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Filosofia della religione: un percorso bibliografico, a cura di CARLA CANULLO

Adriano Fabris, Filosofia delle religioni. Come orientarsi nell’epoca dell’indifferenza e dei fondamentalismi, Carocci, Roma 2012.
Questo volume si caratterizza per il percorso seguito per la discussione di alcune questioni cruciali negli studi filosofico-religiosi. Differenziandosi da altre pubblicazioni che affrontano la questione da un punto di vista prevalentemente storico o centrandole su singoli autori, dopo un primo capitolo nel quale sono messi a tema i punti focali del titolo, ossia pluralità delle religioni, fondamentalismi religiosi e indifferenza religiosa, e dopo un secondo capitolo nel quale sono ripercorsi i momenti della frequentazione di filosofia e religione in epoca antica, cristiana, moderna e contemporanea, Fabris affronta la questione epistemologica concernente lo statuto della “filosofia delle religioni”. Lo fa seguendo un duplice cammino, il primo che interroga le condizioni di possibilità di un percorso filosofico riguardante i vari contesti religiosi, il secondo che s’interroga sulla possibilità di individuare contenuti che, precipuamente, contraddistinguono la religione. E ciò partendo dalla riflessione sul termine stesso di “religione”, sia sulla sua funzione categoriale, sia sulle forme istituzionali nelle quali si realizza. Presentando nel quarto capitolo alcuni “modelli di filosofia delle religioni” (la teologia filosofica, la filosofia religiosa, l’interpretazione filosofica dell’esperienza religiosa e la filosofia ermeneutica delle religioni), l’autore non si limita a tracciare una linea di cesura tra una parte storico-epistemologica e una seconda nella quale le questioni vengono affrontate in un serrato dibattito con la filosofia contemporanea (in particolare con la filosofia analitica della religione, sulla quale convergono oggi molte ricerche), ma traccia il percorso nel dipanarsi di questioni filosofico-religiose di cui svolge l’intima vitalità. Basti, quale rapido cenno esemplificativo, l’incipit del secondo capitolo, dove tale vitalità si esprime nella proposta di un nodo complesso che Fabris propone all’attenzione di chi s’avanza in questi studi: l’attrazione e la ripulsa che hanno marcato la storia della filosofia e la storia delle religioni. Una storia non irenica ma non per questo delimitata dal solo contrasto o ripulsa: se quest’ultima è stata motivata dalla diffidenza della filosofia nei riguardi di un “già dato religioso” da accogliere preliminarmente, l’attrazione si dà per l’inevitabile “mancanza” che filosofia e religione reciprocamente trovano in sé nell’"approcciare il mondo e i suoi problemi”, mancanza di un “qualcosa” che, tuttavia, l’una riconosce nell’altra. Così, filosofia e religione possono completarsi nella capacità di argomentare in vista dell’universalizzazione della prima, e nella capacità di coinvolgimento e motivazione della seconda. Infine, in una temperie culturale in cui la pluralità di fatto delle religioni apre a un astratto “supermercato delle religioni”, in cui assistiamo all’emergere di vari fondamentalismi e a una sempre più diffusa indifferenza religiosa, i compiti di filosofia e religione s’incrociano nella questione della ricerca di senso che, in modo diverso, le anima entrambe. In tale ricerca l’utilità “pubblica” della filosofia delle religioni si palesa nella promozione di relazioni tra diversi mondi religiosi senza limitarsi alla loro pura descrizione ma promuovendo l’attuazione stessa di tali relazioni. Promozione di relazioni che si danno sempre al plurale, così come al plurale si suggerisce di scrivere il lemma “filosofia delle religioni”, ad indicare che la religione si manifesta sempre in tale forma plurale; che, ancora, la varietà della sua manifestazione sfugge alla totalizzazione della filosofia; che, infine, una relazione tra i due ambiti, anche per questo loro “dirsi in molti modi” irriducibile e vitale, resta sempre una prospettiva aperta e variamente possibile.

Jean Grondin, Introduzione alla filosofia della religione, Queriniana, Brescia 2011.
Religione e filosofia sono accomunate dalla ricerca di senso: è la tesi proposta da Jean Grondin in questo volume che individua una precedenza della religione sulla filosofia e, dunque, una derivazione di questa seconda dalla prima. Tale carattere “secondo” della filosofia ha fatto sì che essa si definisse, con Platone, come critica della tradizione mitica. Critica che, nel tempo, ha intrapreso anche la strada del “discredito totale” del religioso e della demitizzazione o, nell’epoca odierna, di ciò che Grondin definisce “nominalismo del mondo contemporaneo”, il quale nega alla religione ogni originarietà, intendendola come “costruzione culturale che si aggiunge a una realtà” che soltanto la scienza fisica conosce adeguatamente. Contestando questa posizione, dopo aver definito la religione come culto credente, l’autore ne rimarca il tratto fortemente simbolico che, lungi dall’essere una elaborazione culturale, appartiene in modo precipuo al mondo, il quale è un insieme di rimandi simbolici che la scienza riduce perché è incapace di coglierli, essendo il reale “di per sé significante”.

