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IRRERA, Figure del BELLO nella filosofia di Aristotele

Dopo Il bello come causalità metafisica in Aristotele (Mimesis, 2011) e Sulla Bellezza della vita buona: fini e criteri dell’agire umano in Aristotele (Carabba, 2012), Elena Irrera, docente in Filosofia Antica e Assegnista di Ricerca in Filosofia della Politica all’Università di Bologna, continua a puntare proficuamente l’attenzione su un concetto, come quello della bellezza (kalon), «che ricorre in una pluralità di aree di ricerca, tra le quali la metafisica, la fisica, la biologia, l’etica e la politica» (p. 6).

La riflessione, acuta ed intrigante dell’Autrice, parte dall’assunzione che l’ideale del kalon, nella cultura greca classica, non rimanda esclusivamente all’ambito estetico, e che, «al contrario… l’ideale in questione appare in grado di innescare e orientare percorsi umani di conoscenza e di azione virtuosa che trascendono il piano di un confronto con il mondo esterno non mediato dalla riflessione o dall’educazione» (pp. 6-7).

Dopo l’Introduzione, il percorso si snoda lungo tre capitoli che puntano l’attenzione alle varie declinazioni che la ricca e articolata nozione di bello riceve all’interno della riflessione aristotelica: Rilievi metodologici preliminari. La Filosofia di Aristotele come sistema?; Bellezza e causalità; Il sommo bene come “agire in maniera bella”; Il bello pratico: razionalità e motivazione intrinseca.

I numerosi contesti e ambiti disciplinari in cui la nozione di bellezza viene messa a tema da Aristotele, che la Irrera attraversa con capacità analitica, mediate un attento scavo dei testi, con una serie di utili e interessanti inquadramenti storico-concettuali, nonché mediante il supporto di un evidente interesse “teorico”, parte dall’affermazione che «un tratto comune a tali approcci è l’idea che il bello sia oggetto di una esperienza distintamente umana, ovvero di una esperienza capace di stimolare attivamente un corretto esercizio di quelle difficoltà deputate alla realizzazione delle possibilità di perfezionamento della natura razionale degli individui, tanto nella sfera del pensiero teorico quanto in quella dell’agire pratico» (pp. 7-8).

La conclusione del volume (Osservazioni conclusive. Tra etica e politica), oltre a ricordare la centralità e la trasversalità del tema della bellezza, che «trova espressione in una molteplicità di contesti di indagine e settori disciplinari, a seconda dei fini e dei metodi di ciascuno» (p. 43), sottolinea il carattere fortemente unitario (ma, insieme, non “univoco”) di una “filosofia umana”, come quella aristotelica, che tiene unite etica e politica, ricordando come «la realizzazione del bene in questione può realizzarsi nella pienezza solo nel contesto della polis, delle sue possibili configurazioni istituzionali e delle varie forme di interazione umana che all’interno di essa possono prendere corpo» (p. 43).

Arianna FERMANI

 

 E. IRRERA, Figure del bello nella filosofia di Aristotele, Petite Plaisance, Pistoia 2016

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