Home Notizie Archivio Verso la Macroregione adriatico-ionica Il patrimonio culturale digitale come fattore di sviluppo

Il patrimonio culturale digitale come fattore di sviluppo

Linee di cooperazione e ruolo di PlayMarche srl

di Pierluigi Feliciati *

Mentre si fa sempre più prossimo l'avvio vero e proprio delle attività strategiche di EUSAIR, con l'approvazione - nel prossimo autunno e da parte del Consiglio Europeo durante la presidenza italiana – del relativo piano d'azione, fervono i preparativi da una parte e dall'altra delle coste adriatico-ioniche.

Certo, ancora non è noto il dettaglio delle linee d’azione previste nel pilastro trasversale “Ricerca, innovazione e sviluppo delle PMI”, coordinato dalla nostra Regione. Muove intanto i primi passi,  con tempi diversi rispetto al piano d’azione e alle conseguenti politiche regionali sull'impiego di fondi europei, il progetto di Distretto Culturale Evoluto di interesse regionale affidato alla SVIM (Sviluppo Marche S.p.a.) per la piattaforma di supporto collaborativo della macroregione, rinforzando e stabilizzando i network esistenti, con particolare attenzione al settore dei servizi dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Un tema che funge da supporto trasversale tra il pilastro 4 - Incrementare l’attrattività regionale, il 2 - Connettere le regioni e le già citate priorità legate alla ricerca, trasversali, è senza dubbio quello relativo all'applicazione delle più recenti tecnologie informatiche per l'indagine, la gestione e la comunicazione dei beni culturali e ambientali dell'area.

Su questi temi, ormai da una decina d'anni, si è andata costituendo una comunità di ricerca e di pratica tra i paesi del Sud-Est europeo. A partire dai principi di Lund della Commissione Europea (2001) e dalle conclusioni strategiche del Congresso internazionale di Borovets (Bulgaria) del 2003, questa comunità di studiosi e di istituzioni della memoria, biblioteche, archivi, musei, centri di documentazione ha scelto di concentrare la propria attenzione alla digitalizzazione del patrimonio culturale e scientifico. Il consorzio SEEDI (South-East European countries Digitisation Initiative) è stato costituito con questa denominazione nel 2004, per sostenere la cooperazione nell'area, per organizzare un convegno e un meeting annuali e per condividere standard, buone pratiche e strumenti in un'area geografica così articolata e inquieta, anche nel recentepassato.

Le annuali SEEDI Conferences uniscono un livello scientifico delle presentazioni sempre più elevato e la presenza di keynote speakers provenienti dalle più prestigiose istituzioni di ricerca europee a un clima amichevole e aperto, davvero collaborativo, che supera ogni sterile competizione, pregiudizio e motivo di contrasto. Chi scrive ha avuto l’onore di esser stato ammesso nel board direttivo fin dal 2009, come esperto sulla qualità del web culturale e sulla digitalizzazione archivistica.

Quest’anno, si è tenuta Belgrado, in Serbia, il 15 e 16 maggio la 9th SEEDI International Conference: Digitization of cultural and scientific heritage. Si è scelto di portare in quella sede, piuttosto che i propri risultati di ricerca, un contributo sulla macroregione adriatico-ionica, presentandone origini, obiettivi e quelle che si immagina saranno le prossime tappe, intravedendo possibili nuovi spazi di cooperazione scientifica e di sviluppo. In sintesi, si sono invitati i colleghi dei paesi balcanici a prestare attenzione ai bandi dei loro paesi, per partecipare in modo coordinato ai progetti attivati dal piano di azione EUSAIR, oltre che ad entrare fin da subito nei network tematici su cultura e turismo, nel quadro del progetto DCE-SVIM.

In questa logica va sottolineato come l'Università di Macerata, da pochi giorni, abbia a disposizione uno strumento nuovo per contribuire alle azioni previste per la macroregione adriatico-ionica, specie sulle tematiche fin qui accennate: la società spin-off PlayMarche srl. Costituitasi in seno al progetto DCE coordinato da UniMC, che ha riunito più di 50 soggetti tra enti pubblici e imprese, le quote societarie della spin-off sono state sottoscritte da 11 soci universitari (professori, dottorandi, assegnisti di ricerca e un'unità tecnico-amministrativa) e da 12 imprese, più naturalmente l'Università di Macerata. PlayMarche srl non intende limitarsi a svolgere le attività che le saranno assegnate dal gruppo di coordinamento del progetto DCE dell'Università, per garantirgli efficacia ed economicità. La spin-off si candida con entusiasmo a svolgere un ruolo attivo e propositivo in tutti quei contesti, locali e non, in cui sia strategica l'azione di un'impresa che nasce sotto il segno della sinergia ricerca-sviluppo, dell'innovazione tecnologica al servizio dei cittadini e del territorio, dell'umanesimo che innova, insomma. Nel quadro in fieri delle strategie EUSAIR, in particolare, siamo convinti di poter incidere in misura importante sulle diverse linee progettuali in cui saranno necessarie applicazioni tecnologiche per la ricerca e per creare servizi turistici e culturali.

* Ricercatore confermato di Sistemi di elaborazione delle informazioni, Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del turismo e Presidente di PlayMarche srl, spin-off dell'Università di Macerata.

 

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