Narrare la CURA. La prospettiva delle MEDICAL HUMANITIES
Nell’ambito della costellazione collaborativa di ricerca Restorative Narratives – STORIES è in programma per il 3 e 4 marzo 2026 il convegno internazionale Narrare la cura. La prospettiva delle Medical Humanities. Il convegno si svolgerà presso l’Università di Macerata, in Aula magna “Omero Proietti”, via Garibaldi 20, e si collocherà nel solco dei Colloqui di Etica, giunti alla XI Edizione.
Com’è noto, le Medical Humanities sono piuttosto recenti, eppure in grande espansione, e coinvolgono diversi ambiti disciplinari: medicina, filosofia (etica in particolare), sociologia, studi letterari, culturali, visuali, narratologici. Il loro obiettivo è indagare la dimensione non semplicemente “quantita-tiva” dell’esperienza della malattia, ma coglierne l’interalità, il suo significato culturale e sociale, il modo in cui tale esperienza si rappresenta o si narra, riflettere sulle sue ricadute nei termini dell’au-tocomprensione di sé, dell’agency e dell’autonomia personale ed etica, rendendo possibile, anche per le scienze “esatte”, un definitivo congedo dallo spettro del riduzionismo.
Tale vasto ambito di studi e ricerche incontra la progettualità della costellazione Restorative Narratives nella misura in cui quest’ultima intende sondare la consistenza del paradigma e delle pratiche narrative nei contesti in cui si fa più urgente il bisogno di condivisione, riconfigurazione e ricucitura dei tessuti di senso e dei legami che attraversano l’esperienza umana in generale e della malattia in particolare, sia dal punto di vista personale che pubblico.
Programma
La prima sessione (3 pomeriggio 15-19) inquadrerà il senso delle Medical Humanities, lo stato dell’arte dalla prospettiva delle Humanities e dalla prospettiva della medicina. Ci si soffermerà sul rapporto tra queste, la medicina e l’etica, in cui è possibile sperimentare la fecondità della dimensione narrativa, riconoscendola e applicandola nei contesti di cura, con riferimento a buone pratiche già sperimentate anche a livello internazionale e alle nuove sfide poste dall’IA (relazioni di Isabelle Galichon, Antonio Spagnolo, Angela Woods; comunicazione di Salvatore Masilla).
Relazioni:
Isabelle Galichon, Maison des Sciences de l’homme, Bordeaux, La médecine narrative dans les humanités en santé: une lecture politique de l'art du soin
Antonio Spagnolo, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Il ruolo delle Medical Humanities nella formazione dei medici
Angela Woods, Durham Institute for Medical Humanities, Agents of Restitution? Illness Narrative and Generative AI
Comunicazione:
Salvatore Simone Masilla, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, L’approccio narrativo alla consulenza di etica clinica
Dibattito
La seconda sessione (4 mattina 9-13) indagherà il tema della cura da un punto di vista etico e lettera-rio, facendo un doppio riferimento all’etica narrativa nei contesti di cura e alla gratitudine come tema tuttora inesplorato delle dinamiche relazionali nei contesti di cura, e incrocerà la letteratura patografica, che intende la narrazione come strumento di disvelamento, occultamento, elaborazione della condizione del malato (relazioni di Carlo Chiurco, Francesca Marin, Carla Carotenuto; comunicazione di Elena Ricci).
Relazioni:
Carlo Chiurco, Università di Verona, Anima, spirito e corpo. Nietzsche narratore d’eccezione della malattia
Francesca Marin, Università di Padova, La gratitudine nei contesti di cura
Carla Carotenuto, Università di Macerata, Narrazioni della fragilità. Parole e gesti che curano tra vita e scrittura
Comunicazione:
Elena Ricci, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, Abitare la malattia cronica. Il carattere come risorsa trasformativa
Dibattito
La terza sessione (4 pomeriggio 15-19) approfondirà il plesso tematico cura/giustizia, tra etica privata e pubblica, approfondendo le condizioni etico-antropologiche che emergono in modo intensificato nei contesti di cura della malattia, come la sofferenza, la fragilità, la cura e la compassione; inoltre, ci si soffermerà sulla natura delle ingiustizie e dei “vizi” che possono affliggere il processo di cura, con un particolare, ma non esclusivo, riferimento alle ingiustizie affettive ed epistemiche e alle virtù che potrebbero concorrere a eliminarle o quantomeno a ridurle (relazioni di Luigi Alici, Brenda Bogaert, Donatella Pagliacci; comunicazione di Michele Cardinali).
Relazioni:
Luigi Alici, Emerito Università di Macerata, La cura nello spazio pubblico, tra amore cieco e giustizia vuota
Brenda Bogaert, Université de Lausanne, Centre Hospitalier Universitaire Vaudois, Injustices affectives dans les soins
Donatella Pagliacci, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, Approccio compassionevole e sapere scientifico. Possibilità e limiti nelle relazioni di cura
Comunicazione:
Michele Cardinali, Università di Macerata, Forme dell'attenzione morale nella pratica clinica
Dibattito
Conclusioni


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