Home Primo piano L’UNIVERSITA' DI MACERATA SECONDA IN ITALIA PER LA RICERCA IN FILOSOFIA

L’UNIVERSITA' DI MACERATA SECONDA IN ITALIA PER LA RICERCA IN FILOSOFIA

Vorrei qui riprendere brevemente l’analisi iniziata da Filippo Mignini in questa sede circa i lusinghieri risultati ottenuti dall’Università di Macerata nell’ambito della valutazione della ricerca nelle Università italiane, svolta dall’Agenzia Nazionale per la Valutazione delle Università e della Ricerca (ANVUR).

Anche se la Sezione di Filosofia e Scienze Umane non era ancora nata al momento della raccolta dei dati su cui si fonda la valutazione in questione, essa, dal punto di vista del suo corpo docente, di fatto corrisponde sostanzialmente all’area filosofica entro l’Ateneo maceratese. Ora, a partire dai complessi dati forniti dall’ANVUR, è possibile ricavare i risultati ottenuti in quest’area e confrontarli con quelli di tutte le altre università italiane. Questi dati ci dicono anzitutto che Macerata si colloca in ottima posizione nella graduatoria generale di tutte le Università italiane quanto alla ricerca scientifica. Se poi scendiamo un poco di più nei dettagli e se confrontiamo i risultati ottenuti nel settore di filosofia con quelli dell’area 11 (alla quale filosofia afferisce, insieme a storia, pedagogia e psicologia), l’Università di Macerata risulta nona su 65 Università valutate. Se infine guardiamo ancora più in dettaglio,  vediamo che nella graduatoria delle Università italiane che considera la sola area filosofica, Macerata è addirittura seconda su 46.

Una delle ragioni di questo risultato davvero lusinghiero per la nostra Sezione di Filosofia e Scienze Umane, come ha autorevolmente notato in questa stessa sede Filippo Mignini, dipende dal metodo di studi adottato, fondato su solide conoscenze, sullo sviluppo delle capacità filologiche d’analisi dei testi e delle dottrine, e sulla loro analisi critica; si potrebbe forse semplificare  un po’, vichianamente, e dire: sull’unione del vero col certo. Ma a quest’importante e condivisibile considerazione, vorrei aggiungerne un’altra, che mi sembra altrettanto rilevante. A differenza di altre università, dove  prevale nettamente l’una o l’altra impostazione di pensiero, nella nostra Sezione esiste una notevole varietà di approcci metodologici. Questa varietà, che potrebbe anche creare divisioni e contrapposizioni poco feconde, qui è invece sempre stata un’occasione di arricchimento, e non soltanto per gli studenti, ma per gli stessi docenti. La ragione sta nel fatto che nella nostra Sezione, seguendo una tradizione ormai consolidata (avviata sin dai suoi inizi, quando essa portava il nome di “Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane), lo spirito e la pratica della ricerca, pur prevalentemente individuali, sono continuamente affinati in un confronto e in un dialogo critico fra impostazioni di pensiero diverse, e talvolta anche molto diverse, in occasione di seminari, conferenze, convegni, discussioni all’interno delle scuole di dottorato, e così via.

Nella nostra Sezione, solo per fare un esempio, l’impostazione continentale e quella analitica sono entrambe presenti e dal loro pur difficile dialogo nascono nuove idee, che circolano anzitutto fra i docenti, ma anche fra le nuove generazioni di ricercatori e, non certo ultimi, fra gli studenti; non certo ultimi, perché saranno essi i ricercatori e i docenti di domani. Questo dialogo fra impostazioni e modi di pensare piuttosto diversi, insomma, conduce ad una sinergia non solo delle conoscenze, ma soprattutto delle forme e dei modi dell’attitudine critica, che è elemento essenziale della filosofia e che finisce per coinvolgere davvero tutti, come del resto dev’essere secondo il significato più autentico del termine universitas.

MARCO BUZZONI

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