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L’esperimento mentale, fra scienza e filosofia

Come può l’esperimento mentale (EM), pur non basandosi su alcun materiale nuovo, ricavato dall’esperienza, condurre a conclusioni inaspettate, che talvolta possono mostrare l’insostenibilità di teorie empiriche anche ben confermate? Com’è possibile che inferenze tratte nella sfera del solo pensiero possano dire qualcosa sulla realtà empirica? Questa è la domanda fondamentale che, anzitutto per le scienze naturali, era stata sollevata da Ernst Mach (1838-1916). La sua risposta, che ha influenzato tutte quelle in senso lato empiristico, fu che esiste una somiglianza fondamentale fra esperimenti ed EM, e cioè il „metodo della variazione”: così come in un esperimento reale vengono variate delle circostanze naturali, analogamente, in un EM, vengono variate mentalmente delle rappresentazioni, per esaminare quali conseguenze ne discendano. Secondo Mach, l’EM  può produrre nuove conoscenze senza apparentemente ricavarle dall’esperienza perché esso presuppone di aver già fatto delle esperienze, cioè di avere già eseguito degli esperimenti reali, magari anche soltanto al livello del senso comune.
La maggior parte delle teorie della sperimentazione mentale sono state influenzate da Mach. Secondo John D. Norton, per esempio, gli EM in fisica sono una forma di argomentazione (induttiva o deduttiva) che include alcune premesse empiriche, talvolta taciute. Per questa ragione, gli EM sono affidabili nella misura in cui possono essere controllati sulla base di un’argomentazione esplicita: un buon EM è un buon argomento, un EM cattivo è un cattivo argomento.
Un distacco almeno parziale dalla tradizione empiristica si ha con un importante saggio di Thomas S. Kuhn, “Una funzione per gli esperimenti mentali” (1964), che è all’origine dell’interpretazione “sociologico-costruttivistica”.  Secondo Kuhn, la concezione tradizionale dell’EM presuppone un’ingenua distinzione fra proposizioni analitiche e sintetiche e trascura i casi in cui le incoerenze riguardano sia la natura sia gli apparati concettuali,  i “paradigmi”, che dobbiamo usare per comprendere la natura. Secondo Kuhn, invece, l’EM ci insegna al tempo stesso qualcosa circa il nostro apparato concettuale e circa il mondo, mostrando che è impossibile applicare contemporaneamente due distinti concetti alla stessa realtà.
Diametralmente opposta alla concezione empiristica è quella espressamente platonica di James Robert Brown, cui si deve la prima monografia espressamente dedicata all’EM (Laboratory of the Mind, 1991, 22010). Brown attribuisce agli EM (inclusi quelli empirici delle scienze naturali) un autonomo potere confermante o falsificante. Anche in fisica vi sarebbero alcune conoscenze a priori, fondate su di una “percezione non sensibile di oggetti che esistono in modo indipendente” e raggiungibili mediante un EM  “platonico”, che distrugge una teoria precedente e, al tempo stesso, ne genera una nuova. L’EM di tipo platonico è a priori, perché né si basa su nuova evidenza empirica, né è derivato in modo puramente logico da dati precedenti, ma rappresenta comunque un progresso, nel senso che la teoria che ne risulta è migliore della teoria precedente.
Benché siano stati gli EM delle scienze naturali ad aver attirato la maggiore attenzione degli studiosi, gli EM sono sempre stati largamente impiegati in vari ambiti d’indagine, dalla filosofia alla matematica, dalla teoria economica alla storia, dalla religione alla teologia. Per quanto riguarda la filosofia, la nave di Teseo di Hobbes, la società di diavoli di Kant, la Terra gemella di Hilary Putnam, la stanza cinese di John Searle, sono esempi di famosi EM. Ludwig Wittgenstein, Willard van Orman Quine e Jerry Fodor si sono espressi in modo molto critico nei confronti degli EM, e alcuni autori hanno ripreso e sviluppato questi loro dubbi. Altri, invece, ne hanno difeso l’importanza, basandola per lo più su quella delle intuizioni. Con poche eccezioni, questi ultimi autori hanno ripreso la concezione di Norton degli EM come argomenti, insistendo però sul fatto che le intuizioni funzionano come conoscenza di sfondo implicitamente contenuta nelle premesse.

Per chi volesse avere un’idea del dibattito internazionale su questo tema, oltre alle opere già citate, suggeriamo i seguenti volumi:

A)    EM nelle scienze naturali

Roy A. Sorensen, Thought Experiments, Oxford University Press, Oxford/New York 1992
Una delle prime monografie sull’argomento. Non soltanto l’EM è un “caso limite” dell’esperimento reale, ma non vi sono differenze qualitative fra gli EM filosofici e quelli scientifici, bensì soltanto differenze di grado.

Tamar Szabó Gendler, Thought Experiment. On the Power and Limits of Imaginary Cases, Garland, New York and London 2000
L’opera che meglio ha sviluppato la tesi kuhniana degli esperimenti mentali.

Marco Buzzoni, Esperimento ed esperimento mentale, Angeli, Milano, 2004
Dopo aver presentato le principali teorie dell’EM, cerca di sottrarsi alla contrapposizione fra empirismo e platonismo, che ha sinora dominato il dibattito intorno agli EM, proponendone un’interpretazione al tempo stesso trascendentale ed operazionistica.

B)    L‘EM in filosofia

Kathleen Wilkes, Real People, Clarendon Press, Oxford 1988
Rappresenta l’espressione più sviluppata dello scetticismo circa l’EM in filosofia. Mentre gli EM scientifici sono empiricamente e sperimentalmente controllabili, quelli filosofici non conducono ad alcun accordo, poiché si basano sull’immaginazione e l’intuizione, che non sono fonti attendibili di conoscenza.

Sören Häggqvist, Thought Experiments in Philosophy, Almqvist & Wiksell International, Stockholm 1996
Le intuizioni non sono sufficienti a risolvere il problema della valutazione degli esperimenti mentali, ma questo scopo si può raggiungere se si tiene in giusta considerazione anche la coerenza complessiva dello scenario utilizzato in un EM.

Daniel Cohnitz, Gedankenexperimente in der Philosophie, Mentis, Paderborn 2006
Mette a confronto l’EM nelle scienze naturali e quello in filosofia. Quest’ultimo costituisce un importante strumento dell’indagine filosofica.


MARCO BUZZONI

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