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La SCUOLA di Madrid. Filosofia SPAGNOLA del XX secolo

In Italia si continua a prestare un’attenzione piuttosto modesta alla filosofia spagnola e dei paesi ispanoablanti. Eppure, nel secolo scorso all’interno della cultura filosofica ispanica si sono affermati non pochi pensatori di rango, tra i quali José Ortega y Gasset, Miguel de Unamuno, Xavier Zubiri, José Gaos, Eduardo Nicol e María Zambrano.    

Il libro compendia l’esito di parte delle ricerche svolte da un gruppo di studiosi di origine spagnola e dall’italiana Lucia Maria Grazia Parente (Università dell’Aquila) nell’àmbito del progetto La “Escuela de Madrid y la búsqueda de una filosofía primera a la altura de los tiempos”. Il progetto è stato coordinato dal prof. Jesús M.Díaz Álvarez. Il volume è corredato da un Prologo di Lane Kaufmann (pp. 13-42) nonché da un Epilogo scritto da Javier San Martín (pp. 255-264). La curatrice Lucia Parente ha redatto la Premessa (pp. 43-55) nonché due saggi su María Zambrano. Tale gruppo di ricerca vale a rendere giustizia ad uno “stile di pensiero” per molti anni misconosciuto persino in Spagna, cosicché alcune generazioni di filosofi ispanici del secondo Novecento hanno compiuto gli studi universitari senza sapere quasi nulla della Escuela madrilena, come osserva Javier San Martín nelle dense pagine dell’Epilogo.

 Il libro offre agli studiosi italiani non soltanto una rigorosa ricostruzione delle vicissitudini della Scuola di Madrid in un arco temporale che comprende diversi decenni, ma anche significativi riferimenti ad altri indirizzi di pensiero sorti nella Spagna del Novecento. Esso consente così ai nostri studiosi di orientarsi all’interno di una cultura filosofica originale e complessa, che spesso si avvale di registri espressivi diversi dal classico trattato di filosofia. I saggi compresi nel libro attestano inoltre un assiduo confronto critico dei rispettivi autori con la bibliografia riguardante la suddetta scuola di pensiero nonché con la letteratura e l’arte del Novecento spagnolo, le cui espressioni contribuiscono anch’esse a porre in evidenza le peculiarità del pensiero ispanico.  

Ortega y Gasset ha arrecato un contributo di primo piano al rinnovamento del pensiero filosofico nel suo paese, nell’assidua “ricerca di una filosofia prima all’altezza dei tempi” (búsqueda de una filosofía primera a la altura de los tiempos). Soprattutto durante la breve esperienza della Repubblica Spagnola (1931-1936), il suo pensiero e il suo forte ascendente nei confronti di filosofi di diverse generazioni hanno dato impulso alla Scuola di Madrid, di cui il libro prende in considerazione non solo la storia ma anche il profilo intellettuale di alcuni autori ascrivibili ad essa. La Scuola riconosce in Ortega il suo artefice e i suoi principali esponenti in Manuel García Morente, al tempo decano dell’Università di Madrid, Xavier Zubiri, José Gaos, María Zambrano e Julián Marías.  Pur seguendo percorsi teorici diversi da quello di Ortega y Gasset, questi filosofi hanno la consapevolezza di essere irremissibilmente suoi discepoli. Tra loro, sono soprattutto José Gaos e Julían Marías a contribuire alla fortuna del sintagma Escuela de Madrid, il quale si afferma nel lessico storiografico sin dagli anni Cinquanta.

Ortega ha affinato la sua cultura filosofica in Germania, studiando soprattutto gli autori che si situano tra l’ultimo Ottocento e il primo Novecento – segnatamente i neokantiani di Marburgo - e assimilando inoltre i capisaldi teorici della fenomenologia. Ritornato nel suo paese, egli rinvigorisce il lessico filosofico spagnolo introducendovi nuovi termini e dà avvio a importanti iniziative editoriali volte a presentare ai connazionali le traduzioni di diverse opere di filosofi tedeschi. La “Revista de Occidente”, da lui stesso fondata, costituisce il principale strumento di diffusione del souffle printanier apportato dalla più recente filosofia tedesca. Pertanto, in virtù di di uno sguardo retrospettivo, si può affermare che il catedrático madrileno, pur non essendo un filosofo di primissimo piano, ha reso dei grandi servigi alla filosofia della Spagna e dei paesi ispanoablanti.

Il Prologo di Lane Kauffmann cita nell’incipit la più celebre espressione orteghiana: “Yo soy yo y mi circunstancia, y si no la salvo a ella, no me salvo yo” (Meditaciones del Quijote, 1914). Qui la “realtà radicale” dell’uomo è individuata nella vita, la quale viene considerata in stretta connessione con la “circostanza”.   

I due primi saggi compresi nel volume, scritti da Gerardo Bolado e da José Lasaga Medina, hanno un carattere essenzialmente storiografico. All’interno della Scuola, Bolado distingue tre generazioni. La prima è costituita da autori nati poco dopo il 1880, come lo stesso Ortega e Manuel García Morente. La seconda generazione comprende filosofi nati intorno al 1900, tra i quali José Gaos, Xavier Zubiri e María Zambrano. Allorché si afferma il franchismo Gaos e Zambrano vanno in esilio. La terza generazione è costituita da pensatori nati intorno al 1915, come Julían Marias, Antonio Rodríguez Huéscar e Paulino Garagorri, ancora studenti universitari negli anni della Repubblica.  Durante il regime franchista, la loro ascendenza orteghiana ne causa l’emarginazione dalla filosofia accademica.

Il volume comprende inoltre due saggi sul pensiero di José Gaos, a cura di Agustín Serrano de Haro e di Jesús M. Díaz M. Díaz Álvarez e altrettanti sull’opera di María Zambrano, scritti da Lucia Parente e da Jorge Brioso. Un ampio saggio di José Emilio Esteban verte su un filosofo poco noto, Antonio Rodriguez Huéscar. Il profilo intellettuale di Julían Marías è invece delineato da Juan Padilla Moreno. Come osserva lo studioso, per Marías (come per Ortega y Gasset) l’intellettuale deve “salvare le circostanze”, se intende salvare anche se stesso e gli altri. Lo stesso proposito marasiano di rinnovare la filosofia del Maestro sembra rispondere all’esigenza di “salvare” quello stile di pensiero che ha costituito magna pars della “circostanza” nella quale, da giovane, il pensatore di Valladolid ha avvertito la propria vocazione filosofica.

 AA. VV., La Scuola di Madrid. Filosofia spagnola del XX secolo, a cura di Lucia Maria Grazia Parente, Mimesis, Milano 2016, pp. 300, Euro 28,00. 


Nunzio Bombaci

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