Home Notizie Archivio Ricerca, valutazione, prospettive europee Editoriale. Marzo 2012

Editoriale. Marzo 2012

di Luigi Lacchè*

Care amiche, cari amici,

ci siamo lasciati il 22 febbraio scorso, nell’occasione festosa dell’inaugurazione dell’anno accademico 2011-2012, riflettendo insieme su un percorso complesso quale Umanesimo Ricerca Europa. Un percorso, una grande sfida che abbiamo tutti ben chiari. Non è un caso allora se il primo numero 2012 della newsletter Uninova riprende e rilancia questo discorso, aprendo, se possibile, una vera e approfondita discussione. Nei prossimi mesi presenteremo, in una giornata di Ateneo, i risultati del report sulla ricerca accompagnati dalla linee di programmazione per lo sviluppo, nei prossimi anni, di questo settore strategico. Bisogna fare il punto della situazione, valutare che cosa abbiamo fatto di buono, quali sono le criticità che ci portiamo dietro. Il nostro lavoro deve essere visto all’interno di un complessivo e condiviso disegno strategico. Una cosa è certa: dimensione almeno europea, internazionalizzazione, reti e sistemi di ricerca, umanesimo che innova (ovvero che sa competere nel campo della ricerca strategica): questi sono alcuni dei grandi temi sui quali riflettere per impostare il lavoro comune e raggiungere obiettivi importanti.

L’ultimo anno che è trascorso ci dice che se operiamo e innoviamo (ed innovare costa sempre fatica) i primi risultati non si fanno attendere: lauree internazionali in inglese e a doppio titolo, progetti europei di ricerca approvati, aumento del numero di studenti stranieri a Macerata. Su questa strada dobbiamo continuare a lavorare, in maniera efficace, coscienti delle difficoltà, non privi del necessario sguardo critico ma consapevoli altresì dell’irreversibilità di tali tendenze. L’ultimo bando Prin ha introdotto logiche internazionali di rete e di programmazione europea in sintonia con gli obiettivi di Horizon 2020. Proprio sul tema della progettazione europea abbiamo cominciato a lavorare in maniera più sistemica e nei primi due mesi dell’anno è stato presentato un numero di progetti europei uguale all’insieme dei progetti 2011. Ci stiamo muovendo e ciò che all’inizio appare arduo o addirittura insormontabile, pian piano si traduce in interventi, che non devono essere visti come una “moda”, bensì come un complesso di strumenti e di buone pratiche capaci di formare un vero sistema di Ateneo. E’ fondamentale che ciò diventi senso e patrimonio comuni. Se il “peso” è ripartito tra tutti, sarà più leggero, chiaramente sopportabile e in grado di attivare le tante energie e intelligenze che abbiamo nel nostro Ateneo.

I contributi di questo numero – agili e puntuali – siano per noi tutto un richiamo a proseguire il cammino e a fare sempre meglio.

* Rettore dell'Università di Macerata

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