Home Primo piano PROSPETTIVE per la SEZIONE di Filosofia e Scienze umane

PROSPETTIVE per la SEZIONE di Filosofia e Scienze umane

Come coordinatore della Sezione di Filosofia e Scienze umane del Dipartimento di Studi Umanistici desidero rivolgere un saluto a tutte le persone a vario titolo interessate al cammino dell’area filosofica nella vita del nostro Ateneo. Il saluto, non formale, consiste nel proporre una prospettiva di futuro che andrà presto discussa e messa a punto insieme, con tutti i membri della Sezione, e che tuttavia mi pare giusto esplicitare con chiarezza almeno per quanto riguarda le intenzioni che mi guidano.

Anzitutto devo ringraziare il prof. Marco Buzzoni, il precedente coordinatore della Sezione, che ha impostato molto bene il lavoro, non solo facendo in modo di chiarire i termini di adempimenti e funzioni di pertinenza della Sezione stessa, non sempre così chiari stando alla normativa vigente, ma anche e soprattutto facendo crescere il senso di un cammino condiviso di cui tutti siamo responsabili. Da parte mia spero di riuscire a operare efficacemente nella stessa direzione.

Il periodo attuale è per noi ambivalente, promettente e insidioso nel contempo.

Da un lato l’area di Filosofia - sia nella ricerca che nella didattica - in questi anni si è rafforzata grazie all’impegno di tutti e, dal punto di vista della sintesi operativa, grazie al grande lavoro svolto dal prof. Buzzoni per la Sezione e dalla prof.ssa Carla Danani per la Classe Unificata delle Lauree in Filosofia.

Dall’altro lato dobbiamo fronteggiare molti fattori negativi: la tendenza generale a ritenere superato lo studio della filosofia e fuori luogo l’esercizio del pensiero critico; la scarsità di risorse con la conseguente deformazione di logiche e atteggiamenti indotta negli stessi docenti, spinti a finalizzare molto del loro impegno nel loro impegno nel reperimento di fondi; la strozzatura della fisiologica dinamica del ricambio generazionale attraverso l’ingresso di giovani studiosi e docenti; lo sfruttamento di giovani studiosi o come docenti a contratto precari e malpagati, o come ricercatori di ruolo così oberati dagli impegni didattici da avere poco tempo per studiare; l’aumento del carico degli adempimenti burocratici e la conseguente perdita di tempo e di energie da destinare invece alla ricerca; la riconduzione dell’attività della ricerca stessa sotto procedure di valutazione palesemente ingiuste e inadeguate. Il quadro d’insieme fa venire alla mente l’espressione la ricerca rubata, dato che i contraccolpi più negativi delle politiche adottate dai governi in questi anni sono stati e sono tuttora subiti - oltre che dal diritto allo studio per i giovani - proprio dalla possibilità per docenti e ricercatori di avanzare nel cammino della conoscenza. A tutto questo si aggiunge ormai ogni anno il pensionamento di colleghi che per le loro eccellenti qualità sono stati per decenni un punto di riferimento prezioso sotto tutti i punti di vista.

In una situazione come questa la Sezione di Filosofia deve riorientare e rafforzare il proprio impegno nell’opera della ricerca e, per quanto possibile, svilupparla anche in forme coordinate. In tale prospettiva indico qui gli impegni che mi sembrano prioritari in questo tratto di strada.

Occorre anzitutto realizzare tutte le azioni relative alla valutazione e al finanziamento delle ricerche dei membri della Sezione in modo che ne sia riconosciuta la qualità a livello nazionale e internazionale. Perciò è necessario accrescere il grado di conoscenza e di interazione reciproca rispetto alle ricerche in atto e ai progetti futuri, favorendo la nascita di progetti comuni. A questo scopo sarà bene riprendere la serie degli incontri del mercoledì per presentare le nostre pubblicazioni.

Un più alto grado di coordinamento potrà essere conseguito sia riguardo alla realizzazione di convegni, conferenze, seminari, workshop, sia rispetto all’interazione con il Consiglio di Classe quanto agli obiettivi comuni, a partire da quello del migliore funzionamento della biblioteca e dei servizi che offre, così come da quello della gestione più oculata di spazi e attrezzature.

Credo inoltre che darebbe impulso al percorso condiviso anche l’istituzione di un Centro Interdipartimentale di Ricerca che abbia nella Sezione di Filosofia il suo nucleo portante e visibile e che sia un organismo di sviluppo di studi di grande rilievo del contesto culturale attuale. Penso ad esempio al tema della letture filosofiche e antropologiche della mondialità, in maniera da dare un nostro specifico contributo al dibattito in corso sia sulla decifrazione di uno scenario tanto complesso e lacerato, sia sull’individuazione delle migliori direzioni per la gestazione di forme più adeguate di società, di politica, di economia, di visione della dignità umana e del valore del mondo naturale. Ma questo è soltanto un esempio per avviare il confronto nella Sezione, così da maturare un orientamento realmente condiviso e appassionante.

Nonostante la tendenza diffusa a svalutare la conoscenza filosofica, tutti noi sappiamo che astratta non è la cura per il pensiero, ma la sua mancanza. In una stagione in cui non a torto spesso si obietta a molte istituzioni di essere autoreferenziali, sono convinto che l’intera comunità di persone coinvolte a vario titolo nelle attività della Sezione saprà confermare e, possibilmente, accrescere la fecondità dell’impegno che svolgiamo non solo per il buon andamento dell’università, ma anche per molti altri ambiti della vita della società.

Roberto MANCINI

inAteneo

InATENEO