Home Eventi PROGETTO GROTTE: l'educazione ambientale in ecosistemi ipogei

PROGETTO GROTTE: l'educazione ambientale in ecosistemi ipogei

La constatazione che, almeno una volta nell’arco della frequenza nella scuola dell’obbligo, a un bambino marchigiano sia offerta l’opportunità di una visita speleologica guidata data la presenza nel territorio marchigiano di una grotta turistica di grande richiamo come il complesso di Frasassi (Genga, AN), ci ha spinto a trovare uno spazio nella formazione degli insegnanti per inserire alcune riflessioni sul “mondo di sotto”. L’ambiente ipogeo non è infatti così estraneo all’esperienza scolastica, sebbene per lo più si tratti di un approccio di tipo turistico, senza particolari ricadute sull’apprendimento curricolare. Il contatto con il mondo ipogeo e con le sue particolari caratteristiche può invece a pieno titolo contribuire al raggiungimento di obiettivi generali, nel processo formativo negli ordini di scuola che costituiscono l’obbligo, quali la maturazione dell’identità, la conquista dell’autonomia, lo sviluppo delle competenze, l'approccio al metodo scientifico (Buonanno et al. 2006; Calvigioni, Nicolini, 2008).

L’idea del progetto è stata accolta dai colleghi Claudio Ortenzi e Federico Buonanno all’interno del laboratorio di area scientifico-matematica e collocato in parte nell’ambito delle ore dedicate al tirocinio indiretto per gli studenti frequentanti il III anno del corso di Scienze della formazione primaria. Non casualmente, infatti, il Progetto Grotte ritaglia uno spazio tra dimensioni teoriche e operative, tra epistemologia e didattica delle discipline.

Il convegno organizzato lo scorso 13 ottobre è stata l'occasione per riflettere sul percorso compiuto e sui traguardi raggiunti, presentati analiticamente nel libro “Comprendere l’ambiente: riflessioni teoriche e buone pratiche in ecosistemi ipogei”, curato dalla prof.ssa Paola Nicolini (docente di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, afferente al Dipartimento di Studi umanistici) e dalla dott.ssa Sabrina Pandolfi (insegnante di scuola primaria e dottoranda presso il Dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo) raccoglie i contributi di vari autori.

Le curatrici hanno approfondito la descrizione delle teorie di riferimento, illustrato il metodo ispiratore del Progetto Grotte e le sua possibili implicazioni in termini di apprendimento significativo.

La finalità del convegno ha interpretato pienamente lo spirito dell'intero Progetto Grotte, in cui interdisciplinarietà e scientificità dei percorsi formativi, accanto a passione, amicizia, legami forti e molta collaborazione, sono state le parole chiave del Progetto. Il Convegno ha permesso di  raccogliere la numerosa documentazione raccolta durante i dieci anni di lavoro, rendendo omaggio anche allo speleologo e amico Alfredo Campagnoli, che è stato il principale appassionato animatore e assertore della educazione ambientale legata ai sistemi ipogei. Alfredo ci ha lasciati  precocemente, mentre cercava di tutelare un acquedotto sotterraneo di valore storico sito in Recanati.

Paola Nicolini, docente di psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione, speleologa per antica passione. Da anni si occupa di formazione degli insegnanti ed è dall'incrocio tra ruolo professionale e interessi personali che nasce il Progetto Grotte.

Sabrina Pandolfi, insegnante e dottoranda all'Università di Macerata, si è appassionata alla speleologia durante la prima edizione del Progetto Grotte, al quale ha partecipato in qualità di studentessa. Ha elaborato la prima tesi di laurea sul tema e da allora è speleologa convinta.

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