Home Primo piano FILOSOFIA e Macerata supera "quota 100"

FILOSOFIA e Macerata supera "quota 100"

Oltre la soglia dei 100 iscritti al primo anno di Filosofia, corso di laurea triennale. Ne siamo contenti, perché negarlo?

Non si è avvezzi, di solito, a prendere in considerazione un dato positivo: si prendono sempre in carico quelli negativi, per mettere in atto azioni correttive. Però è un errore non interrogarsi, insieme ai punti di debolezza, su quelli di forza. Non deve servire ad appagarsi, ma anzi a capire la direzione, per rafforzare l’averne cura.

Nella lettura ci aiuta un rapporto costante con i nostri studenti. Riconoscono, ad esempio, che il piano di studio lascia intendere chiaramente che a UniMc si riceve una formazione di base comune molto solida e, nello stesso tempo, si possono seguire le proprie inclinazioni culturali, e i propri talenti. Infatti ci sono due curricula -  quello più classico denominato Filosofia e quello rivolto a chi ha interessi più spiccati per le questioni applicative e sociali, denominato appunto Filosofia e Società – e, soprattutto, dopo il primo anno, c’è una grande possibilità di scegliere tra insegnamenti filosofici differenti: epistemologici, logici, etici, teoretici, di storia della filosofia antica, medioevale, moderna, estetici, sociali… Cerchiamo di mettere in esercizio, anche con moduli interdisciplinari nei nostri corsi, la convinzione che conoscere paradigmi teorici, saper argomentare e sviluppare un intreccio narrativo, aver le parole giuste per esprimere fatti, bisogni e progetti siano acquisizioni fondamentali innanzitutto per la vita, ma anche per inserirsi al meglio nel mondo del lavoro. Il livello di occupazione cresce, certo, dopo laurea magistrale, e si deve registrare che se molti nostri studenti riescono a collocarsi nelle posizioni più alte delle graduatorie per l’insegnamento, un numero crescente – magari dopo una breve specializzazione in ambiti più “tecnici” - si indirizza con coraggio, ma anche soddisfazione, al mondo delle professioni o dell’impresa.

Viene molto apprezzata dagli studenti la possibilità di soggiorni Erasmus all’estero e l’offerta di anche più brevi esperienze internazionali, così come di stage, tirocini, attività con le scuole superiori: sono tutte occasioni per misurarsi, già durante gli anni dell’università, in rapporti con il mondo non accademico, non da soli ma seguiti da un tutor. Ma c’è dell’altro. Il rapporto molto diretto con i docenti e la possibilità di colloqui ma anche di chiacchierate informali nel frequentatissimo “corridoio del terzo piano” sono una preziosità che qui è comunque vita ordinaria. Conferenze, presentazioni di libri, convegni, incontri con esponenti del mondo della cultura e della vita sociale del nostro Paese ma anche d’altrove, sono esperienza quotidiana. Fin troppo, dice qualcuno: non si riesce a star dietro a tutto. Sono le occasioni offerte dalla migliore vita accademica, in un piccolo centro in una bella città dell’Italia centrale. Appunto, tutto questo qui è “normale”. La normalità di un posto dove puoi essere geniale: e trovi stimoli, sollecitazioni, fai incontri e sei invitato a cercarne; ma anche la normalità di un posto dove se Ti trovi in difficoltà non sei immediatamente perso: puoi essere ascoltato, accompagnato, spronato, trovando qualcuno che ci mette tutto l’impegno perché tu riconosca e valorizzi le tue capacità.

Ci si conosce, si parla, ci si confronta, in un’atmosfera di “comunità educante” adulta, senza paternalismi e con, lo riconosciamo come una nostra ricchezza anche se, forse, rende difficile l’imporsi di una immagine forte verso l’esterno quale sarebbe quella di una “scuola” unitaria (come si sarebbe detto un tempo), molte differenze di carattere, di stile filosofico e impostazione teorica. Non vogliamo crescere troppo, perché nessuno qui dovrà mai restare solo un numero di matricola: vogliamo continuare a riconoscere ogni volto, a seguire ogni percorso. 100 è un bel numero: vogliamo che nei passaggi d’anno non uno vada perduto.

Carla DANANI

inAteneo

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