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FILOSOFIA a Macerata

2014 - 1964 = 50!
Sono trascorsi giusti giusti cinquant'anni dalla fondazione della Facoltà  di Lettere e Filosofia (oggi Dipartimento di Studi Umanistici) all'Università di Macerata, avviata nel 1964 a raccogliere l'eredità di un'antichissima tradizione di studi filosofici e teologici, che risale fino al  XVI secolo; nel 1965 fu, poi, la volta dell'Istituto di Filosofia.

Celebriamo dunque il cinquantesimo!

E già il verbo è coniugato alla prima persona plurale, noi. Noi chi?  In primo luogo noi che in questa istituzione  abbiamo lavorato, insegnato studiato. E noi che proprio ora qui lavoriamo, studiamo, insegnamo. Noi nel senso ampio che raccoglie quelli che hanno attraversato tutti gli anni fino ad oggi e partecipato in tutte le differenti attività alla vita di questa istituzione formativa: è nostro il compito di celebrare.

Che cosa, propriamente, celebrare?  E come farlo? Celebriamo l'attività di ricerca che in tutti questi anni è confluita in corsi e seminari e, in specifico, celebriamo la ricerca filosofica: la passione che le dà vita, l'inevitabile fatica che l'accompagna, la capacità generativa che essa custodisce. Celebriamo, appunto, la filosofia il filosofare i filosofi e le filosofe. E intendiamo farlo “filosoficamente”: lasciandoci interrogare e insieme tentando risposte, invitando a “benevole discussioni” interlocutori da altri luoghi, dialogando insieme sul significato di questo tipo un po' speciale di sapere che la filosofia è, per capire se esso si sia trasformato nel tempo e, anche, la sua capacità trasformativa.

Alla filosofia, lo sappiamo, non basta lo sguardo di sorvolo: vuole abitare le cose.

Questo sarà il nostro come: il lavoro quotidiano e poi convegni, seminari, caffè filosofici in città per la città attraverso la città. Intendiamo cogliere l'occasione per dire il ruolo pubblico della ragione critica, che è anche creativa.

A breve confidiamo di poter approntare e diffondere un programma complessivo, grazie ad una costruzione partecipata e condivisa. Intanto, però, non indugiamo: l'invito a celebrare insieme è già valido per il primo incontro: sarà un momento di approfondimento con Dario Antiseri e Salvatore Natoli, il 2 aprile, seguito da una discussione tra Antonio da Re, Roberto Mancini, Silvia Ferretti e lo stesso Natoli, il giorno successivo. Si inizia discutendo sul FareFilosofia: perchè?, per chi?

Guardiamo al futuro, consci di una nobile storia.

 

PER APPROFONDIRE

da F. Totaro e C. Mandolini, La Filosofia a Macerata dal 1964 a oggi: dalle presenze eccellenti alla dignità di Scuola, in “Annali di Storia delle Università italiane”, 13, 2009

«Avviata nel secondo dopoguerra, l’opera di ampliamento didattico e di rafforzamento umanistico dell’Università degli studi di Macerata, già di antichissima tradizione per gli studi giuridici nonché sede di discipline filosofiche e teologiche dal 1540 al 1860, si concretizza negli anni Sessanta del secolo scorso con la fondazione della Facoltà di Lettere e Filosofia. Quando le iscrizioni alla neonata Facoltà sono dichiarate aperte nel settembre 1964 – rettore Giuseppe Lavaggi – e pubblicizzate nel territorio delle Marche e dell’Abruzzo, viene attivato anche il corso di laurea in Filosofia. Al momento della sua nascita, le attività del corso si reggono su un ristretto drappello di docenti chiamati dal Comitato tecnico della Facoltà, appositamente istituito per organizzare la struttura dei nuovi indirizzi di studio.

