Home IL BLOG DEL RETTORE / Luigi Lacchè (Rettore sessennio 2010/2016) Un Ateneo che cresce, tra presente e futuro

Un Ateneo che cresce, tra presente e futuro

30 MARZO 2016 / Lo scorso 21 marzo il Sole 24 Ore ha pubblicato un dossier sulle classi di immatricolazione. Unimc sale sul podio.
Un Ateneo che cresce, tra presente e futuro

Sole 24 Ore

 

Ogni tanto il Sole 24 ore rende pubblici in maniera analitica i dati sull'Università che non sempre l'opinione pubblica conosce in dettaglio. Lo scorso 21 marzo è stato pubblicato un dossier sulle classi di immatricolazione avendo come riferimento l'a.a. 2014/2015 e l'a.a. 2011/2012.
Se si escludono gli Atenei privati e alcune Università con pochi iscritti, l'Università di Macerata sale addirittura sul podio, con un incremento, rispetto al 2011-12, del 29,2%, dietro solo al Piemonte Orientale e a Bergamo. Unimc è di gran lunga l'Ateneo che nelle Marche ha avuto la migliore performance in termini di immatricolazioni. In pochi anni siamo passati dalle "consuete" 1400 matricole alle 1825 di quest'anno. Il risultato è tanto più sorprendente se si compara la struttura dell'Ateneo maceratese con quella di molte altre Università. C'è solo un settore presente nella nostra Università (lingue e culture moderne, mediazione linguistica) che a livello nazionale ha avuto negli ultimi anni il segno "più". Tutti gli altri comparti sono calati, seppur in misura differente. Ciò vuol dire che Unimc ha aumentato le matricole in controtendenza nazionale, poiché tutti i nostri corsi hanno conosciuto risultati positivi. Il risultato è ulteriormente apprezzabile se si considera che in passato Unimc aveva per Scienze della Formazione un numero programmato di 400 posti che, da anni, è diventato, per decisione ministeriale, di 130. La crescita globale, quindi, è ancora più rilevante.
Come dobbiamo leggere questo trend positivo? Ovviamente, non è semplice spiegare in dettaglio le ragioni che stanno alla base di questi risultati. Essi non sono certamente casuali, ma derivano da scelte fatte, da una direzione precisa di marcia (L'umanesimo che innova), dal processo di razionalizzazione/consolidamento qualitativo dei corsi, da una forte virata verso l'internazionalizzazione, dalla nascita ex novo del settore della terza missione, dalla migliore compattezza organizzativa, dal miglioramento di servizi e attività. Alla base di tutto ciò c'è quel "cambio di paradigma" che abbiamo cercato di individuare nel Piano strategico 2013-2018? Siamo passati ad una "nuova" fase?
E' troppo presto per dirlo ed è bene essere cauti. Possiamo augurarci di continuare così. Oggi certamente siamo molto più consapevoli dei nostri mezzi. Abbiamo saputo colmare il divario tra tradizione e innovazione. E l'abbiamo fatto insieme, docenti, componenti del personale tecnico e amministrativo, studenti. Ma sarebbe temerario pensare di aver raggiunto la meta. In un sistema universitario sempre più competitivo occorre operare con continuità e determinazione perché è sempre più difficile conservare e incrementare i buoni risultati.
Ci sono molti terreni sui quali dovremo ancora lavorare con lucidità e visione strategica. Abbiamo avviato un programma distintivo – ed io credo decisivo - come "I Care". Ora bisogna renderlo "normale" e farlo funzionare sempre meglio. Gli studenti troveranno a Macerata ciò che non trovano altrove se non in maniera episodica. Ci sono ancora piccoli ma significativi interventi da compiere sull'offerta didattica che di anno in anno deve essere valutata e monitorata, nel rapporto tra lauree triennali e magistrali. In particolare dovrebbe crescere il tasso di innovazione capace di dare ancora più forza all'umanesimo che innova perché il giurista, l'economista, l'umanista, il linguista, il formatore .... del presente/futuro sarà sempre più immerso nel digitale, nelle nuove tecnologie e avrà grandi opportunità grazie al suo pensiero critico e creativo. L'internazionalizzazione è un processo continuo. Tante cose sono state fatte ma ci sono molti margini per crescere: basti pensare ai progetti di ricerca a livello europeo, alle lauree a titolo doppio o multiplo, in inglese, ai programmi per la mobilità dei docenti, all'Istituto Confucio e al progetto di Villa Lauri.
La nascita di Creahub, con una sede a Palazzo degli Studi, lancia nuove sfide nel campo della terza missione. Per la Scuola di Studi Superiori G. Leopardi si schiude la possibilità dell’accreditamento ministeriale.
Potrei continuare a lungo questa rapida agenda, ma mi fermo qui. Continuiamo a lavorare insieme affinché il “cambio di paradigma” diventi pienamente realtà.

 

Luigi Lacchè

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