Editoriale. Dicembre 2016
di Francesco Adornato*
Care amiche e cari amici,
inizia con questo numero la mia collaborazione da rettore appena insediato alla newsletter dell’Università di Macerata. Abbiamo da poco subito danni materiali e disagi interiori a causa del sisma, le cui scosse ci hanno fatto oscillare, ma non arretrare. L’ateneo ha riaperto in tempi brevissimi aule, biblioteche ed uffici e l’affluenza degli studenti ha rappresentato un segno di fiducia e di apprezzamento, che ha ridato vitalità e slancio alla città e più ampiamente al territorio circostante. Le istituzioni hanno risposto con prontezza e l’allora ministra dell’Università Stefania Giannini ha visitato il nostro Ateneo, assumendo degli impegni a cui l’attuale ministra Valeria Fedeli ha dato corso. La comunità accademica (il personale tecnico amministrativo, studenti e docenti) si è mostrata coesa e solidale e, grazie anche in particolare all’impegno del Commissario straordinario per la ricostruzione e alla Protezione civile, possiamo guardare con più fiducia al futuro. E il futuro è il nostro orizzonte. Abbiamo, infatti, ulteriormente intensificato i percorsi di internazionalizzazione in modo plurale, ovvero con molte autorevoli università di differenti Paesi protagonisti dello scenario globale.
L’ateneo di Macerata è un campus urbano proiettato nel mondo, forte della sua distintività umanistica, della sua eccellenza scientifica e dei suoi legami con il territorio e la tradizione. Unimc è un luogo inclusivo di discussione critica e aperta, perché le università, come ha detto il rettore di Oxford Louise Richardson, “sono luoghi in cui le idee, comprese le idee sgradevoli, hanno bisogno di essere ascoltate e, se necessario, vigorosamente contraddette, non luoghi in cui le idee vengono spente, impedite o censurate”. Con questa considerazione, che ancor più ci incoraggia al futuro, voglio porgervi i più cordiali auguri di buon natale e che l’anno nuovo ci consegni serenità e fiducia.
*Rettore dell'Università di Macerata


