(Quasi) un racconto di Natale
Propongo subito un sottotitolo per questo “racconto” di Natale: “Quando alcuni studenti sono più avanti di noi”.
Domenica 14 dicembre 2014. Comme d’habitude passo in edicola per acquistare i giornali. Sfogliando Il Resto del Carlino scopro che la rubrica “L’intervista della domenica”, a cura di Lorenzo Monachesi, è stata dedicata a tre studentesse piemontesi che hanno scelto la nostra laurea magistrale in Progettazione e gestione dei sistemi turistici, laurea a doppio titolo con l’Università di Oviedo. Il titolo composito mi invoglia ad una vorace e pronta lettura: «Università, quando Macerata batte Roma». “Qui c’è la chance di studiare all’estero”. Tre studentesse piemontesi tra l’ateneo cittadino e Oviedo».
Ma che cosa dicono di tanto interessante queste tre studentesse? Per prima cosa di aver scelto Macerata perché offriva la possibilità di studiare all’estero ricevendo un titolo valido anche in Spagna. All’inizio hanno messo in ballottaggio Tor Vergata e Macerata. Ma prima di iscriversi – racconta Mariangela – “ho parlato tramite email con i docenti dei due atenei e quello di Macerata (professor Cavicchi) l’ho sentito più vicino, molto presente”. Le tre studentesse sono poi rimaste sorprese dal fatto che al colloquio per essere ammessi gli studenti locali non mostrassero il loro stesso interesse. Inoltre, dicono di aver studiato un anno ad Oviedo senza pagare, grazie alla convenzione con Unimc, i 500 euro di retta mensile, essendo quella spagnola una prestigiosa istituzione privata.
Dopo aver letto l’intervista ho subito pensato che Clarissa Cavezzale (Torino), Giada Tais (Cuneo), Mariangela Cristina Valvano (Torino) – già laureate triennali presso l’Ateneo torinese in beni culturali e archeologici – avevano còlto “da lontano”, lucidamente, il senso ‘strategico’ del lavoro fatto a Macerata negli ultimi anni. Internazionalizzazione con lauree a doppio titolo – con piccoli numeri ma altissimo valore simbolico e pedagogico -, maggiori opportunità di crescita professionale, una cura dello studente realmente “percepita”, un relativo ritardo “culturale” degli studenti locali. Questi sono alcuni dei temi al centro dell’intervista, il tutto detto in maniera chiarissima e diretta.
Bene, a questo punto il racconto potrebbe terminare: “incassiamo” la grande positività del messaggio e della testimonianza e tanti auguri. Ma non finisce qui. Il racconto ha un seguito. Come faccio in simili casi, ho scritto alle tre simpatiche ragazze piemontesi per manifestare la mia soddisfazione e per ringraziarle. E qui il racconto si trasforma in un mini-epistolario, rectius uno scambio di mail che riporto di seguito.
“Care Clarissa, Giada e Mariangela Cristina,
ho letto con viva soddisfazione la vostra intervista su Il Resto del Carlino di domenica scorsa. Mi ha fatto piacere cogliere il vostro entusiasmo, l’intelligenza della scelta, anche come stimolo per i nostri studenti ‘autoctoni’. Voi dite quello che io vado predicando da tempo, ma, come sempre, la testimonianza diretta conta più di tante parole.
Vi auguro un soggiorno maceratese utile e creativo per porre le basi di un futuro colmo di soddisfazioni.
Con i migliori auguri per le prossime Festività
Luigi Lacchè”
La risposta di Clarissa Cavezzale (certamente rappresentativa di un pensiero comune) è la seguente:
“Illustrissimo Rettore,
La ringrazio molto per la sua gentilezza. Questa mail ancora una volta sottolinea il clima di "famiglia", professionalità e grande umanità che vivo quotidianamente a Macerata.
Volevo complimentarmi con Lei per tutte le opportunità interne all'Ateneo che questa università mi sta dando: sto partecipando con gioia al LUCI (laboratorio umanistico della creatività e della innovazione) e anche alla testata telegiornalistica di Ateneo (univision). Ogni settimana controllo il sito unimc.it e ogni volta trovo un laboratorio, una manifestazione, un evento che varrebbe la pena "vivere".
È un peccato che non tutti approfittino di queste possibilità: è questo il momento in cui possiamo formarci professionalmente e personalmente.
I professori che gestiscono queste attività sono giovani, volenterosi e pieni di entusiasmo. Un entusiasmo "entusiasmante" che raramente ho potuto vivere nell'ateneo Torinese.
Porterò nel cuore questa esperienza maceratese con grande gioia.
Le auguro buone feste.
Un saluto.
Clarissa Cavezzale”
Sarebbe quasi sacrilego aggiungere qualche parola di commento a questo messaggio. Qui termina il nostro piccolo racconto di Natale e, adesso sì, tantissimi cari auguri a tutti.
P.S. Non per guastare le feste, ma ieri il treno da Fabriano a Macerata non è riuscito a superare l’erta terribile che lo conduce a Macerata, venendo su da Tolentino. I poveri pendolari sono dovuti scendere a terra e hanno raggiunto le loro destinazioni con un forte ritardo. E’ una cronaca ormai settimanale. Morale della favola: noi facciamo di tutto per attrarre studenti, qualcuno fa di tutto per mandarli via.


