UniMc 4 Eusair

di Francesca Spigarelli *

Come nasce la strategia EUSAIR

L’esigenza di avviare una nuova strategia di sviluppo e promozione della regione Adriatico-Ionica (EUSAIR) è stata esplicitata dal Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2012. Capitalizzando le esperienze delle macro-regioni del Mar Baltico e del Danubio, la Commissione europea ha dunque avviato l’elaborazione della strategia EUSAIR, in cui sono coinvolti 8 paesi: 4 Stati membri Ue (Croazia, Grecia, Italia, Slovenia) e 4 paesi non-Ue (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Serbia).

Attraverso la strategia macroregionale si intende favorire benessere economico e sociale sostenibile, a favore di tutti i cittadini, i soggetti economici ed istituzionali dei territori coinvolti.

Grazie a specifiche azioni, suddivise in quattro pilastri principali e a due assi  trasversali, la Commissione si impegna a creare le condizioni per generare posti di lavoro, migliorando attrattività, competitività e connettività dell’intera regione. Il tutto, preservando l’ambiente e garantendo ecosistemi marini e costieri sani ed in equilibrio.

I quattro pilastri fondamentali su cui si articola la strategia riguardano:

  1. Promuovere la crescita marittima e marina (Blue Economy)
  2. Rafforzare i collegamenti della Macroregione (trasporti ed energia)
  3. Preservare, proteggere, migliorare la qualità ambientale
  4. Migliorare l’attrattività turistica delle Regione

In via trasversale ai quattro pilastri, sono state individuate due linee di iniziative quali “Ricerca, innovazione e sviluppo delle piccolo e medie imprese” e “Sviluppo delle competenze”.

UniMC ed EUSAIR: innovazione ed umanesimo

Nella logica dell’Umanesimo che innova, l’Università di Macerata ha sviluppato competenze scientifiche ed esperienze progettuali che possono attivamente contribuire alla realizzazione della strategia  EUSAIR.

Due fattori connotano le iniziative di ricerca: interdisciplinarietà e internazionalizzazione.

Da un lato, infatti, le discipline umanistiche e delle scienze sociali sono messe al centro di percorso di analisi e studio, anche attraverso incursioni in progetti di natura più tecnica e tecnologica, favorendo una visione completa ed esaustiva delle sfide della strategia EUSAIR.

Dall’altro lato, l’Università di Macerata fa leva sulla spiccata propensione internazionale e sui numerosi accordi intra ed extra europei di ricerca per rafforzare la cooperazione tra i paesi della Macro Regione.

Diverse sono le line di ricerca attivate e stimolate dalla strategia EUSAIR, nella logica di contribuire agli obiettivi della Commissione. I progetti fanno leva sulle eccellenze dell’Università in ambito giuridico, economico-finanziario, umanistico, dei beni culturali e del turismo.

Pilastri e linee trasversali di ricerca EUSAIR: alcune attività progettuali

Con riferimento al pilastro 1 (promozione della crescita marittima e marina (Blue Economy) particolare rilievo assume l’analisi degli strumenti giuridici funzionali a preservare le risorse ittiche e la diversificazione delle attività di pesca e di acquacoltura. Altrettanto rilevante è il tema della responsabilità sociale delle imprese nella Blue Economy.

Nel Pilastro 2, sul rafforzamento dei collegamenti della Macroregione, rientrano gli studi sui profili giuridici dei trasporti marittimi, fluviali e terrestri (e multimodali) di beni, passeggeri ed energia. Lo sviluppo e l’armonizzazione dei porti, delle infrastrutture e della competitività della logistica nella Regione Adriatico-Ionica passano anche per l’identificazione di adeguati strumenti ed infrastrutture normative.

Con riferimento al tema dell’energia, lo studio è prevalentemente sul green procurement energetico (GEP), mentre per i trasporti, l’attenzione è tutta sulla mobilità sostenibile.

Grandissimo interesse scientifico è sollevato dalla qualità ambientale (Pilastro 3), con ricerche che abbracciano i nuovi modelli di governance e il rispetto delle tradizioni giuridiche delle comunità del bacino adriatico-ionico, oltre che la tutela giuridica dell’ambiente marino della Macroregione (gestione sostenibile delle risorse marine, rete Natura 2000, rischio ambientale e vulnerabilità sociale, tutela degli interessi collettivi e diffusi). Ulteriore tema di rilievo riguarda la creazione, l’organizzazione ed il management delle aree marine protette.

Sempre in relazione alla qualità ambientale, alcuni ricercatori dell’Ateneo stanno esaminando il tema dei rifiuti, nel contesto della green economy, abbracciando normativa, aspetti organizzativi e gestionali, oltre che politiche pubbliche da sviluppare.

Infine, il pilastro 4 sulla attrattività regionale, vede numerosissime iniziative, in parte già consolidate grazie a progetti pluriennali nell’ambito dei settori del turismo e beni artistici, culturali e storici.

Tra le ricerche in corso, si segnalano ad esempio quelle relative ai profili giuridici del settore delle crociere marittime e fluviali, in cui rientrano anche lo sviluppo del turismo nautico e costiero nell’area Adriatico-Ionico ed i profili di maritime safety and security dei traffici marittimi di passeggeri.

Grande attenzione è rivolta inoltre alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei relativi flussi turistici, con riferimento all’ottimizzazione dei flussi stessi a livello geografico e temporale; all’integrazione tra servizi turistici e produzioni tipiche; all’ottimizzazione delle infrastrutture logistiche e di trasporto; alle politiche di comunicazione e di valorizzazione dell’immagine; al place branding.

L’eccellenza nella ricerca applicata agli scavi archeologici crea opportunità di valorizzazione delle expertize italiane nella Macroregione.

Numerose iniziative di ricerca abbracciano, infine, le due line trasversali. Rispetto alla linea “Ricerca, innovazione e sviluppo delle piccolo e medie imprese” si stanno analizzando le reti di collaborazione tra PMI italiane ed imprese della macroregione Adriatico Ionica (effetti su occupazione, produzione industriale, competitività), oltre che i possibili strumenti giuridici per valorizzare il trasferimento di conoscenze e tutelare i vantaggi competitivi territoriali.

Nell’area del capacity building rientrano iniziative molto variegate. Dall’osservatorio sulle politiche per l'innovazione sviluppate dai policy makers regionali, al Jobs for Youth, per il potenziamento delle lauree magistrali a vocazione internazionale in lingua inglese, con associati progetti di mobilità di giovani laureati verso PMI della Macroregione.

Il capacity building si estende alla promozione dell’occupazione dei giovani e della riqualificazione dei disoccupati di lungo periodo, anche attraverso l’educazione non formale, fino alla implementazione dell’acquis comunitario e della normativa internazionale ed interna in materia di trasporti, energia, tutela ambientale e risorse marine. Infine, l’esigenza di costruire e rafforzare le capacità e le conoscenze nell’EUSAIR si ritrova anche nello studio della disciplina e del regime giuridico della comunicazione digitale delle amministrazioni pubbliche nella Macroregione.

Moltissime, dunque, le attività di studio e ricerca, caratterizzate da una forte vocazione umanistica che abbraccia il territorio della Regione Marche, proiettata nel contesto della partnership adriatico-ionica.

 

* Delegata del rettore  per il trasferimento di conoscenze e competenze, per l’auto-imprenditorialità (start up, spin off, incubatori d’impresa) e per l’implementazione dei principi della Carta europea dei ricercatori.

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