Marco Ravera, Introduzione alla filosofia della religione, Utet, Torino 2008.
“Filosofia della religione” non è “filosofia religiosa”, e la filosofia deve mantenere, anche di fronte al fatto religioso, il distacco necessario per un’interrogazione condotta con metodo “critico, analitico, ermeneutico o quant’altro si voglia”: è la posizione che fin dall’inizio del volume l’autore annuncia, collocandosi poi nel filone ermeneutico senza trascurare mai di dar conto di posizioni differenti. Pur nascendo e sviluppandosi in ambito occidentale e cristiano, la filosofia della religione non può né deve ignorare altre prospettive o svilirne le differenze ma, anzi, riconoscendo la diversità come “prospettiva particolare sulla comune verità”, deve prospettare “la faticosa riscoperta della verità come radice comune”. Ravera si allontana da una visione “oggettivistica” della verità per proporne una individuata sulla scia dell’ermeneutica heideggeriana,  gadameriana e dell’opera di Luigi Pareyson, scegliendo di parlare di “esperienza religiosa” in luogo di fatto o fenomeno religioso. Esperienza religiosa che si sottrae all’oggettivazione suddetta e la cui chiarificazione ermeneutica rappresenta il cuore della proposta di questa introduzione alla filosofia della religione, ovvero di un’ermeneutica che invita il pensiero all’umiltà e all’abbandono di ogni protervo possesso della verità, capace di animare e guidare anche la reciproca apertura della religione verso la filosofia e della filosofia verso la religione. E proprio la discussione della loro reciproca complementarietà nella differenza chiude la prima parte del volume, “Nozioni generali”, introducendo alla seconda parte, “Svolgimento storico”, nella quale vengono presi in esame alcuni tra i luoghi centrali dell’incontro di filosofia e religione ma, anche, della crisi di tale incontro.

Filosofia della religione oggi? «Archivio di Filosofia», LXXV (2007)
L’“Archivio di Filosofia”, rivista fondata da Enrico Castelli, diretta da Marco Maria Olivetti fino alla sua prematura scomparsa e che oggi prosegue con la direzione di Stefano Semplici e Pierluigi Valenza, fin dagli anni ‘30 dello scorso secolo ha rappresentato un punto di convergenza della ricerca in “Filosofia della Religione”. Il volume raccoglie saggi in cui le questioni storiche si svolgono insieme a quelle teoretiche e metodologiche, provocando studiosi italiani e stranieri su tematiche che, in modo originale, confluiscono nel ricco campo teoretico della “Filosofia della Religione”.

Pio Colonnello, Pasquale Giustiniani, Ragione e rivelazione: introduzione alla filosofia della religione, con premessa di Adriano Fabris, Borla, Roma 2003.

Alberto Caracciolo, La religione come struttura e come modo autonomo della coscienza, il melangolo, Genova 2000, con introduzione di Giovanni Moretto  (prima edizione : 1965)

Italo Mancini, Filosofia della religione, Marietti, Genova 1991.

Questioni e Prospettive

Virgilio Melchiorre, Il nome impossibile. Saggi di metafisica e di filosofia della religione, Vita & Pensiero, Milano 2011

Jean Héring, Fenomenologia e religione, a cura di G. di Salvatore, presentazione di Roberta de Monticelli, Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, Verona 2010.

Roberto Celada Ballanti, Pensiero religioso liberale. Lineamenti, figure, prospettive, Morcelliana, Brescia 2009.
"Pensiero religioso liberale" è una categoria poco conosciuta o confusa con "teologia liberale". Il libro traccia un rigoroso profilo storico e teoretico di questa tradizione che attraversa la modernità. Se le origini sono nell'Umanesimo, con i dialoghi ecumenici di Nicolò Cusano, la sua storia si intreccia con il tentativo di affermare i principi della libertà religiosa e della tolleranza nel mezzo dell'Europa dilaniata dalle guerre confessionali. Tra i protagonisti vi sono filosofi, riformatori e mistici: Pico della Mirandola, Erasmo da Rotterdam, Sebastian Franck, Sébastien Castellion, Giordano Bruno... Pur con accenti diversi, in ciascuno di loro è riconoscibile un denominatore comune: il religioso, lungi dall'essere ciò che divide gli uomini, sgorga dalla natura profonda dell'umano, dalla sua coscienza, quale che sia il luogo in cui capita di vivere. Per il pensiero religioso liberale, quindi, il religioso è un “a priori”, un trascendentale connaturato all'uomo: un orizzonte di senso che può assumere vari nomi, e ha la sua ragion d'essere nel giustificare, redimendola, la vita di fronte agli enigmi dell'esistenza, siano essi il male o la sofferenza dell'innocente. Una prospettiva sviluppata da Lessing, Kant, Schleiermacher, Jaspers e che, per l'autore, oggi aiuta a orientarsi tra secolarizzazione e fondamentalismi, tra pluralismo delle fedi e nichilismo.

