Merito, qualità, innovazione
La settimana scorsa ho consegnato i primi sei diplomi della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi ai dottori Tomasso Giri, Lucia Mariani, Chiara Grilli, Valeria Marchetti (classe delle scienze umanistiche), Letizia Marini, Lucrezia Lorenzini (classe delle scienze sociali). E’ forse inutile aggiungere che parliamo di già laureati con 110 e lode che ora ricevono il diploma della Scuola con il massimo dei voti, 100 e lode. Per me è stato un vero motivo di gioia e soddisfazione perché nel 2008, quando queste ragazze e questi ragazzi hanno vinto il concorso, ero io a dirigere la Scuola. Con coraggio, tutti noi (docenti, personale tecnico amministrativo e allievi) abbiamo voluto raccogliere allora una grande sfida: fondare insieme un’istituzione che a Macerata mancava. Partendo dal modello normalista, la Scuola ha lavorato con grande rigore e coerenza, dal 2011 sotto la direzione del Prof. Angelo Ventrone. Ora che è terminato il primo ciclo, possiamo fare i primi bilanci; certamente provvisori perché la nostra Scuola dei talenti avrà bisogno ancora di molti anni per consolidare gli ottimi risultati raggiunti.
La Scuola di Studi Superiori è nata a Villa Cola, con il sostegno convinto dell’allora rettore prof. Roberto Sani e del Presidente Franco Gazzani della Fondazione Carima, per mettere al centro tre grandi temi: merito, qualità, innovazione. In tal senso la Scuola è stata un primo laboratorio per sperimentare forme inedite, per Macerata, di organizzazione della didattica e della ricerca. Dieci allievi selezionati ogni anno dopo un difficile concorso teso a reclutare i migliori talenti. Un corpo docente formato in maggioranza da studiosi di grande prestigio provenienti dall’Italia e da tanti paesi stranieri. L’internazionalizzazione che ha accompagnato lo sviluppo della Scuola, anche grazie a un eccellente Comitato scientifico e al lavoro prezioso di programmazione svolto dai vari Comitati di direzione. Non era certo semplice far nascere dal “nulla” una Scuola sul modello normalista, con risorse limitate. Tuttavia, l’impegno, l’intelligenza e l’entusiasmo profusi hanno prodotto in pochi anni risultati più che apprezzabili, con i necessari aggiustamenti dettati dalla assoluta novità. L’ultimo concorso per l’accesso alla Scuola (nello scorso settembre) ha visto un notevole aumento dei partecipanti, provenienti da moltissime regioni italiane, segno che la Scuola sta entrando nei circuiti nazionali. Inoltre oggi essa fa parte della rete delle nove Scuole “normaliste” italiane, preludio, speriamo, ad un riconoscimento ministeriale.
Gli allievi hanno svolto un ruolo fondamentale, perché è attraverso il loro impegno che la Scuola ha potuto compiere passi in avanti. Ospitati presso il Collegio P. Matteo Ricci, gli allievi ricevono vitto e alloggio gratuito e sono esentati dal pagamento della contribuzione studentesca. In più godono del privilegio di partecipare ai corsi speciali della Scuola e, soprattutto, crescono insieme in spirito di comunità, coltivando una formazione interdisciplinare e internazionale. Nulla viene loro “regalato”, come dimostra il fatto che ogni anno, purtroppo, qualche allievo deve uscire dalla Scuola per non aver ottemperato agli obblighi.
Merito, qualità, innovazione. Sono temi che non riguardano solo la Scuola, ma anzi sempre più toccano l’intero Ateneo. La Scuola è un’avanguardia ed una “vetrina”, ma dal piccolo stiamo passando al “grande”, cioè al piano di Ateneo. Proprio ieri (25 novembre) ho presentato assieme ai direttori dei dipartimenti la campagna immatricolazione 2014-2015, quella in corso. I risultati, comparati con quelli dello stesso giorno dell’anno scorso, ci dicono che l’aumento delle iscrizioni al primo anno è del 25%. I conti si faranno alla fine, cioè a gennaio 2015, ma il trend, dopo già tre anni di crescita moderata ma continua, è chiaro e consolidato. Abbiamo vinto le scommesse di riportare a Macerata la laurea triennale di Mediazione linguistica e quella in Beni culturali. I risultati sono straordinari, al di là delle più rosee aspettative. Tutti i corsi di laurea dei dipartimenti crescono, in controtendenza rispetto al quadro nazionale. Le ragioni, ovviamente, sono numerose e io credo che le tante piccole e buone azioni compiute negli ultimi anni possano farci toccare con mano i primi significativi risultati da assumere come stimolo per fare ancora meglio. Il segreto? Merito, qualità, innovazione: le parole chiave della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi e dell’Università di Macerata, tutta.
Luigi Lacchè


