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CATTANEI, FERMANI, MIGLIORI (edd.), By the sophists to Aristotle through Plato

Chiunque si avventuri nella conoscenza del pensiero antico deve essere consapevole che sta facendo un viaggio quasi fantascientifico, in un mondo completamente altro rispetto a quello attuale. Ecco perché è importante assumere un paradigma ermeneutico che ci permetta di vedere oltre le nostre naturali precomprensioni e di fare l'esperienza descritta da Kuhn, quando afferma che chi abbraccia un paradigma vede gli stessi oggetti di prima, ma allo stesso tempo li trova trasformati.

Gli autori di questo volume hanno fatto proprio un paradigma tratto direttamente dal pensiero antico che trova le sue radici nei sofisti (cfr. F. Eustacchi, At the source of the multifocal approach; relations in the sophistic context), e si esprime poi in modo particolare in Platone e in Aristotele, come risulta evidente dai diversi contributi che esemplificano e valorizzano questo approccio a partire esclusivamente dai testi di questi autori.

Ci troviamo, infatti, di fronte a un modo di vedere la realtà completamente diverso da quello moderno e contemporaneo, abituato alle idee chiare e distinte di stampo cartesiano. I filosofi antichi sanno che la realtà è, per sua natura in molti modi, cioè è complessa e multiforme, e cercano di esprimerla e considerarla in molti modi, cioè da tutte le prospettive possibili e mettendo in gioco tutte le relazioni possibili, con la consapevolezza, che Platone esprime in modo paradigmatico nella Lettera VII (342 A-B) e che in un certo qual modo fonda l'approccio multifocale: la realtà è sempre oltre il nostro modo di conoscerla; ma proprio perché è intrinsecamente complessa e supera sempre il nostro tentativo di definizione, si può e si deve tentare di cogliere un oggetto nella sua complessità guardandolo da tutti i punti di vista possibili, sempre aperti anche alla possibilità che si dia un nuovo senso, una nuova relazione.

Gli autori dei diversi contributi del volume si muovono su questo sfondo e ricostruiscono, su diversi terreni, questo complesso gioco di equilibri e di relazioni, mettendo via via in luce la forza esplicativa del paradigma multifocale, che consente di superare alcune difficoltà ermeneutiche che in altri paradigmi restano irrisolte e salvaguarda da derive relativiste (quindi oggi come non mai si rivela attuale e utile per comprendere e leggere la nostra realtà), perché è fondato su relazioni oggettive, che rispondono a un criterio razionale, per cui approccio multifocale non significa assolutamente che sia possibile sostenere qualsiasi posizione.

Questo risulta evidente dal contributo di Francesca Eustacchi, che legge in questo senso il pensiero dei grandi sofisti, come Protagora e Gorgia, e mostra come esso, sotto la lente multifocale, non risulti relativista o nichilista, come tradizionalmente appare, appunto perché non apre alla possibilità di molteplici descrizioni libere, autonome e unilaterali della realtà, ma ricostruisce un quadro poliedrico che giustifica, per quanto possibile, le varie relazioni tra i molteplici elementi che costituiscono una realtà complessa (cfr. F. Eustacchi, At the source..., p. 65).

Il pensiero platonico viene affrontato sul versante epistemologico e ontologico da Maurizio Migliori che, a partire da una rilettura e da una rivalutazione in senso multifocale del valore della sensazione e del mondo fenomenico in Platone, ricostruisce la visione platonica della realtà, mostrando come essa risulti intrinsecamente multifocale; si tratta infatti di una visione fortemente dinamica che considera la realtà come una struttura di relazioni ordinate: esse organizzano un disordine che resta irriducibile e costantemente presente, perché, come afferma il filosofo nel Filebo, «nel tutto c'è molto illimitato e sufficiente limite» (30 C) (cfr. M. Migliori, Plato: a nascent theory of complexity, pp. 85-86).

Nel contributo, intitolato Man is unhappy in many ways. Some examples of the multifocal approach inside the platonic reflection, Arianna Fermani si occupa invece del Platone etico e mostra come il tema dell'infelicità (e quindi anche della felicità) nel filosofo possa essere declinato in molti modi; i vari dialoghi mettono in luce molte diverse relazioni che coinvolgono l'infelicità: essa è legata al dolore, alla mancanza di autocontrollo; alla mancanza di misura... per concludere che l'uomo, agli occhi di Platone, ha il dovere di essere felice, per quanto gli è possibile; deve avere come obiettivo la continua tensione ad andare oltre ciò che è umano, ma senza mai dimenticare di "trovare la strada di casa" (cfr. Filebo, 62 B), cioè senza mai dimenticare di essere uomo (cfr. A. Fermani, Man is unhappy..., p. 84).

Passando poi all'etica aristotelica, la Fermani ripercorre in chiave multifocale alcune nozioni, quali amicizia e vizio, e poi affronta il tema del suicidio e ricostruisce i diversi profili che Aristotele traccia nell'Etica Nicomachea a partire dalle diverse relazioni che via via instaura (Some examples of the multifocal approach in Aristotle's Ethics). Per esempio, l'amicizia è una virtù, ma è anche ciò che si accompagna alla virtù, ma è anche una passione e ciò che si accompagna a una passione... Tutti questi diversi profili devono essere lasciati convivere nella logica dell'inclusione, dell'et... et...

A dare una rilettura in senso multifocale di alcune nozioni e tematiche della fisica aristotelica è il contributo di Lucia Palpacelli (Time and the stars: two examples of multifocal approach in Aristotle's works on physics) che mostra, in una prima parte, come Aristotele consideri e definisca il tempo a partire da due punti di vista diversi - in sé e per noi - con esiti, di conseguenza, diversi, ma non contraddittori, nella seconda parte come l'ottica multifocale consenta una possibile spiegazione del problema molto discusso dell'animazione degli astri nel De caelo.

Il V libro della Metafisica, che potremmo definire come una sorta di dizionario filosofico, chiude idealmente il nostro percorso in questo testo ricco e denso, perché mostra in opere operato la movenza del dire le cose in molti modi; la Palpacelli prende in esame termini come natura, sostanza, uno, anteriore e posteriore... evidenziando come, per ogni termine, lo Stagirita elenchi diversi significati, per considerarlo da tutte le diverse angolazioni possibili. I vari sensi vengono espressi e lasciati convivere - anche se talvolta un significato risulta, in se stesso, contrario a un altro - perché consentono di conoscere, nel modo più completo possibile, la realtà in esame (The multifocal approach of Metaphysics V).

Se, come afferma Elisabetta Cattanei nel suo contributo conclusivo - che ripercorre con uno sguardo sinottico l'intero volume - questo libro mostra al lettore quanto sia bello il rischio di perdersi nell'originaria molteplicità di significati dei concetti dei pensatori antichi (In conclusion, p. 221), non resta che correre questo affascinante rischio, consapevoli che i filosofi antichi ci hanno lasciato una grande ricchezza, utile per comprendere il nostro mondo e il tempo in cui viviamo: ci insegnano a indossare un paio di occhiali con lenti multifocali per poter osservare la realtà da prospettive e punti di vista sempre diversi e sempre in mutamento (cfr. A. Fermani, The multifocal approach as an assumption of the complexity of reality: a few introductory insights, p. 8).

Lucia PALPACELLI

E. CATTANEI, A. FERMANI, M. MIGLIORI (edd.), By the sophists to Aristotle through Plato. The necessity and utility of a multifocal approach, Academia Verlag, Sankt Augustin 2016, 250 pp.

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