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XXX ciclo: Emilia MARRA

Ho conseguito la laurea triennale in filosofia presso l’Università degli Studi di Pisa, con una tesi dal titolo Gilles Deleuze: tra sistema e vie di fuga, nell’ottobre del 2011. Durante l’anno accademico 2011-2012, ho frequentato il corso di laurea specialistica presso l’Università degli Studi di Trieste, selezionato nell’intento di dare continuità a un percorso di ricerca che si nutriva sempre più di filosofia francese contemporanea. In quel dipartimento, sotto la guida del professor Polidori, nasce il mio primo articolo, che ha per oggetto un’analisi critica della lettura che Deleuze ci offre, nei suoi scritti, di Kant (L’esperienza del leone. Tempo e soggetto nella lettura deleuziana di Kant) pubblicato dalla rivista online Esercizi filosofici. Ammessa al Master Erasmus Mundus Europhilosophie, « Philosophies allemande et française dans l’espace européen », ho frequentato l’Université Toulouse II – Le Mirail dal settembre 2012 al gennaio 2013, l’Université catholique de Louvain dal gennaio 2013 al giugno dello stesso anno, e infine la Bergische Universitaet Wuppertal dal settembre 2013 al luglio 2014. Durante questo percorso (conclusosi con una tesi dal titolo Le devenir-image de Pierre: sortir de Sartre par Bergson et retour. Réflexions sur l’élaboration du champ transcendantal impersonnel chez Deleuze) ho affinato gli intenti della mia ricerca, inserendo così la mia curiosa osservazione sul pensiero di Deleuze all’interno della più amplia cornice degli studi spinozisti contemporanei in Francia.

Un’esperienza particolarmente significativa è stata per me la possibilità di organizzare, grazie a e in collaborazione con il mio compagno di corso e collega di studio Jean-Sébastien Laberge, un atelier presso l’École normale supérieure di Parigi l’11 febbraio 2013, incentrato sul tema degli spinozismi contemporanei, avventura poi conclusasi con una pubblicazione degli atti del convegno e di ulteriori contributi sul tema, curata da noi per il sesto numero della rivista trilingue Interpretationes (Le spinozisme: réceptions et critiques). All’interno, il mio articolo Monsieur Challenger le spinoziste : de l’attribut au plan d’immanence. Nell’agosto 2014 sono entrata a far parte del comitato scientifico della nuova rivista italiana La Deleuziana, esperienza che mi ha fortemente motivata a riorientare le mie ricerche verso l’Italia.

Dal punto di vista teoretico, mi sembrava però che le problematiche affrontate fino a quel momento, per quanto vicine ai miei interessi, mancassero di un significativo termine di paragone, di un’istanza problematica che permettesse di affrontarle nel rispetto della loro complessità e specificità. Questa considerazione sta alla base del progetto di ricerca che ho presentato al dipartimento di filosofia dell’Università degli studi di Macerata, dal titolo Spinoza o Hegel: sulla possibilità di un’ontologia meta-epistemologica nella filosofia contemporanea. La proposta è quella di interrogare la ricezione della Francia degli anni Trenta del Novecento, a opera soprattutto di Wahl, Kojève e Hyppolite, della filosofia hegeliana, di modo da affinare gli strumenti per analizzare gli autori che, seppur figli di quella tradizione, hanno abdicato al trono dialettico, preferendo un orientamento di tipo spinozista. L’interrogazione sulla costituzione del soggetto, sui “buchi dell’essere” e sulla libertà dell’individuo può forse essere considerata come un ulteriore confronto tra i due grandi sistemi della filosofia classica, quello di Spinoza e quello di Hegel, declinati secondo le esigenze del Novecento francese.

L’esigenza di un confronto diretto con il cuore dei testi spinoziani ha attratto il mio sguardo verso il dipartimento di filosofia di Macerata, in particolare verso gli importanti studi del professor Mignini, con la certezza di trovare in lui un interlocutore senza eguali nel panorama italiano. Inoltre l’offerta di convegni, seminari e giornate di studio sugli argomenti più vari, organizzate in collaborazione con altre realtà accademiche, italiane ed estere, testimonia l’ottima rete di contatti che il dipartimento di filosofia di Macerata intrattiene con gli altri atenei, offrendo così ai suoi studenti e ai suoi dottoranti occasioni sempre nuove di incontro e di confronto, fondamentali per chi desidera portare avanti un progetto di ricerca incentrato su un discreto numero di autori e problematiche.

Allo stato attuale il progetto è poco più che l’espressione di un desiderio, ma il professor Godani, che si è mostrato interessato all’idea e ha preso il lavoro sotto la sua attenta custodia, sta cercando e cercherà con me nei prossimi mesi di rendere una confusa traccia di ricerca un’interrogazione metodologicamente rigorosa e non esageratamente dispersiva.

Emilia MARRA

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