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Living with EARTHQUAKES

International Summer school 2019 - Living with earthquakes. A strategic plan for the earthquake prone regions
Amandola, Montefortino, Falerone e Servigliano (Fermo) / 12 - 21 luglio 2019

Sono aperte le iscrizioni per la Summer School internazionale e interdisciplinare Living with earthquakes. A strategic plan for the earthquake prone regions.

Il terremoto del 2016-2017 ha colpito aree particolarmente fragili dell’Appennino Centrale del nostro Paese, interessate da un progressivo processo di spopolamento. La sempre più carente cura del territorio montano e pedemontano e la scarsa manutenzione delle costruzioni amplificano gli effetti dei movimenti sismici e mettono a rischio la conservazione di un patrimonio antropologico, paesaggistico, architettonico e artistico di indubbio valore. Di fronte ad un cratere che interessa ben quattro regioni – Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria – e 133 comuni, il primo urgente quesito che si pone è dove e come ricostruire. 

Il punto di partenza di una nuova prospettiva di ricerca e di intervento è considerare la natura sismica di queste aree un elemento costitutivo, non straordinario, un elemento identitario che ha segnato la storia delle terre appenniniche, la loro storia di comunità, di paesaggi, di aggregati urbani e di emergenze monumentali.

Vivere coi terremoti / Living with Earthquakes’ è il motto di un progetto di ricerca e di una summer school promossi dal Dipartimento di ingegneria civile, edile e di architettura (DICEA) dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con l’Università di Cambridge e condotti con un ampio partenariato internazionale, tra cui da quest’anno il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata.

All’interno dell’ampio cratere, la nostra area di studio sarà la provincia di Fermo con la sua varietà di piccoli e medi centri collinari, che offrono un interessante campo di indagine e sperimentazione a partire dalla valutazione del grado di danno al tessuto urbano e al patrimonio architettonico e artistico.

Il terremoto, nella sua tragicità, può essere inteso come un’occasione irripetibile per riscrivere la storia di questi luoghi, a partire dai cittadini e dalla memoria delle comunità, e anche dagli archivi, dalle pietre e dalle opere d’arte. I valori identitari di questi luoghi sono profondi, il legame delle popolazioni con la propria terra è altrettanto profondo e antico. Ma il futuro impone delle scelte, e non tutto potrà essere ricostruito e rivitalizzato.

Partendo dall’esperienza dello scorso anno che ha visto – dal 25 luglio al 1 agosto - la partecipazione di oltre trenta studenti e dottorandi di ingegneria, architettura e storia dell’arte provenienti da molti atenei europei, la Summer School del 2019 propone il dialogo stretto tra le discipline scientifiche (Geotecnica, Ingegneria Sismica, Disegno e Progetto dell’Architettura, Restauro) e quelle umanistiche (Filosofia, Psicologia, Sociologia, Storia dell’arte, Storia della città e dell’architettura) nella convinzione che soltanto da un fronte cosi ampio di competenze possa essere garantito un processo duraturo ed efficace di recupero dei valori culturali e storici su cui fondare una nuova stagione di vita di questi luoghi.

Usando una formula già sperimentata di lavoro sul campo sostenuto da poche mirate lezioni sulle metodologie da applicare e sugli orizzonti teorici di cui avvalersi, i partecipanti, studenti e dottorandi delle varie discipline, racconteranno il territorio e le sue ferite attraverso l’analisi delle carte di archivio, l’impiego degli strumenti del rilievo manuale e digitale, la fotografia e i filmati, e gli strumenti del progetto alle diverse scale (dal territorio alla singola emergenza monumentale).

Il confronto tra tre insediamenti collinari – Falerone, Montefortino e Amandola – si presenta particolarmente stimolante per educare alla comprensione delle differenti forme di adattamento al luogo e alla lettura della qualità dello spazio urbano nella sequenza di strade e piazze che segnano i nodi rappresentativi della vita della comunità. L’incontro con le popolazioni locali, particolarmente provate e disorientate per la situazione di stallo che si presenta a quasi tre anni dal sisma, è un’azione complementare e strategica per comprenderne a pieno la storia e i valori tangibili e intangibili e, soprattutto, favorire una loro partecipazione alle scelte per la rivitalizzazione e la ricostruzione.

La collaborazione dell’Università di Macerata riguarderà in particolare il contributo qualificato alla comprensione della coscienza di luogo e della rilevanza della dimensione di luogo nella ricostruzione degli assetti delle comunità., in un lavoro multidisciplinare che è lo specifico di questa Summer School internazionale.

Tra i partner del progetto, oltre alla già citata University of Cambridge, sono Politecnico di Torino, University of Liverpool, Tampere University of Technology, University of Las Palmas de Gran Canaria, Silpakorn University in Bangkok, Hong Bang International University in Ho-Chi-Minh City.

 

Antonello ALICI (Università Politecnica delle Marche)
Carla DANANI (Università di Macerata)

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