Home Notizie Archivio Sconfinare e contaminarsi Editoriale. Maggio 2017

Editoriale. Maggio 2017

Editoriale. Maggio 2017

Francesco Adornato

di Francesco Adornato*

I grandi risultati della ricerca nascono sempre più spesso dalla cross fertilization, dall’incrocio, cioè tra discipline, dipartimenti, Atenei e tra essi e la realtà e le strutture esterne: l’Università di eccellenza, e non per forza d’élite, è anche il luogo della ibridazione delle competenze per la ricerca avanzata.

Ma l’Università eccellente è anche quella che sa offrire il massimo contributo alla vita sociale e produttiva del territorio, approfondendone e corroborandone i processi attraverso un dialogo multipolare con istituzioni, enti, imprese, mondo del lavoro, associazioni. Lo sviluppo dei territori e la loro stessa competitività passano oggi attraverso la capacità di coniugare processi produttivi e capitale sociale, il cui valore relazionale è intensamente assicurato dai processi formativi di stampo umanistico. Non possiamo, e non vogliamo negare, che esista una visione plurale dei processi innovativi: una innovazione tecnologica ed una sociale; un’innovazione rispetto all’offerta ed un’altra, diversa, rispetto alla domanda; un’innovazione che proviene dalle imprese ed un’altra, differente, che proviene dalle comunità e che richiede processi culturali prima ancora che tecnologici. Si tratta di profili molto spesso complementari che incrociano idee e risultati. 

E’ proprio nella direzione della ibridazione dei saperi, che l’Università di Macerata ha da tempo accompagnato la sua tradizionale offerta didattica attivando nuovi percorsi e aprendosi a importanti realtà culturali del territorio, quali Musicultura o la Rassegna di Nuova Musica.

In questo numero di Uninova vi presentiamo alcuni di questi progetti, che mettono in circuito i valori ideali e i contenuti scientifici dei saperi umanistici con le nuove tecnologie, come nel caso del Laboratorio dell’Umanesimo digitale, con l’arte e la cultura, come il nostro Unifestival o le collaborazioni con il Musicultura o la Rassegna di Nuova Musica, e addirittura con il gusto, attraverso la nuova rubrica video “Il filo di Arianna”.

E vorrei usare, per chiudere, le suggestioni che in questa direzione provengono da un musicista come Daniel Lanois a proposito del suo ultimo lavoro: “con Goodbye to Language -dice- cerco di superare le tradizionali progressioni di accordi per un mondo di complessità corale e armonica che non avevo mai visitato in passato”.

* Rettore dell’Università di Macerata

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