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Tobias HOFFMANN (Washington), visiting UNIMC

La libertà e gli angeli ribelli – Progetto di ricerca

Quando sbaglio moralmente, ho fatto solo un errore? Ho solo ignorato una circostanza, conoscendo la quale non avrei sbagliato? Oppure la cattiveria ha un’origine diversa, non riconducibile al modo in cui qualcosa si presenta alla mia conoscenza?

Durante quest’anno accademico che sto trascorrendo all’Università di Macerata sto scrivendo un libro, sotto contratto con la Cambridge University Press, che studia i dibattiti medievali intorno alla libertà e all’origine del male.

Nel ’200 e ’300 si scontrarono due correnti principali: una che concepisce il volere come il mero risultato di una valutazione cognoscitiva (“intellettualismo”) e un’altra che sostiene che il volere ha una dimensione non del tutto riconducibile alla conoscenza (“volontarismo”). Le implicazioni psicologiche di tali approcci si possono illustrare bene se si considera un caso limite. Supponiamo che ci sia un essere nelle condizioni ottimali per fare una scelta buona: non ha delle tendenze al male (che possono essere dovute ad una infanzia traumatica), non è soggetto alle emozioni che interferiscono con la corretta valutazione di un’azione, e non soffre alcun altro impedimento ad una corretta conoscenza. Un tale essere può fare del male?

Gli autori medievali concepivano gli angeli come tali agenti ideali. Tuttavia, secondo la dottrina cristiana, alcuni angeli peccarono poco dopo la loro creazione, mentre altri, nelle stesse condizioni psicologiche, non peccarono. La sfida maggiore per gli intellettualisti era di spiegare come potevano peccare, visto che non possono errare; per i volontaristi la sfida più grande era di spiegare che la loro scelta non è stata puramente arbitraria. Discutendo lo scenario del peccato degli angeli ribelli, gli autori del tardo medioevo non erano solo interessati a chiarire una questione teologica, ma usavano il contesto della angelologia innanzitutto come un quadro per degli esperimenti di pensiero riguardo ad agenti ideali.

 La teologia medievale del peccato degli angeli contiene altre sfide. Ad esempio, si assumeva che Lucifero, l’angelo supremo, ha peccato desiderando di essere come Dio – ma come poteva desiderare di essere simultaneamente lui, Lucifero, e Dio, cioè non-Lucifero? In tal caso avrebbe voluto una cosa contraddittoria, inconcepibile – una cosa che non si riesce neanche a pensare. Per questo motivo, Tommaso d’Aquino sostiene che volevano l’uguaglianza con Dio solo in senso metaforico: nello stesso modo in cui Dio ha la beatitudine per natura, così anche Lucifero voleva la beatitudine per natura anziché per grazia. Duns Scoto, invece, sostiene che Lucifero poteva desiderare l’uguaglianza con Dio in senso reale. Secondo Scoto, non è che l’intelletto prima componga  la frase “Lucifero è Dio” e poi la propone alla volontà come cosa desiderabile; infatti, l’intelletto infallibile di Lucifero non può comporre questa frase contradittoria. Ma è la volontà stessa all’origine della composizione mentale di “Dio” e “Lucifero”, volendo cioè la divinità per se stesso.

 Il libro ha la seguente struttura:

Parte prima: La libera volontà
  1. La libertà con e senza Aristotele
  2. La svolta psicologica
  3. Il volontarismo
  4. L’intellettualismo e le teorie miste
Parte seconda: Unde malum?
  5. I primi tentativi a risolvere un nuovo problema
  6. Le teorie medievali della prima causa del male
Parte terza: Il peccato angelico
  7. Spiegazioni intellettualistiche della caduta degli angeli
  8. Spiegazioni volontaristiche della caduta degli angeli
  9. Peccare subito e istantaneamente
  10. Il desiderio dell’inconcepibile
  11. L’ostinazione necessaria ma volontaria

 Il libro si concentra sul periodo in cui la teoria dell’azione di Aristotele entra nelle discussioni della psicologia morale del peccato degli angeli. Studierà autori famosi come Alberto Magno, Tommaso d’Aquino, Duns Scoto e Guglielmo d’Ockham, e anche autori meno noti come Enrico di Gand, Goffredo di Fontaines, Egidio Romano, Giovanni di Polliaco, Pietro Aureoli ed altri.

 La scelta di Macerata per il soggiorno di studio era motivata dalla presenza del prof. Guido Alliney, uno dei più grandi esperti del problema della libera volontà nel tardo medioevo. Le condizioni di lavoro offerte dall’università di Macerata e le dimensioni della città sono ideali per svolgere la ricerca. Direi che Macerata is the best kept secret!

 Tobias HOFFMANN è professore associato alla Catholic University of America, a Washington D.C., dove insegna etica, metafisica e filosofia medievale.


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