliamento dell’orizzonte di senso, che le inedite esperienze mentali, affettive e pratiche della post-modernità e le nuove entità e procedure dell’essere-artificiale tecnologico sollecitano. Intraprendendo una viva phenomenology of phenomenology A.-T. Tymieniecka ha praticato la “ri-seminazione intuitiva” della fenomenologia, riattivando la marcia progressiva verso il fondamento ultimo dell’estenuato Phänomenologisieren, con il restituire pregnanza esistenziale e cosmica alla coscienza eidetica e trascendentale. Una nuova vena d’essere è così sgorgata in campo metafisico, dove l’attenzione si è concentrata, leibnizianamente, sulla sostanza individuale. Negli Erlebnisse di quest’ultima, tutte le forme e le modalità dell’essere e del far essere sono compendiate e tenute insieme per mezzo del logos vitale ontopoietico, determinante della loro evoluzione. Attraversando i molteplici e vari livelli dell’essere naturale e morale, tale logos ci conduce fino a sporgerci sul soprannaturale e raggiungere «la pienezza del logos in chiave vitale»: in logos omnia!

È in questo senso che la fenomenologia della vita rappresenta una prova di sistema metafisico: il logos ontopoietico della vita mostra, infatti, di essere sia il principio che rende ragione di tutto ciò che è, diviene e appare sia la vis viva che presiede alla generazione universale. Con esso la Tymieniecka può rispondere alla prima parte della domanda metafisica leibniziana: perché c’è qualcosa [anziché nulla]? Resta però ancora da venire a capo della seconda parte del quesito: [perché c’è qualcosa] anziché nulla?

Indice

Avvertenza

Capitolo I - La ri–seminazione intuitiva della Fenomenologia

1.1. Scenari fenomenologici post–husserliani
1.2. Il lascito fenomenologico
1.2.1. Il testamento di E. Husserl
1.2.2. Il seguito husserliano di E. Fink
1.3. ll vissuto come risorsa metodologica in Anna–TeresaTymieniecka
1.4. Il vissuto come risorsa metafisica nella rivisitazione leibniziana
1.4.1. Il Leibniz di E. Cassirer
1.4.2. Il Leibniz di A.–T. Tymieniecka

Capitolo II - L’itinerario teoretico della fenomenologia della vita

2.1. Una nuova posizione della coscienza
2.1.1. Il fenomeno del «conscio–proprio–corporeo»
2.1.2. La condizione umana nell’unità–di–tutto–ciò–che–è–vivo
2.2. La nuova concettualità della fenomenologia della vita
2.2.1. Il trascendentale esistenziale
2.2.2. Il soggetto umano creativo
2.2.3. L’ontopoiesi della vita
2.2.4. Confronto con l’autopoiesi del vivente di H. Maturana e F. Varela
2.3. Un nuovo paradigma ontologico
2.4. Metamorfosi del logos ontopoietico della vita

Conclusione - Dal logos ontopoietico, un nuovo orizzonte di trascendenza

Bibliografia

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