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In mortem di Anna-Teresa TYMIENIECKA

Anna-Teresa Tymieniecka ci ha lasciato nella notte di venerdi 6 giugno 2014, ma della sua scomparsa nessuno potrà ripetere quello che Martin Heidegger ebbe a dire in mortem di Max Scheler: «una via della filosofia si è chiusa!» [M. Heidegger, 1975, pp. 9-10]. Tutta l’opera filosofica di A.-T. Tymieniecka è stata volta, infatti, ad aprire nuovi sentieri filosofici e a costruire una comunità di cultori di fenomenologia che quei sentieri volessero percorrere e diramare nell’immanenza alla interalità infinita dell’essere.
Sta in questa vitalità, creativa e comunicativa insieme, il segreto del successo che ha coronato la sua istancabile attività di ricerca fenomenologica, concretizzatasi nella fondazione di  The World Institute for Phenomenological Research and Learning (WPI) e delle Società internazionali affiliate: The International Society for Literature and Fine Arts, presieduta da Patricia Trutty-Coohill del Siena College di Loudonville NY e The International Society for Phenomenology and the Sciences of Life con Presidente Francesco Totaro dell’Università di Macerata.  Quasi 120 volumi della nota serie editoriale «Analecta Husserliana», oltre che le pubblicazioni della serie «Islamic Philosophy and Occidental Phenomenology in Dialogue», entrambe presso Springer, e i 37 numeri dell’annuario «Phenomenological Inquiry» documentano l’operosità della comunità fenomenologica raccolta intorno ad Anna-Teresa Tymieniecka e la fecondità scientifica della sua fenomenologia del logos ontopoietico della vita. Sebbene il WPI sia domiciliato negli Stati Uniti, ad Hanover nel New Hampshire, e si trovi di conseguenza immerso nella temperie spesso “nuovista” [A. Caillé, 1997, p. 26] di Pragmatismo e Filosofia Analitica, il pensiero che vi è maturato si è sempre nutrito di scambi costanti  e approfonditi con la più che millenaria tradizione filosofica che confluisce nella cultura italiana a partire da Parmenide di Elea, passando per San Tommaso d’Aquino, fino alle forme più recenti dell’ Italian theory [D. Gentili, 2012],  oggi giustamente da più parti rivalutata quale “pensiero vivente” [R. Esposito, 2010], portatore nell’attualità del frutto di  molteplici e complesse sedimentazioni speculative, che altrove sono state invece spazzate via.

Fu proprio il contatto sempre più stretto, sviluppatosi a partire dalla fine degli anni ’70 del Novecento, con studiosi di prestigiose istituzioni culturali e universitarie italiane,  tra le quali anche la giovane Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata, a dotare la ricerca fenomenologica del WPI, di un sicuro ancoraggio filosofico nella tradizione di The Great Chaine of Being [A.O. Lovejoy, 1964] implicata dalla Italian Difference [L. Chiesa, A. Toscano (eds.), 2009] che «non ha generato né fatto propria alcuna delle grandi rotture storiche dei tempi moderni» [M. Perniola, 1976, p. 11], essendo incline al contrario a  cercare in ciò che precede il profilo e il senso della propria attualità [R. Esposito, 2012, p. 53]. I rapporti di ricerca con l’Università di Macerata si avviarono a stabilizzazione a partire dal 1994, quando una delegazione di ricercatrici del Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane, Romana Martorelli, Daria Carloni, Cinzia Storti, Daniela Verducci, partecipò a The Fifth International Phenomenology Congress, sul tema: «Life. Phenomenology of Life as the Starting Point of Philosophy» (Parigi, 6-9 Ottobre) [A.-T. Tymieniecka, ed. by, 1997, pp. 131-142; 143-154; 155-164; 165-180]. Due anni dopo, il WPI fu ospitato dallo stesso Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane, diretto da Francesco Totaro, per il First International Congress of Philosophy/Phenomenology of Life and the Sciences of Life (19-22 Aprile 1996) [A.-T. Tymieniecka, ed. by, 1999, pp. xi-xvi, 3-509].

Seguirono nell’agosto 1998 la partecipazione di Francesco Totaro, Daniela Verducci, Christine Berthold dell’Università di Macerata, al programma del WPI al 20th World Philosophy Congress di Boston MA, e l’investitura di Francesco Totaro a Presidente della neonata The International Society for Phenomenology and the Sciences of Life. Ultimamente, nel 2011, si è poi svolto a Roma, promosso dal Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane dell’Università di Macerata insieme al Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche di Roma, il Convegno internazionale, «Sentieri fenomenologici nella Post-Modernità. Confronto con la Fenomenologia della vita di A.-T. Tymieniecka», a conclusione del quale la Tymieniecka ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana e, nel suo discorso di ringraziamento, pronunciato in lingua italiana nel giorno in cui è uscita la notizia dell’avvenuta beatificazione di Giovanni Paolo II, oggi santo, ha enunciato il suo testamento filosofico, auspicando che la ricerca di fenomenologia della vita, che finora aveva riguardato il livello terreno delle passioni umane, potesse finalmente indirizzarsi al cielo e «adempiere al compito immane di mostrare come la costituzione oggettiva dipenda da quello che io chiamo, il dinamismo architettonico geocosmico del tutto, il quale dal cielo si estende su tutta la terra, ed anche su tutto l’umano» [D. Verducci, a cura di, 2014, p. 18].

Questa stimolante eredità di ricerca teoretica resta ora affidata primariamente agli amici italiani di A.-T. Tymieniecka, che nel 2011 volle nominare Vice-Presidente del World Phenomenology Institute, Daniela Verducci dell’Università di Macerata, nella convinzione che l’entourage filosofico che circondava quest’ultima sarebbe stato il più adeguato a supportare   la grande opera di ricostruzione fenomenologica di un orizzonte d'essere adeguato alle sfide dei nostri giorni, che ella aveva intrapreso con successo.

 

DANIELA VERDUCCI

 

Riferimenti.
-       A. Caillé, Trenta tesi per la sinistra, tr. it. a cura di C. Grassi, Donzelli, Roma 1997
-       L. Chiesa, A. Toscano, ed. by, The Italian difference. Between Nihilism and Biopolitics,  Re.press, Melbourne 2009
-       R. Esposito, Pensiero vivente. Origine e attualità della filosofia italiana, Einaudi, Torino 2010
-       R. Esposito, Il made in Italy della filosofia, in: La Repubblica del  24 febbraio 2012
-       D. Gentili, “Italian Theory”. Dall’operaismo alla biopolitica, Il Mulino, Bologna 2012
-       M. Heidegger, Andenken an Max Scheler, in: P. Good (hrsg. von), Max Scheler im Gegenwartgeschehen der Philosophie, Francke, Bern 1975
-       A.O. Lovejoy, The Great Chaine of Being, Harvard University Press, Cambridge-Mass 1964
-       M. Perniola, La differenza italiana, in: «L’erba voglio», 18/19 (1976), pp. 10-15
-       A.-T. Tymieniecka (ed. by), Life. Phenomenology of Life as Starting Point of Philosophy, in «Analecta Husserliana» L (1997)
-       A.-T. Tymieniecka (ed. by), Life. The Outburst of Life in the Human Sphere, in «Analecta Husserliana» LX (1999)
-       D. Verducci (a cura di), Vie della fenomenologia nella post-modernità. Confronto con la fenomenologia della vita di A.-T. Tymieniecka, Aracne, Roma 2014 (in corso di stampa).

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