Roberto Celada Ballanti, Domenico Venturelli, Giovanni Moretto, filosofo della religione, Morcelliana, Brescia 2008.

Andrea Aguti, Autonomia ed eteronomia della religione: Ernst Troeltsch, Rudolf Otto, Karl Barth, Cittadella, Assisi 2007

Andrea Aguti, Henry Duméry: filosofia della religione e critica del cristianesimo, Morcelliana, Brescia 2004.

George Wilhelm Hegel, Lezioni di filosofia della religione, ed. it. a cura di S. Achella, R. Garaventa, Guida, Napoli 2003-2011.
Traduzione italiana dell’edizione critica (approntata da W. Jaeschke) delle Lezioni di Filosofia della Religione di Hegel uscita in Germania nel 1983. Questa edizione in tre volumi (dedicata rispettivamente a Il concetto della religione, La religione determinata e La religione assoluta) presenta, per ciascuna delle tre parti,il testo dei corsi del 1821 (manoscritto di Hegel), 1824,1827 e 1831, permettendo una visione d'insieme dello sviluppo della riflessione filosofico-religiosa hegeliana durante il periodo d'insegnamento a Berlino.

Giovanni Ferretti, Filosofia e teologia cristiana. Saggi di epistemologia ermeneutica, Edizioni Scientifiche italiane, Napoli 2002; vol. I: Questioni; vol. II: Figure.

Ernst Troeltsch, Scritti di Filosofia della religione, a cura di S. Sorrentino, Filema, Napoli 2002.

Filosofia della religione – ambito analitico

Mario Micheletti, La teologia razionale nella filosofia analitica, Carocci, Roma 2010.
Nell’ambito della filosofia analitica, una certa attenzione è volta alla discussione degli argomenti sull’esistenza di Dio e della determinazione degli attributi divini. Micheletti, nel suo testo, mostra in che modo e perché in tale ambito sia nata e si stia sviluppando tale attenzione, e lo fa seguendo una via al contempo storica e sistematica. L’autore, infatti, mette in luce le radici storiche degli sviluppi più attuali della filosofia analitica della religione e della metafisica analitica e, al contempo, pone attenzione allo sfondo realistico e alla struttura logica dei principali argomenti teistici di recente proposti. Rendendo conto degli sviluppi della filosofia analitica contemporanea, dopo la disamina dei rapporti, sempre nel contesto analitico, tra filosofia della religione, teologia razionale e teologia filosofica, Micheletti presenta e discute le formulazioni più recenti dell’argomento ontologico, dell’argomento cosmologico e di quello teleologico, concludendo con un capitolo dedicato alle prove dell’esistenza di Dio.

Mario Micheletti, Filosofia analitica della religione. Un’introduzione storica, Morcelliana, Brescia 2002.

Kurt Gödel, La prova matematica dell’esistenza di Dio, a cura di Gabrielle Lolli e Piergiorgio Odifreddi, Bollati Boringhieri, Torino 20102.
Uscito per la prima volta nel 2006, segnaliamo questo testo centrale nella discussione delle prove dell’esistenza di Dio nell’ambito analitico della filosofia della religione. Nel volume sono pubblicate anche delle appendici che ricostruiscono il contesto storico in cui il volume è stato pubblicato e il dibattito che ha suscitato.

Christopher Hughes, Filosofia della religione. La prospettiva analitica, Laterza, Roma-Bari 2005.

Philip L. Quinn, Charles Taliaferro (edd.), Companion to Philosophy of Religion, Blackwell, Oxford-Malden 2000.

Filosofia della religione in Europa

Peter Fischer, Philosophie der Religion, Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 2007.

Bernhard Welte, Dal nulla al mistero assoluto. Trattato di Filosofia della religione (1962-1973), a cura di A. Rizzi, Lampi di stampa, Milano 2000.

Jean Greisch, Le Buisson ardent et les lumières de la raison, Cerf Paris 2002-2004 ; vol. I : Héritages et héritiers du XIX siècle ; vol. II : Les approches phénoménologiques et analytiques ; vol. III : Vers un paradigme analytique.

Siti di associazioni e centro studi di filosofia e religione:

http://www.aifr.it: sito dell’Associazione italiana di Filosofia della Religione

http://www.fondazionecsfg.it: sito del Centro studi Filosofi di Gallarate

http://www.pareyson.unito.it: sito del Centro Studi Filosofico-religiosi  "Luigi Pareyson"

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