Home Aggiornamenti Storia della Filosofia Antica

Storia della Filosofia Antica

Un percorso bibliografico, a cura di Arianna Fermani, sulle opere pubblicate nel 2011, articolato in Traduzioni e Studi critici

I. Traduzioni

Achilli M. (a cura di), Seneca L. Anneo, De Ira (liber 1º), Cerebro, Milano.

Bluck R.S. (ed.), Plato's Meno, Cambridge University Press, Cambridge.

Curnis M.; Besso G. (a cura di), Aristotele. La politica. Libro I, L'Erma di Bretschneider, Roma.

Ferrari F. (a cura di), Platone, Teeteto, Bur, Milano.

Il "Teeteto", dialogo dalla struttura complessa e affascinante, che tratta del tema della conoscenza, presenta una straordinaria ricchezza filosofica e una quantità di temi che saranno destinati a scandire l'intero corso del pensiero occidentale. Protagonista del dialogo è un Socrate ormai anziano, settantenne, che si appresta ad affrontare il processo che lo condurrà alla morte; al suo fianco, Teodoro, amico di Platone, e il giovane Teeteto, figura misteriosa, presentato come matematico eccezionale, che Socrate accompagnerà in un lungo percorso dialettico ed ermeneutico a raggiungere un nuovo sapere. Franco Ferrari nell'ampia introduzione mette in luce i problemi e le molteplici interpretazioni di questo dialogo nel corso dei secoli, offrendo nel commento gli strumenti per conoscerne le infinite sfaccettature.

Kobush T.-Erler M. (eds.), Gorgias: Griechisch/Deutsch, Reclam Philipp Jun., Lipsia.

Janko R. (ed.), Philodemus, on Poems, Books 3-4: With the Fragments of Aristotle, on Poets, Oxford University Press, Oxford.

Lombardo S. (ed.), Parmenides and Empedocles: The Fragments in Verse Translation, Wipf & Stock Publishers, Eugene.

Müller J. (ed.), Platon: Phaidon, Academia Verlag, Sankt Augustin.

Radice R. (a cura di), Aristotele, Fisica, appendice bibliografica e lessicografica a cura di L. Palpacelli, Bompiani, Il Pensiero Occidentale, Milano.

Tarrant H. (ed.), Proclus: Commentary on Plato's Timaeus: 1, Cambridge University Press, Cambridge.

Verzura E. (a cura di), Orfici, Testimonianze e frammenti, Bompiani, Il Pensiero Occidentale, Milano.

II. Studi critici

Bocchi G., Philosophia medica e medicina retorica in Seneca. La scuola Pneumatica, l'ira, la melanconia, Vita e Pensiero, Milano.

Botter B., Aristotele e i suoi dèi. Un'interpretazione del III libro del De Philosophia, Carocci, Roma

La molteplicità di lineamenti assunta dalla teologia aristotelica nell'insieme delle opere del Corpus e spesso all'interno di una stessa opera ha provocato un certo disagio, spesso accompagnato da una pungente polemica, tanto fra gli interpreti antichi di Aristotele, quanto fra i medievali e i moderni. In epoca antica, l'atteggiamento politeistico di Aristotele provocò disorientamento nell'epicureo Velleio. Teologi cristiani e musulmani utilizzarono la dottrina teologica di Aristotele per fondare la visione monoteistica della divinità, benché le differenze con il Dio della Bibbia fossero sotto gli occhi di tutti. Questo divenne un pretesto per scatenare una campagna di denigrazione contro lo Stagirita. Al-Gazali e Lutero ricoprirono Aristotele degli insulti più feroci, benché già Petrarca si fosse alquanto lasciato andare. La tradizione moderna cercò di assumere un atteggiamento più sfumato malcelando un sentimento di rassegnazione. Attraverso l'analisi dei frammenti del libro in dell'opera "Sulla filosofia" l'autrice prova a ristabilire la verità storica: Aristotele non voleva essere un teologo e la teologia era da lui ritenuta una narrazione poetica sui "viventi immortali e felici". Il filosofo antico usa il termine "dio" solo come attributo che può essere predicato ad enti differenti, a patto che essi occupino un grado di eccellenza. I pezzi del mosaico, rimessi insieme in quest'ottica, restituiscono così l'immagine aristotelica di "un dio", ma non di "Dio".

