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Nunzio BOMBACI, Per una medicina dialogica

Il presente volume è l'esito della rielaborazione operata da Nunzio Bombaci di una parte della propria tesi di dottorato in Filosofia e Teoria delle Scienze Umane ("La nozione di 'urdimbre' nel pensiero di Juan Rof Carballo, tra medicina e antropologia"), discussa presso l'Università di Macerata nel 2015 .

Il testo offre una panoramica ampia quanto scorrevole dell’intera opera del medico internista e psicosomatologo Juan Rof Carballo, spiccando nella singolare capacità di riverberarne l’“anima” attraverso lo stile esplicativo e l’esaustività dei contenuti. Il testo di Nunzio Bombaci ripropone nella medesima sua struttura quel proficuo ascolto che l'intelletto discorsivo/razionale – legato all'emisfero sinistro del cervello – può operare verso l'intelligenza lirica, la quale esprime poeticamente la misteriosa poliedricità del vivere umano – attività legata all'emisfero destro. In ciò l'autore ripresenta il tema centrale dell'indagine rofiana, in cui si auspica l'integrazione dialogica dei due poli cerebrali per raggiungere la maturità e l'emancipazione del soggetto, fra la ricerca del Sé e le varie destabilizzazioni epistemologiche nel panorama storico/sociale del Novecento, contro la schematizzazione dell'animo umano in un io amorale e calcolante senza profondità emotiva né distensione temporale.

Il libro di Nunzio Bombaci, diviso in sei capitoli, con introduzione e conclusione, è una fedele indagine scientifica che presenta in tutta la sua estensione uno studioso dai molteplici interessi cognitivi e in dialogo con variegati ambiti del sapere, attraversando studia humanitatis, anatomia, epistemologia, psicologia e storia biografica e sociale in una ordinata coerenza – che mostra peraltro una polivalente preparazione dell'autore dell'opera qui recensita. L'organica estensione di saperi dovrà infatti essere anche il background epistemologico necessario per lo stesso psicoanalista, che solo così può relazionarsi al paziente in un amore conoscitivo all'altezza della complessità del singolarissimo individuo con cui entra in un mutuo coinvolgimento dialogico.

La psicoanalisi così fungerà anche da lente critica per i sistemi epistemologici, guarendoli dall'eccessiva rigidità dogmatica che li trasforma appunto in patologie del pensiero istallate nell’inconscio collettivo ad opera delle dinamiche sociali. Vi sarebbe addirittura una radice narcisistica dietro la deriva ideologico/totalizzante che genera tali sistemi, e lo scienziato risentirebbe di propensioni estetiche nel determinare il suo sistema di spiegazioni. Ma la psicoanalisi si ripiega riflessivamente anche su se stessa e il libro di Nunzio Bombaci lo espone brillantemente: Sigmund Freud sarebbe vittima della distorsione del mito edipico che egli stesso pone a teoria generale della maturazione psichica dell’individuo. A giudizio di Rof Carballo, infatti, il capostipite della psicoanalisi non avrebbe superato realmente il suddetto nodo affettivo, vedendo «nel re di Tebe innanzitutto l’incestuoso e il parricida anziché l’abbandonato, ovvero l’uomo privo di una solida urdimbre» – quest'ultimo termine, originale primizia teorica rofiana, indica quella costituzione relazionale generativa dell’identità in crescita del singolo in connessione emotiva con l’ambiente familiare e sociale in cui questi nasce e vive. Freud risulterebbe così anch'egli un padre da uccidere da parte dei suoi continuatori, pur avendo meritoriamente concepito per primo la terapia del disturbo mentale come un incontro col malato sul piano del linguaggio.

Il libro riflette correttamente la complessità dei piani del discorso e le difficoltà di ordine argomentativo che a volte sembrano penalizzare il pensiero di Rof Carballo, presentando proprio in questo limite l'anima del medico galiziano e riuscendo appieno a ridisegnare l'intero mosaico del suo pensiero, difficilissimo da sintetizzare.

La conclusione di Nunzio Bombaci accentra i nodi morali ed esistenziali dell'opera rofiana, svolgendoli finalmente in maniera più marcatamente critica, seppur brevemente, e con garbo analitico. Si auspicherebbe infine con Rof Carballo un “re-incantamento” del mondo attraverso una scienza che attesti come, sorprendentemente, dal caos per via di “attrattori strani” emergano «livelli sempre più elevati di ordine e complessità». Ma forse manca anche qui la condizione necessaria affinché sopravviva la “questione prima” per dischiudere una visione meravigliosa più che meravigliata dell’essere e dell’uomo, ossia l’istanza metafisica e religiosa del reale come possibilità che l'essere non sia per caso.

 

Nunzio Bombaci, Per una medicina dialogica. Juan Rof Carballo scienziato e filosofo, Orthotes, Napoli-Salerno, 2015, pp. 260, Euro 18,00.

 Tommaso GIRI

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