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D. PAGLIACCI (ed.), Umano, disumano, postumano

Le trasformazioni prodotte dal largo utilizzo e diffusione della tecnologia conducono verso forme di alterazione sempre più sofisticate, con la conseguente e quasi naturale sostituzione dell’uomo con qualcosa di artificiale. Da qui deriva anche una progressiva e massiccia trasformazione della società, la cui prima e pericolosa conseguenza sembra essere proprio una ridefinizione dell’umano, concepita dall’autore come una vera e propria ristrutturazione, che investe tutte le sfere dell’essere, a partire dal livello biologico. La lezione che possiamo apprendere dall’antropologia filosofica consiste nell’ammettere che se vogliamo attraversare il complesso fenomeno della disumanità non basterà ripartire dalle radici delle scienze sperimentali che offrono una spiegazione dell’umano, ma sarà altresì necessario ricorrere e convocare aspetti che ineriscono la sfera morale, ma per certi versi anche religiosa. Considerando come risorsa antropologica fondamentale la peculiare capacità dell’umano di distanziarsi da tutto e da ciascuno, l’essere umano si specchia gli negli altri sia che si tratti dei suoi simili che dell’animale, nella misura in cui, spiega Plessner: «Ego e l’alter ego trovano il proprio limite l’uno nell’altro».

La possibilità di tracciare un limite tra umano, disumano e postu- mano sembrerebbe iscriversi nella capacità di superare tutte le fratture interiori che avviliscono e sviliscono la tensione dell’uomo verso la propria autorealizzazione. Si tratta di una prospettiva che consente di tenere insieme e rilanciare i temi esposti nel volume, che appare suddiviso in due parti. Nella prima dedicata ai temi del Limite e superamento del limite sono presenti due contributi, che propongono rispettivamente due chiavi di lettura dell’umano e della sua dismisura. Nel primo saggio Fiorella Bassan offre una rilettura dell’umano e del disumano seguendo il filo rosso tracciato dalle provocanti riflessioni di George Bataille. Questi cerca anzitutto di porsi dinanzi alla comunicazione tra e degli esseri umani da cui scaturisce tutta la paradossalità e irrequietezza del vivere umano.

Il secondo saggio cerca di esporre un’interpretazione del fenomeno del mentire, rileggendolo attraverso la cifra antropologica della distan- za. La capacità umana, colta dall’antropologia filosofica del mettere distanza tra sé e sé, tra sé e il mondo e tra sé e gli altri, l’essere un esse- re fondamentalmente eccentrico è ciò che nell’uomo rende possibile il mentire. Le possibili ipotesi intorno al mentire sono raggruppate attorno al pensiero di tre autori che nel corso della riflessione filosofica occidentale si sono dedicati in modo non occasionale al tema della menzogna: Agostino d’Ippona, Immanuel Kant e Vladimir Jankélé- vitch.

Nella seconda parte sono raccolti i contributi che affrontano più da vicino le sempre più provocanti sfide del postumanesimo e Transumane- simo.

Alla segnalazione di un cambio di paradigma, attuato dal post e trans umanesimo, è anche dedicato il saggio di Luca Grion per il quale «L’imprevedibilità del progresso tecno–scientifico, il senso di spaesamento dinanzi a mutamenti rapidi e inaspettati, suscita nei più un senso di disagio e di preoccupazione». In questo senso il testo offre un quadro delle diverse proposte teoriche, ripartendo da una considerazione lessicale inerente sia il termine postumanesimo, del quale considera la non convergenza delle diverse chiavi di lettura del termine; sia il termine trnsumanesimo, inteso più specificatamente come «l’autocomprensione filosofica del transito verso la condizione post–umana e, al tempo stesso, il tentativo di favorirne l’affermazione».

La riflessione di Ubaldo Fadini muove dalla costatazione della complessa trama di reti comunicative, di accelerazioni e trasformazioni che chiamano in causa un diverso modo di concepire il soggetto e il suo disporsi in una realtà in continua e rapidissima trasformazione. È in gioco il modo stesso con il quale l’essere umano per un verso sembra aver perso ogni legame con la trascendenza; per l’altro riparte proprio da legame con la trascendenza come elemento imprescindibile della stessa umanità.

Il contributo di Antonio Allegra muove dalla visione dei postumanisti i quali vedono l’uomo entro i limiti della propria impotenza, rivendicando un bisogno di miglioramento che, evidentemente, non può mai essere del tutto soddisfatto. Una prima differenza tra po- stumanesimo e Transumanesimo può servire a fare chiarezza i diversi sguardi e approcci all’umano, che accentuano i primi la questione dell’ibridazione, mentre i secondi auspicano una sorta di congedo dall’uomo. La questione del limite fisico del nostro essere mortale interessa in modo particolare la prospettiva transumanista, che ne prospetta un possibile oltrepassamento anche se proprio questa ipotesi non può «non implicare un tendenziale congedo dalla dimensione umana».

Giorgio Tintino oltre a considerare la fondamentale spinta che la tecnica imprime alle nostre vite, riflette sulla necessità di tener presente i limiti del trans e post umanismo che, a suo dire, «prima ancora di sollevare inquietanti scenari etici, pecca di ingenuità teoriche e biologiche che forzano oltremisura il portato scientifico ed evoluzionistico che vorrebbero impiantare all’interno del discorso filosofico». Un primo sguardo deve essere, quindi, rivolto al significato assunto dall’Umanesimo in relazione al processo di costruzione dell’identità umana, nella misura in cui ha accentuato il carattere oppositivo dell’uomo rispetto agli altri esseri fuori di lui, al fine di conservare e tutelare la presunta purezza della natura umana da ogni forma di contaminazione, ibridazione. Da qui consegue anche il riconoscimento di un’apertura dell’umano, altrimenti incomprensibile e di una nuova strutturazione dei processi di costruzione dell’identità.

Indice

Per un’introduzione alla disumanità dell’umano
Donatella Pagliacci

Parte I - Limite e superamento del limite

Eccesso e dismisura in Georges Bataille
Fiorella Bassan

Una rilettura antropologica del mentire
Donatella Pagliacci

Parte II - Le sfide del postumanesimo e Transumanesimo

Guida rapida al transumanesimo
Luca Grion

Il “fuori” del postumano. Condizioni di esistenza e trasformazioni sociali
Ubaldo Fadini

Giovinezza, giovinezza! Corpo e immortalità nel postumano
Antonio Allegra

Transumanesimo/postumanesimo: le nuove declinazioni dell’Homo sapiens
Giorgio Tintino

IL LIBRO

D. PAGLIACCI, Umano, disumano, postumano (Percorsi di etica / Colloqui, 13), Aracne, Roma 2017, pp. 136, € 12


 

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