Centrone B., Studi sui problemata physica aristotelici, Bibliopolis, Napoli.

I "Problemata physica" sono forse, nonostante l'ampiezza del materiale in essi contenuto, il trattato meno studiato del corpus aristotelicum. Questo disinteresse appare tuttavia ingiustificato alla luce della fortuna avuta da quest'opera nel corso dei secoli, non solo nell'antichità, ma anche nel medioevo e nel rinascimento (si pensi al celebre Problema XXX 1 sulla melancolia). Sebbene i Problemata non siano, per la maggior parte, direttamente attribuibili ad Aristotele, l' ispirazione genuinamente aristotelica di quest'opera costituisce un dato altrettanto certo. Già in precedenza esistevano scritti costituiti da questioni riguardanti i fenomeni fisici e le loro cause, ma fu Aristotele a porre per primo le basi per il costituirsi del Problema come autonomo genere letterario-filosofico. I saggi riuniti in questo volume esaminano a vario titolo i rapporti dei trattati con le opere di Aristotele e con le dottrine del Peripato, cercando di mostrare come strumenti e categorie concettuali della filosofia aristotelica abbiano interagito con le conoscenze derivanti da altri ambiti, e tentando di ricostruire il contesto e i momenti storici di queste interazioni.

Courcelle P., Conosci te stesso. Da Socrate a san Bernardo, traduzione e introduzione di F. Filippi, presentazione di G. Reale, Vita e Pensiero, Milano.

L'esortazione "conosci te stesso" è stata a lungo e da più parti ripresa nel corso della storia del pensiero, assumendo carattere paradigmatico in termini morali e filosofici. Il motto, scritto sulla facciata del tempio di Apollo a Delfi per ricordare all'uomo la propria finitezza nell'approssimarsi al dio, fu assunto da Socrate quale perno del suo sistema filosofico. Esso ha attraversato nei secoli la cultura occidentale con influssi di enorme portata e, sotto certi aspetti, senza paragoni. Ne è la dimostrazione quest'opera di Pierre Courcelle, dedicata alla straordinaria Wirkungs-geschichte del precetto delfico, ricostruita attraverso i testi essenziali a esso riferiti, da Senofonte e Platone fino al secolo XII, con uno sguardo anche agli autori moderni e contemporanei. Ciò consente di individuare la linea di trasmissione del "conosci te stesso" nel passaggio dall'antichità pagana alla prescolastica cristiana, da una riflessione strettamente filosofica a una dimensione metafisico-teologica che va oltre l'orizzonte socratico. Nell'ambito di questa continuità, il lavoro di Courcelle mette in luce e distingue le tematiche, i percorsi e i progressi della riflessione antropologica sulla grandezza e sulla miseria dell'uomo ponendosi come fondamentale riferimento per chiunque sia interessato alla storia della conoscenza umana)

D’Anna N., Il neoplatonismo. Significato e dottrine di un movimento spirituale, Il Cerchio (collana Homo absconditus), Rimini.

De Vita M. C., Giuliano imperatore filosofo neoplatonico, Vita e Pensiero, Milano.

