Home Libri / Approfondimenti Giorgio CAMPANINI, Mounier. Eredità e prospettive, Studium, Roma 2012

Giorgio CAMPANINI, Mounier. Eredità e prospettive, Studium, Roma 2012

La storiografia filosofica può rubricare il personalismo comunitario di Emmanuel Mounier nell’ambito della cultura del Novecento europeo e valutarne la rilevanza al suo interno. Tuttavia, già nel titolo, il volume di Giorgio Campanini pone in rilievo come l’appropriazione dell’eredità spirituale e l’esplicitazione delle prospettive dischiuse da tale corrente di pensiero costituiscano dei compiti ancora aperti per l’intellettuale.

Per certi versi, il pensiero del fondatore di “Esprit” appare visibilemente “datato”, ma è sempre attuale  nel  proporre la persona come istanza critica in virtù della quale valutare ogni formulazione teorica e iniziativa concreta che riguardino comunque l’uomo.  La  nozione di “persona” ha dalla sua parte la solidità di una tradizione di pensiero quasi bimillenaria. Essa si è gradualmente affermata in un contesto culturale estremamente contrastato, al tempo delle controversie teologiche riguardanti i misteri della Trinità e dell’Incarnazione. Se le controversie finiscono per consegnarsi all’indagine degli storici, il contributo che apportano al pensiero può resistere alla prova del tempo.  Ciò vale in particolare  per la costellazione semantica  che attiene alla parola “persona”. E, ai nostri giorni, l’ispirazione personalista corrobora, tra l’altro, alcune correnti di pensiero sorte all’interno di discipline piuttosto recenti, come la filosofia della medicina e la bioetica.

La riflessione filosofica accoglie un tratto rilevante della eredità di Mounier allorché si interroga su «che cosa significhi» essere uomo, e riconosce come proprio l’impegno per l’uomo stesso. Come scrive l’autore nell’esergo posto al Trattato sul carattere: «È necessario…scegliere decisamente, nella confusione di tutti i valori, ciò che significa essere uomo, e uomo del proprio tempo; e, subito dopo, volere arditamente questo uomo, coniugando immaginazione e fedeltà».

Il volume Mounier. Eredità e prospettive comprende alcuni saggi pubblicati da Giorgio Campanini in un arco temporale alquanto ampio, nonché taluni scritti inediti. Nell’Introduzione lo studioso illustra le ragioni che rendono proficua la rivisitazione del personalismo comunitario. A suo giudizio, proprio a partire dal «punto fermo» costituito dalla persona, l’intellettuale cristiano del prossimo futuro può riproporre un «corretto (anche se sempre dialettico)  rapporto tra fede e ragione» (p. 8), nel tentativo di una «rifondazione dell’umano, in una società come quella occidentale che…rischia di smarrire il senso vero della persona, e cioè della più grande “conquista”, insieme intellettuale e pratica, dell’Occidente» (ivi).

Il volume si articola in quattro sezioni, in ragione delle diverse aree di interesse degli studi che vi sono compresi. La prima sezione, I fondamenti e il contesto storico, presenta alcuni saggi che illustrano i tratti essenziali del personalismo comunitario nonché del milieu culturale in cui esso si afferma.

Gli scritti della seconda sezione, Una filosofia in situazione, vertono sulla concezione dell’impegno dell’intellettuale in Mounier. Essi chiariscono il significato di sintagmi e lemmi quali engagement responsable, fidelité, affrontement e pongono in rilievo l’attenzione prestata dall’autore ai dinamismi della vita interiore. Da quest’ultima, l’intellettuale personalista trae l’energia e le motivazioni dell’impegno nella vita pubblica.  Inoltre, in queste pagine Campanini rende conto della robusta cultura teologica del fondatore di “Esprit”, il quale segue con interesse la nouvelle théologie che si va affermando in Francia negli anni ’30 e ’40. In una società ormai largamente secolarizzata, essa promuove il rinnovamento della riflessione teologica nonché della prassi liturgica e pastorale. La nouvelle théologie prepara così la strada all’aggiornamento della vita ecclesiale espresso in seguito dal Concilio Ecumenico Vaticano II.

Nella stessa sezione, si segnala lo scritto su Pudore e persona. Il pudore «dà a pensare» ad autori partecipi della cultura personalista, quali Gabriel Marcel, Max Scheler e Martin Buber. Per Mounier esso attesta l’«eccedenza della persona rispetto alla sua apparenza esteriore e specificamente alla sua corporeità…(“Io sono più di quello che appaio”)» (p. 137). Il pudore rende avvertito il pensiero scientifico, come quello filosofico, del carattere inumano di ogni «tentazione totalizzante» nei confronti della persona.

La terza sezione del volume – Guida alla lettura – verte su alcuni classici del pensiero mounieriano, quali Il personalismo, il Trattato del carattere, Dalla proprietà capitalista alla proprietà umana, Lettere e diari. L’epistolario attesta il tenore dei rapporti di amicizia o di collaborazione intrattenuti dall’autore e  la tempra della sua fede, che si riverbera nell’attenzione prestata all’appello arrecato dall’événement.

Nella quarta e ultima sezione – Confronti – Giorgio Campanini ripropone tre saggi che pongono in luce la consonanza con la riflessione personalista che si riscontra in tre esponenti della cultura e dell’imprenditoria italiana, Felice Balbo, Ettore de Giorgis ed Adriano Olivetti. Segnatamente le pagine riguardanti l’imprenditore piemontese attestano la fecondità della ispirazione personalista. Nell’Europa dell’ultimo dopoguerra essa  ha informato indirizzi di pensiero e progetti di vita accomunati, pur nella loro diversità, dalla passione per l’uomo.

NUNZIO BOMBACI

inAteneo

InATENEO