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Carla DANANI, Abitanti, di passaggio. Riflessioni filosofiche sull'abitare umano

Per quanto da qualche anno si parli di spatial turn, va riconosciuto che sono state soprattutto la geografia, l’architettura, l’urbanistica e le scienze ambientali a farsi carico di una riflessione teorica approfondita intorno ai temi della spazialità, del territorio, dei luoghi; mentre, d'altro lato, questi temi venivano alla ribalta della cronaca soprattutto in occasione di emergenze immigratorie, di incidenti ambientali, oppure dell'invenzione di nuovi dispositivi per superare le distanze nel mercato delle merci o delle vacanze. Credo, peraltro, che ci sia un nesso interessante da rilevare. La scarsa considerazione che solitamente viene rivolta al fatto che esistere, agire e pensare, le relazioni con le altre persone e con le cose, la costruzione delle istituzioni sociali e politiche  avvengono nel “medio” dello spazio, sono cioè processi sempre allocati, si accompagna ad una difficoltà di attenzione nei confronti del presente in cui si è. Si privilegiano piuttosto la persistenza –anche ossessiva- sul passato, e l'attesa, spesso frenetica, di ciò che accadrà di lì a poco: sempre, in qualche modo, “smarcati da sé stessi”, in ritardo oppure in anticipo.

Certamente telefoni cellulari e dispositivi elettronici ormai a diffusione di massa sono oggi in grado di trasmettere immagini e suoni rendendo possibili relazioni a distanza e collegamenti in diretta tra varie città del mondo, anche in contemporanea. Il “qui” sembra reso estremamente più indifferente e definitivamente più irrilevante del “quando”. Eppure.... Il nodo teorico del volume è la considerazione, apparentemnete banale, che gli esseri umani vivono nel mondo abitando: l'esistenza si svolge in intimità con lo spazio, oltreché con il tempo. Se ricca e feconda è stata la riflessione sul senso della dimensione temporale, l'attenzione è stata invece rivolta con minore continuità e radicalità al coinvolgimento essenziale con la spazialità. L’autrice ritiene allora decisivo che il pensiero e la prassi mettano al centro delle proprie occupazioni e preoccupazioni la “questione del luogo”. Ne potranno venire, sostiene, percorsi inediti per la cura di sé, per l’etica e per la politica: prospettive che, mentre non rinunciano alla capacità del trascendimento, sanno essere fedeli alla finitezza e guardare con feconda serenità a ciò che la costituisce, anche al suo limite.

Indice

- Introduzione

- Capitolo I - L’essere umano: un abitante, di passaggio
1.1. Una familiarità più antica del pensiero – 1.2. Lo spazio delle relazioni – 1.3. Orientamenti e trasgressioni – 1.4. Far mente locale, 43

- Capitolo II - Modi di luogo
2.1.  Il luogo sacro –  2.2. Pensare le infrastrutture –  2.3. Monumenti

- Capitolo III - Il luogo di utopia
3.1.  L’istanza utopica – 3.2. Eppure, una questione di luogo – 3.3. Urgenze contemporanee,

- Capitolo IV - Identità di luogo per prassi ospitali
4.1.  Implicazioni etiche e buone relazioni politiche – 4.2. Sulla coscienza di luogo – 4.3. Il luogo del web – 4.4. Esperienze collettive – 4.5. L’aria della città rende liberi? – 4.6 In dialogo riconoscente

- Capitolo V - Pratiche di luoghi
5.1.  Marce, cortei, processioni – 5.2. Sui mezzi del percorrere

Bibliografia


Carla DANANI, Abitanti, di passaggio. Riflessioni filosofiche sull'abitare umano, Aracne, Roma 2013

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