Compongono il primo nucleo del Comitato tecnico nel 1964 autorevoli studiosi come Umberto Bosco, italianista dell’Università di Roma, Virgilio Paladini, ordinario di Letteratura Latina all’Università di Bari, e il celebre filosofo Michele Federico Sciacca dell’Università di Genova. Ma di lì a poco la stessa composizione del Comitato tecnico si arricchisce di nuovi membri: nell’ottobre 1967 si aggiungono Antonio Garzya, professore di Filologia e storia bizantina, e Filippo Piemontese, di Storia della filosofia, primo direttore dell’Istituto di Filosofia che viene fondato nello stesso periodo. Dagli inizi è anche presente Carlo Arata, in qualità di professore incaricato.

La figura chiave nella nascita del primo embrione dell’Istituto di Filosofia di Macerata è dunque Sciacca, personalità filosofica e intellettuale di grande levatura, prolifico esponente di uno spiritualismo cristiano situato criticamente tra eredità attualista e istanze personaliste (Linee di uno spiritualismo critico, 1936). Sebbene questi non ricoprirà mai un ruolo diretto di insegnamento all’interno del nuovo Istituto di Filosofia, nondimeno è il principale promotore della sua fondazione e il vero artefice del suo primo ‘volto’. [...]

Fondato nell’a.a. 1965-66, l’Istituto di Filosofia è tra le prime articolazioni della nuova Facoltà, fungendo da nucleo per il successivo ampliamento dell’offerta didattica e per l’impostazione della ricerca. Sono così prontamente attivati, oltre a quello di Storia della filosofia, gli insegnamenti di Filosofia Teoretica, Estetica, Storia della filosofia moderna e contemporanea, Storia della filosofia antica, Filosofia Morale. Dall’iniziale numero di ventisei gli iscritti a Filosofia si accrescono sensibilmente e più varia diventa la loro provenienza, in prevalenza marchigiana e, in misura minore, umbra.

Già a partire dagli anni immediatamente successivi, il primo gruppo di insegnamenti attivati viene a includere discipline dell’ambito della pedagogia e della psicologia (psicologia dello sviluppo, psicolinguistica), gettando le basi per il successivo sviluppo dipartimentale secondo un orientamento interdisciplinare orientato al nesso di filosofia e scienze umane.

La quarantennale vicenda dell’insegnamento filosofico a Macerata si snoda in tre grandi tappe. Alla prima fase della nascita del piccolo Istituto, che, dopo Sciacca, vede al centro l’opera essenziale di Piemontese e Arata, segue quella del rapido incremento dei corsi attivati, in linea con l’intento del Comitato tecnico di conferire maggiore varietà all’offerta didattica di indirizzo filosofico e di avviare le premesse per la formazione di un gruppo di ricerca più assortito. Successivamente l’istituzione del Dipartimento favorirà la formazione di una vera e propria ‘scuola’ filosofica maceratese anche grazie alla progressiva stabilizzazione del corpo docente. Ai rapidi ma incisivi avvicendamenti di professori nelle discipline fondamentali della storia della filosofia, della filosofia morale e teoretica, seguirà infatti un periodo caratterizzato dalla permanenza di figure propulsive, capaci di avviare ampi filoni di ricerca e di alimentare gli intrecci collaborativi tra ricercatori. Tale terza fase vede una diversificazione delle attività scientifiche interne, insieme a un’estensione della loro ‘proiezione’ all’esterno, attuata tramite il consolidamento di una fitta rete di relazioni scientifiche nazionali e internazionali, gli accordi stipulati con Università straniere nell’ambito dei progetti Erasmus, l’avvio di cicli di conferenze e attività seminariali di eccellenza tenute da professori ospiti, l’organizzazione di numerosi convegni di vasta risonanza. L’ulteriore crescita scientifica di una giovane generazione di studiosi completerà il profilo della ‘scuola di Macerata’, plurale al proprio interno quanto riconoscibile nelle sue direttrici principali (storica, etica, teoretica, ermeneutica, fenomenologica). […]»

 

CARLA DANANI

inAteneo

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