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FILOSOFIA A MACERATA

Assumo il servizio di Presidenza dei corsi di laurea in Filosofia con preoccupazione e con entusiasmo.

I tempi sono difficili. La crisi economica crea problemi alle famiglie, che hanno il timore di non riuscire a garantire un’istruzione universitaria ai loro figli, e rende precaria la delineazione di qualsiasi prospettiva di futuro. Il modo in cui si sta rispondendo alla crisi, peraltro, non sembra andare alla ricerca profonda delle sue cause, che sono anche di senso e di visione del mondo. In questo contesto, l’università soffre in termini di visione strategica, di risorse economiche e di costruzione efficace di una comunità di studio e ricerca.

L’università è un luogo importante di elaborazione culturale, una risorsa fondamentale in tempi di crisi, tempi in cui non si può più far conto su ciò che sembrava assodato: non è dei professori, né degli iscritti, né degli impiegati, è un patrimonio collettivo, una risorsa per il territorio, un bene che costruiamo in comune e di cui solo grazie al contributo di tutti si può godere. Università significa ricerca, didattica, relazioni territoriali e internazionali, è tradizione capace di innovazione.

Il nostro corso di laurea ha avuto una valutazione molto alta nell’ambito della procedura nazionale di “VQR – valutazione della qualità della ricerca”. Sono anche in aumento gli iscritti, sia al corso di laurea triennale sia alla magistrale. Tutto questo dà soddisfazione e ci conferma nello sforzo di lavorare sempre meglio. Sappiamo che è tutto un contesto che lo rende possibile: l’eccellenza può fiorire solo su un terreno fertile.

Molto è stato ben fatto, e dovremo sostenerlo e rafforzarlo: il contributo dei nostri studenti e delle nostre studentesse alla vita dell’università e alla dialogica delle lezioni, in nome di un approccio critico, riflessivo, propositivo, responsabile; la partecipazione alla vita di Macerata, in diversi modi la ‘nostra’ città, per un rapporto di reciproca gratitudine e crescita sociale; la collaborazione tra docenti, personale amministrativo e corpo studentesco, perché insieme portiamo la responsabilità del funzionamento di qualcosa che è di tutti, anche di chi verrà dopo di noi.

Si sono inoltre avviate feconde relazioni con il territorio e cercheremo di rafforzarle ancora di più: per conoscerlo meglio e farci conoscere, ascoltando e cercando occasioni di incontro, ma anche provando a raccontarci. Si tratta di raccontare ciò che siamo: il laureato in filosofia ha ‘imparato ad imparare’, ha competenze di saperi e di ‘postura’ che significano capacità di analisi delle problematiche, di comprensione e di elaborazione degli scenari, di individuazione e valutazione della molteplicità delle soluzioni possibili.

I nostri studenti sanno bene che si deve studiare: tanto, tantissimo, i classici in primo luogo, ma si deve essere anche curiosi del proprio tempo e di ciò che non è corrente dominante. I giovani hanno il gusto di conoscere altre genti, altre terre, altre prospettive di ricerca: il programma Erasmus li sostiene in questo e proveremo a offrire ancora nuove destinazioni. Si ha anche già la possibilità di fare esperienze nel mondo del lavoro e dell’impresa, attraverso stage e tirocini: queste occasioni intendiamo confermarle e rafforzarle grazie anche all’esperienza in corso di borse di dottorato in collaborazione con aziende ad alto livello di innovatività. La nostra Università già offre molte possibilità di formazione, ed esse possono diventare sempre di più e per tutti: perché siamo cittadini e cittadine d’Europa, abitanti del mondo, ancorati responsabilmente in una città, una contrada, in un territorio.

Quest’anno, inoltre, è il cinquantesimo dell’istituzione della Facoltà di Lettere e Filosofia nell’Università di Macerata. Le prime iscrizioni al corso di Filosofia vennero aperte nel settembre 1964. Abbiamo in programma iniziative per celebrare questo evento: per dire una storia che viene  da lontano (Macerata è sede di discipline filosofiche e teologiche già nel 1540) e intende guardare al futuro nel segno dell''Umanesimo che innova'. Ne sarà coronamento l'istituzione, che abbiamo già avviato e vedrà il bando aprirsi proprio nel 2014, del Premio di studio [1] [2] [3] [4] [5] János Sandor Petöfi[6] per tesi di laurea.[7]

Sono certa che la preoccupazione non frenerà l’entusiasmo: dovrà renderlo responsabile e concreto; l’entusiasmo saprà istruire la preoccupazione ad essere fermento fecondo.

CARLA DANANI

inAteneo

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