Da sempre considerato una delle figure più affascinanti del paganesimo tardoantico, per il suo sogno impossibile di riportare in auge gli antichi dèi in un mondo già permeato dal cristianesimo, l'imperatore Giuliano l'Apostata per lungo tempo non ha goduto di buona fama presso gli storici della filosofia. Il presente volume è un'esplorazione sistematica alle radici del suo pensiero, ricostruito dai molteplici spunti presenti nei discorsi, nelle lettere e nei frammenti dell'opuscolo "Contro i Galilei". Attraverso un confronto dettagliato con le dottrine dei filosofi del lll-V secolo, Maria Carmen De Vita intende restituire a Giuliano la sua esatta collocazione nel panorama del neoplatonismo tardoantico e, soprattutto, verificare come l'aspetto più discusso del suo breve periodo di governo, ossia la controversa lotta ai Galilei, non sia che la pars destruens di un progetto più impegnativo, comprendente, nelle intenzioni del princeps, una pars costruens altrettanto ambiziosa: l'istituzione di una nuova teologia-liturgia ellenica in cui gli antichi culti, riproposti in una cornice metafisica largamente ispirata al neoplatonismo, possano offrire una valida alternativa alla dirompente originalità del monoteismo cristiano. Prefazione di Franco Ferrari.

Di Giuseppe R., Le Voyage de Parménide, Orizons, Paris.

Ferrari G. R., Città e anima nella «Repubblica» di Platone, revisione e introduzione di L. Palpacelli, postfazione di M. Migliori, Morcelliana, Brescia.

È difficile circoscrivere in un volume la ricchezza di un dialogo da sempre oggetto di dibattito, qual è la "Repubblica" di Platone. Ferrari intende presentare i nodi fondamentali di quest'opera discutendola nella sua interezza, intrecciando tematiche e passi anche tra loro apparentemente assai lontani, e vi riesce individuando due linee compositivo-argomentative come filo rosso di tutti i libri del dialogo. La prima è il ruolo storico e drammaturgico assunto dai due fratelli di Platone, Glaucone e Adimanto; un ruolo messo a fuoco nella Lettura prima, che fa da introduzione alle tre restanti, soprattutto con riflessioni originali che inquadrano i due giovani nello scenario politico-sociale del loro tempo. La seconda è l'analogia anima-città che, a partire dalla Lettura seconda, diventa la sua stessa chiave interpretativa della Repubblica. A emergere è l'importanza di questo dialogo non soltanto come testo politico ma anche e soprattutto morale: nell'analogia anima-città si scorge l'asimmetria tra l'umano e il divino, la condizione degli uomini tesi a imitare un modello pur sapendo che esso realizza una perfezione mai del tutto raggiungibile. La perfezione, che è solo della condizione divina, viene ribadita dall'ordine di ubbidire al 'nous', alla nostra anima immortale, sia per la sfera pubblica sia per quella personale.

Fine G., The Oxford Handbook of Plato, Oxford University Press, Oxford.

Frede D., Platons Phaidon: Der Traum von der Unsterblichkeit der Seele, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt.

Hackworth R., Plato's Examination of Pleasure: A Translation of the Philebus, Cambridge University Press, Cambridge.

Kenneth M. Sayre, Metaphysics and Method in Plato's Statesman, Cambridge University Press, Cambridge.

Iakovos V., Aiming at Virtue in Plato, Cambridge University Press, Cambridge.

Irrera E., Il bello come causalità metafisica in Aristotele, Mimesis, Milano-Udine.

Può la ricerca della bellezza orientare la strutturale tensione dell’uomo verso la conoscenza? Può la bellezza stessa offrire una via d’accesso alla struttura e alla comprensione umana del bene? Il presente studio si propone di rispondere a tali quesiti offrendo un parziale tentativo di ricostruzione del ruolo giocato dal bello (to kalon) nella metafisica e cosmologia aristoteliche. Verrà inoltre presentato un caso particolare che, a giudizio dell’autrice, rende particolarmente visibile l’applicazione della nozione del “bello” (concepita come vera e propria forma di “causalità”), ad una sfera di carattere squisitamente pratico: quella dell’azione legislativa virtuosa descritta in alcuni frammenti del Protreptico. Scopo del libro è quello di mostrare che il bello, anziché costituire una statica proprietà degli oggetti, si rivela un fattore attivamente operante in natura, prefigurando per di più la possibilità di un agire pratico umano improntato alla contemplazione intellettuale dei princìpi di bellezza.

MacCoy M., Plato on the Rhetoric of Philosophers and Sophists, Cambridge University Press, Cambridge.

