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OSARE LA RICERCA. Nuovi mondi del sapere per un mondo globale

Maria Chiara CARROZZA Ordinario di bioingegneria industriale Scuola S.Anna (Pisa)
OSARE LA RICERCA. Nuovi mondi del sapere per un mondo globale

Maria Chiara Carrozza

 

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Fiorella de Ciocchis
Fiorella de Ciocchis :
30/05/2018 09:38

Ho verbalizzato quanto emerso nel mio gruppo di lavoro.

GRUPPI 1 e 2
Carla Danani, Mara Cerquetti, Simone Betti, Carlo Pongetti, Marta Di Ruscio, Cristina Cutolo, Luigi Alici, Aldo Caldarelli, Marco Fiori, Fiorella de Ciocchis, Milena Gentili, Carlo Alberto Bentivoglio, Katia Giusepponi, Cinzia De Santis

Nel gruppo è emerso quanto sia proficuo il confronto informale al fine di analizzare la situazione dell’Ateneo ed elaborare proposte concrete. Momenti come questi andrebbero incoraggiati e istituzionalizzati, al fine di aprire nuove prospettive in tutti i settori, e nel caso specifico per riflettere sugli aspetti politici e organizzativi che l’Ateneo può mettere a punto per la partecipazione a reti di ricerca, per la presentazione di progetti, per l’inserimento in contesti nazionali ed internazionali di alto livello.

Le domande aperte nel gruppo sono state numerose:
- Come vediamo l’attività di ricerca del nostro ateneo nei suoi punti di forza e di debolezza?
- Che passi possiamo fare? In che direzione?
- Quale è il ruolo dei ricercatori e come andrebbe pensato il ruolo di supporto del personale tecnico-amministrativo? Come ripensare il lavorare insieme?
- Come pensare il nuovo in funzione generativa per il nostro territorio e la nostra società?
- Come applicare all’esperienza pratica gli stimoli raccolti negli Stati Generali?
- Come coniugare gli slanci multidisciplinari, transdisciplinari, metadisciplinari e antidisciplinari in un sistema ANVUR che valuta i professori e i dipartimenti su base iper-specialistica?
- Come rivalutare il ruolo delle Scienze Socio-Umanistiche rispetto alle Scienze Applicate?
- Quale modalità organizzativa pensare per l’Università di Macerata al fine di qualificare le attività di Ricerca?
- Come prepararci ad una prospettiva di medio termine secondo cui anche in Italia, come in molti altri paesi europei, i professori saranno valutati non solo per i prodotti della ricerca ma anche per la loro capacità di attrarre fondi dall’esterno?

Non potendo approfondire ogni questione, il gruppo ha pensato di proporre alcune idee, da elaborare con tempi di riflessione più lunghi:
1. Nel 2013 Unimc ha vissuto l’esperienza dei Bandi di Ateneo per progetti di ricerca: si potrebbe ripetere questa buona pratica, inserendo tra i requisiti di ammissione, oppure tra i criteri di valutazione, il coinvolgimento di enti esterni che si occupano di scienze applicate. Al fine di non svalutare il ruolo delle SSH, si potrebbe prevedere che il coordinatore di ogni progetto debba essere un professore dell’Università di Macerata.
2. Negli anni passati sono stati avviati dei poli di Ateneo plasmati sulle sfide sociali di H2020, ma ora la loro esperienza sembra terminata. Si potrebbero riavviare dei gruppi trasversali di ricerca su tematiche differenti.
3. Nel contesto degli Stati Generali è stato lanciato un blog: utilizzare questo strumento per una maggiore interazione tra componenti accademiche potrebbe aprire spazi nuovi verso il confronto e verso l’elaborazione di proposte inedite.
4. L’Ateneo già dispone di IRIS, catalogo della produzione scientifica e non solo. Questo strumento andrebbe maggiormente valorizzato sia ai fini di comunicazione interna, sia ai fini della visibilità esterna dei risultati della ricerca.

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