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Giorgio CAMPANINI, Il filosofo e il monsignore

Il libro ripresenta alcuni scritti di Giorgio Campanini, già pubblicati in volumi collettanei o in riviste, «che mettono a fuoco il rapporto Montini-Maritain, sullo sfondo dell’inizio, e poi dell’apogeo, della presenza della cultura di ispirazione maritainiana in Italia» (Nota editoriale, p. 7). L’8 dicembre 1965 Paolo VI consegnerà proprio a Jacques Maritain il messaggio Agli uomini di pensiero e di scienza, redatto dai padri conciliari.

Il volume attesta una puntuale conoscenza della letteratura critica al riguardo, pubblicata sin dall’ultimo dopoguerra in Francia e in Italia. Tra gli autori francesi il più citato è lo storico Philippe Chenaux, autore del pregevole volume Paul VI. Le souverain éclairé, du Cerf, Paris 2015. Va precisato, peraltro, che Campanini presenta nel volume anche alcuni brani inediti di documenti consultati negli archivi dell’editrice Morcelliana, nella biblioteca di Montini (custodita dal Centro Studi dell’Istituto Paolo VI di Brescia) e negli Archives Maritain siti a Kolbsheim, in Alsazia. Maritain e Montini sono considerati dall’autore in primo luogo come “intellettuali”. Invero, non solo Maritain, ma anche Montini è da ascrivere a i più grandi intellettuali cattolici del Novecento. 

Già negli anni Venti, allorché è assistente centrale della FUCI, Giovanni Battista Montini manifesta un vivo interesse per la cultura francese e segnatamente per il pensiero di Jacques Maritain. Già in tale periodo, egli avverte l’esigenza di un franco confronto con la cultura moderna, che la Chiesa deve comunque affrontare per potere proporre il messaggio evangelico in un linguaggio comprensibile agli uomini. L’opera maritainiana offre a Montini  validi strumenti teorici per porre in atto tale confronto (pp. 12-13).

Soprattutto a partire dagli anni Trenta, Montini svolge un ruolo di primo piano nel promuovere tra gli intellettuali cattolici del nostro paese, e soprattutto tra i giovani, la conoscenza del pensiero di Maritain (p. 16). Tra l’altro, alcuni articoli del filosofo vengono da lui pubblicati nella rivista “Azione Fucina”. Ancora più importante è la traduzione, curata proprio da Montini, del libro maritainiano Trois réformateurs. Luther, Descartes, Rousseau, pubblicato originariamente nel 1925 (Tre riformatori, Studium, Roma 1928). Nell’essenziale Prefazione (vedi pp. 223-227) il futuro pontefice scrive: «Il libro, nelle persone dei suoi più qualificati fautori, rintraccia l’origine del soggettivismo contemporaneo, in cui si vuole dai più ravvisare quel peculiare carattere che costituisce la modernità del pensiero, e che un’esperienza altrettanto dolorosamente moderna denuncia come causa delle tre grandi rivoluzioni, eufemisticamente chiamate riforme, religiosa con Lutero, filosofica con Cartesio, sociale con Rousseau, di cui soffre l’anima e il secolo nostro, e di cui, infatuata com’è di quei dogmi riformatori, l’età nostra non riesce a scoprire né rimedio né scampo».

 All’epoca in cui pubblica Trois réformateurs, Maritain è ancora vicino alla visione “antimoderna” espressa del movimento Action Française, al quale, tuttavia, egli non aderisce mai. Va detto che Montini è in consonanza, piuttosto, con il Maritain degli anni Trenta, ormai affrancatosi da quella visione nella prospettiva di un aperto confronto con la modernità, come è attestato da Humanisme intégral (1936). Proprio nei confronti del Maritain della piena maturità il futuro pontefice manifesta il suo debito intellettuale più importante, che verte sulla «lettura della modernità, con le sue luci e le sue ombre  - quella lettura che quasi per intero transiterà in non poche pagine del Vaticano II» (p. 136).  Maritain propone ora l’ideale di una nuova cristianità – non più “sacrale”,  a differenza di quella medievale - e accetta pienamente il principio della laicità dello Stato, la democrazia nonché il pluralismo politico. Maritain e Montini si rivelano accomunati da «un atteggiamento verso il mondo moderno ispirato ad apertura e simpatia» (p. 137), espresso in forma esemplare dall’incipit della costituzione conciliare Gaudium et spes.      

Nell’ultimo dopoguerra l’opera del filosofo francese viene ampiamente tradotta e pubblicata da case editrici quali Morcelliana, Studium e Borla.  Soprattutto grazie alla mediazione di Montini, la «storia degli effetti» del pensiero maritainiano in Italia è molto rilevante nei circoli dei giovani intellettuali cattolici antifascisti i quali, tra il declinare degli anni Trenta e l’inizio dei Quaranta, progettano per la democrazia futura una prassi politica fondata su validi fondamenti teorici. Si comprende come l’attenzione di quei giovani si rivolga soprattutto al Maritain “politico”, autore di Humanisme intégral. A questo riguardo, pertanto, si rivelano molto interessanti le dense e ben documentate pagine in cui Campanini enuclea le ascendenze maritainiane che si riscontrano, oltre che in Montini, in uomini politici quali Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti (pp. 54-78).

Un altro motivo di interesse del volume è offerto dalle pagine che delineano il rapporto di «amicale “affezione”» (p. 139) instauratosi tra Maritain e Montini negli anni dell’immediato dopoguerra, allorché il primo risiede a Roma quale ambasciatore francese presso la Santa Sede e il secondo è Sostituto della Segreteria di Stato vaticana (pp.139-163). Le conversazioni con Montini costituiscono per il filosofo una preziosa fonte di informazioni, di cui egli si avvale nel redigere i periodici rapporti riservati al Ministro degli Esteri francese.

 Si segnala infine la disamina condotta da Giorgio Campanini (pp. 169-205) delle assonanze con il pensiero di Maritain rinvenibili nell’enciclica Populorum progressio, promulgata da Paolo VI nel 1967. Per lo studioso, l’enciclica costituisce il punto di «massima convergenza» (p.167) tra il progetto di una civiltà nuova concepito dal pontefice e quello di una «nuova cristianità», delineato trent’anni prima da Jacques Maritain.

             Nunzio BOMBACI

Giorgio Campanini, Il filosofo e il monsignore. Maritain e Montini, due intellettuali a confronto, Edizioni Dehoniane, Bologna 2015, pp. 240, Euro 21,00.

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