Machuca D.E. (ed.), New Essays on Pyrrhonism, Brill, Leida.

Metaxas E., Socrates in the City. Conversations on "Life, God, and Other Small Topics", Penguin Group, Harmondsworth.

Napolitano Valditara L. M., Pietra filosofale della salute. Filosofia antica e formazione in medicina, a cura di F. Fermeglia, QuiEdit, Verona.

Il volume rielabora i contributi offerti da una filosofa nell'arco di sei anni ad operatori sanitari (medici e infermieri). I testi meditati sono tratti per lo più dal pensiero antico e mostrano come vi si trovi materia proficuamente utilizzabile anche nell'approccio a problemi odierni. Sono trattate anzitutto le nozioni di 'salute' e 'cura' e quella di una distribuzione equa del bene stesso 'salute'; si riflette poi sull'impiego in campo sanitario della 'narratività' (medicina narrativa) e sui problemi del dolore e della morte. Il volume, diretto non solo ad addetti ai lavori (filosofi od operatori sanitari), documenta una 'pratica filosofica': cioè l'impiego di testi e nozioni propri della filosofia antica in un campo - quello della salute, del dolore e della stessa morte - che ci coinvolge tutti in modo profondo e dove occorre oggi riguadagnare un modo dell''esser sani' e dello stesso 'darsi cura' non declinabili in senso solo tecnologico.

Pakaluk M., Moral Psychology and Human Action in Aristotle, Cambridge University Press, Cambridge.

Packwood J., Plotinus and the One: A Mystical Union, LAP Lambert Academic Publishing, Saarbrücken.

Peramatzis M., Priority in Aristotle's Metaphysics, Oxford University Press, Oxford.

Peterson S., Socrates and Philosophy in the Dialogues of Plato, Cambridge University Press, Cambridge.

Plücker F., Sophistik und die Sophisten & Platons Dialog "Protagoras", Grin Verlag, München.

Reale G., Invito al pensiero antico, a cura di V. Cicero, La Scuola, Brescia.

Remes P., Plotinus on Self: The Philosophy of the 'We', Cambridge University Press, Cambridge.

Rossetti L. Le dialogue socratique, avant-propos de François Roustang, Les Belles Lettres, Paris.

Sedley D., La levatrice del platonismo. Testo e sottotesto nel Teeteto di Platone, Vita e Pensiero, Milano.

Il Teeteto, unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori platonici e testo fondamentale nella storia dell'epistemologia, è anche un dialogo su cui molto si è dibattuto nel corso dei secoli. Ci si è persino domandati se in esso Platone abbia voluto sostenere i suoi insegnamenti metafisici o, al contrario, prendere la distanza da essi. David Sedley, profondo conoscitore della filosofia antica, ce ne offre una rilettura acuta e innovativa, che propone una soluzione ai vari "misteri" che tradizionalmente accompagnano la lettura di quest'opera. Partendo dalla netta distinzione tra l'autore del dialogo, Platone, e il suo protagonista, Socrate, il Teeteto si rivela un dialogo rivolto a lettori che conoscono le dottrine del Platone maturo per dimostrare come queste non rappresentano l'abbandono dell'eredità socratica, ma il loro naturale sviluppo. In altre parole, per usare un'immagine resa famosa proprio da questo dialogo, il Socrate del Teeteto appare come "la levatrice" del platonismo, come colui che prepara il terreno per lo sviluppo della successiva metafisica platonica. Una tesi intrigante in un libro godibile, con una struttura agile, scritto con uno stile chiaro e immediato, che lo rendono accessibile a chiunque abbia interessi per la filosofia antica e voglia approfondire la conoscenza di Platone e del suo rapporto con Socrate.

Tell H., Plato’s Counterfeit Sophists, Center for Hellenic Studies, Harvard University, Washington.

Togni P., Conoscenza e virtù nella dialettica stoica, Bibliopolis, Napoli.

Wade M., The Last Stoic, Hidden Brook Press, Brighton.

inAteneo

InATENEO