Home Notizie Archivio Verso la Macroregione adriatico-ionica Le terre della cultura adriatica

Le terre della cultura adriatica

La Macroregione e le opportunità per i beni culturali

di Francesca Coltrinari *

La macroregione adriatico-ionica è entrata in questo 2014 nel vivo del proprio svolgimento, con il varo entro l'anno del proprio Piano di Azione.

L'Università di Macerata ha l'opportunità di inserirsi in questo processo, da un lato, proponendosi come interlocutore di soggetti amministrativi concretamente impegnati nella costruzione della strategia, a partire dalla Regione Marche, e, dall'altro, potenziando le collaborazioni di natura scientifica con i sette Paesi coinvolti (Croazia, Grecia, Slovenia, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Serbia).

Strategico per il nostro ateneo appare, fra gli altri, il contributo nei settori dei beni culturali e del turismo, campi che possono concorrere in maniera immediata al miglioramento dell'"attrattività regionale", uno dei pilastri del piano d'azione sulla macroregione (Discussion-paper EUSAIR 2013).

Dal punto di vista storico e culturale, infatti, quella che oggi prende il nome di macroregione adriatico-ionica ha costituito un contesto di secolari scambi di natura economica, commerciale, artistica, devozionale di cui esistono tracce importanti nel patrimonio culturale, ancora oggi presenti e da potenziare, valorizzare e organizzare costruendo reti e itinerari che permettano di "mettere in valore" un patrimonio periferico musealizzato e diffuso, per lo più escluso dai tradizionali circuiti turistici, con notevoli ricadute per lo sviluppo economico dei territori interessati.

Non è certo questa la sede per trattarne, ma mi pare opportuno richiamare qualche esempio relativo al campo di indagine di mia competenza: intenso è stato, fin dal '300, il commercio di pietra d'Istria e la circolazione di maestranze specializzate che hanno contribuito a formare una comune cultura del costruire, visibile nelle architetture delle città adriatico-ioniche, da Venezia a Rimini, da Zara ad Ancona da Spalato a Ragusa. Costanti i passaggi da una sponda all'altra degli artisti: emblematico il caso dei fratelli veneziani Carlo e Vittore Crivelli, attivi nella seconda metà del '400 a Zara e nelle Marche. Una città portuale come Ancona ospitava numerose comunità straniere, di greci, slavi, armeni raccolti intorno a proprie chiese, come Sant'Anna dei Greci, che custodiva dipinti di Lorenzo Lotto. A unire erano anche le devozioni: la Santa Casa di Loreto, trasportata secondo la leggenda da Nazareth, approda a Tersatto prima di giungere a Loreto; il santuario è restato così, dal '400 in poi, meta di pellegrinaggi delle popolazioni slave, come attesta la cappella slava realizzata fra fine '800 e inizio '900 dal vescovo Strossmayer di Zagabria, fondatore, in patria, della omonima galleria, formata in gran parte da dipinti italiani. Per venire a vicende più prossime, si può ricordare come, fino alla Seconda Guerra Mondiale, Zara fosse soggetta all'amministrazione di soprintendenze italiane, prima Aquileia e poi Ancona, mentre, per passare al ruolo delle università, nel 1919 il rettore dell'Università di Camerino proponeva un Progetto di riordinamento degli atenei marchigiani, che prevedesse la loro federazione al fine di costituire un'unica Università, capace  di attirare «le genti, i fratelli dell'altra sponda» costituendosi a riferimento della «regione adriatica».

Partendo dunque da una solida base di patrimonio culturale, già storicamente connesso, e da un ruolo già in passato rivendicato dagli atenei marchigiani, l'Università di Macerata può mettere insieme le proprie competenze per comuni progetti di filiera che includano attività di scavo archeologico, di studio, conservazione, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale, nonché di messa a punto di strategie di integrazione fra patrimonio culturale e servizi connessi al turismo, alle attività manifatturiere e alle produzioni tipiche, «contribuendo alla promozione dell’inclusione sociale ed a opportunità interessanti per l’occupazione giovanile»(Discussion-paper EUSAIR 2013).

* Ricercatrice di Storia dell'arte moderna, Università di Macerata, Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del turismo

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