Home Notizie Archivio Oltre l'8 marzo Studiare per capire e cambiare

Studiare per capire e cambiare

Studiare per capire e cambiare

La cover dell'album "Non ammazzate Anna"

di Giuseppe Rivetti, Lucia D'Ambrosi e Valentina Polci

Dal diritto alla sociologia passando per l'arte, scopriamo alcune delle iniziative di approfondimento di Unimc
 

Donne e modernità. Non Ammazzate Anna

di Giuseppe Rivetti*

Nell’ambito del ciclo di incontri “Il valore identitario e sociale dell’arte” e in occasione della Giornata della donna (martedì 8 marzo), è stato organizzato un convegno sul tema “Donne e modernità”. Il titolo, “Non ammazzate Anna”, è stato ripreso dal toccante brano di Edoardo De Angelis, contenuto nell’omonimo album che raccoglie alcune fra le sue più belle canzoni dedicate alla donna, come riflessione sulla concreta esigenza di dire basta alle tante violenze che le donne subiscono ormai quasi quotidianamente. Il programma prevedeva i saluti introduttivi del Rettore Luigi Lacchè, del Direttore di del Dipartimento di Giurisprudenza Ermanno Calzolaio, del Prefetto di Macerata Roberta Preziotti e di Edward Breda per l’Ordine regionale degli assistenti sociali e di Giuseppe Rivetti, Presidente del Corso di studi.  A confrontarsi sul tema, Marisa Biagiola, responsabile marketing di un’azienda leader in campo internazionale, Daniela Brancati, giornalista, scrittrice, prima donna direttrice di un Tg nazionale (Tg3); Carlotta Tedeschi, giornalista, caporedattore della redazione cultura e spettacoli del giornale Radio Rai. Infine, presenti al convegno figure di rilevo del panorama musicale internazionale, come il cantautore Edoardo De Angelis e l’amico e collega Amedeo Minghi hanno regalato ai presenti un toccante momento musicale. A tal proposito, appare opportuno partire dalla poesia, dall’arte per creare un momento di riflessione su un tema estremamente attuale; la violenza sulle donne non è solo quella fisica. Altre forme di violenza caratterizzano oggi il mondo femminile, come, ad esempio, la discriminazione sul mondo del lavoro.
L’iniziativa si inserisce all’interno delle attività del Corso di laurea in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale. La finalità vuole essere quella di valorizzare la formazione, presso gli studenti, anche di una “sensibilità di sistema” su tematiche particolarmente delicate, come quella in esame. L’esclusiva costruzione di “saperi professionalizzanti” può, infatti, non essere sufficiente per affrontare problemi complessi di una società plurale. Sullo sfondo, la crisi del diritto dove «il vocabolo crisi sta ad indicare nella sua radice etimologica una armonia che si scioglie, una stabilità che cede al mutamento» (Paolo Grossi). Il riferimento alla crisi del diritto ci impone di esplorare altre vie complementari e non sostitutive, poiché in molte circostanze le forme della dimensione giuridica diventano sempre più incerte Saldezza e sistematicità normativa lasciano spazio a fragilità ed approssimazioni, molte volte, riconducibili agli stessi processi di produzione del diritto. Le parole del diritto appaiono, in molti contesti, improprie ed inadeguate. Emblematico il provvedimento sul femminicidio (Decreto Legge 14 agosto 2013, n. 93 convertito in Legge 15 ottobre 2013, n. 119 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, 15 ottobre 2013, n. 242.); degli undici articoli che compongono il testo normativo, soltanto cinque si riferiscono al tema della violenza sulle donne. I restanti trattano questioni altre (norme in materia di sicurezza dei prodotti pirotecnici, disposizioni concernenti l’uniforme del personale e la bandiera del Dipartimento della protezione civile, disposizioni in materia di manifestazioni sportive, potenziamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, interventi a favore della montagna).
*Presidente del Corso di laurea in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale.

Violenza: tra drammaturgia e notizia. Educare i giovani a una lettura critica

di Lucia D'Ambrosi, Valentina Polci*

In misura crescente, nella cronaca attuale, emergono storie e fatti di violenza che devono indurre a una riflessione a tutto tondo su come il rapporto vittima-carnefice, pur applicato ad ambiti differenti, sia diventato triste protagonista del vivere quotidiano. Tentare un approccio al fenomeno della violenza, in particolare, implica uno sguardo diffuso su una pluralità di interazioni umane e una variegata gamma di emozioni che spesso si associano al concetto stesso di violenza (disprezzo, odio, disconoscimento); allo stesso tempo, però, stimola una riflessione più profonda, che pone in evidenza il carattere denotativo-sostantivo, e non accidentale e casuale, di alcuni comportamenti violenti. Nello specifico, con un ciclo di seminari su "Vittima e carnefice", il dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionale dell'Università di Macerata, e in particolare il corso di Comunicazione di massa e nuovi media della prof. Lucia D'Ambrosi, vuole farsi promotore di un approccio critico sulla questione, indagando il modo in cui alcuni media contribuiscono alla rappresentazione, costruzione e de-costruzione di alcuni stereotipi legati a diverse tipologie di violenza nella società contemporanea: quelli che si presentano in casi delittuosi, quelli che si manifestano nel momento in cui c'è una non accettazione o un disconoscimento dei diritti, o dell'esistenza stessa, dell'altro, quelli che hanno come tratto specifico la violenza di genere.
L'analisi riguarda la formazione dell'opinione pubblica in relazione agli effetti dei media informativi, attraverso un approccio costruttivo che orienti il giovane ad una critica della notizia. Particolare attenzione, infine, verrà riservata all'analisi dell'atteggiamento deviante e latente del mondo dell'informazione, che, sempre più spesso, tende a farsi narratore di storie piuttosto che veicolo di fatti e notizie.
Il programma
Sono tre gli appuntamenti in programma. Il primo appuntamento condotto con i giornalisti Giuseppe Porzi e Valentina Polci si concentra sulla cronaca nera, attraverso l'analisi degli articoli pubblicati sulla stampa locale relativi all'omicidio dei genitori dell'ex fidanzata sedicenne (accusata di concorso nel duplice delitto) compiuto da Antonio Tagliata ad Ancona. Il secondo appuntamento, analizza un altro tipo di realtà, in cui l'applicazione della categoria vittima-carnefice risulta sicuramente più controversa: si discute della percezione dei migranti nella società contemporanea con i rappresentanti del Gus – Gruppo umana solidarietà, Giovanni Lattanzi e Gemma Cartechini. Il terzo incontro, in collaborazione con il progetto d'Ateneo V.A.W.A.P. - Violence Against Women As A Paradigm coordinato dalla prof. Natascia Mattucci, si concentra sulla violenza di genere. La regista e attrice Clara Galante, docente dell'Accademia nazionale d'arte drammatica "Silvio D'Amico" di Roma, propone estratti del suo spettacolo "Non sono stata finita" che, affondando le sue radici nella terribile storia di Francesca Baleani e Bruno Carletti, si fa simbolo di tutte quelle situazioni in cui la vittima è la donna.
*L.D. Delegata del Rettore per la progettazione, lo sviluppo, il coordinamento e il monitoraggio della comunicazione istituzionale; V.P. Giornalista


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