UniMc, tre giorni di festa per tre generazioni di laureati
Da domani, giovedì 30 novembre, fino a sabato, 2 dicembre, l’Università di Macerata insieme all’Alam, l’associazione dei laureati dell’ateneo, celebra i suoi laureati, di ieri e di oggi. Dal 2020, la tradizionale Giornata del Laureato, ideata nel 2003 per riunire insieme generazioni diverse di dottori UniMc, si è estesa su più giorni per risarcire con una festa collettiva quanti avevano conseguito il titolo finale in lockdown. Sono nati così i Graduation Day che nei prossimi giorni porteranno a Macerata circa quattrocento laureati dell’anno accademico appena concluso insieme ai laureati del 1973 e del 1998.
Le cerimonie si terranno al cinema Italia: giovedì sarà la volta dei Dipartimenti di Studi Umanistici la mattina alle 12; di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali e di Economia e diritto alle 16; venerdì sarà la volta del Dipartimento di Scienze della Formazione, beni culturali e turismo alle 13 e di Giurisprudenza il pomeriggio alle 16.
Sabato 2 dicembre alle 10 si terrà, invece, la 19° edizione della “Giornata del Laureato”, evento nato per riunire insieme e far tornare nella loro università i laureati di 25 e 50 anni fa. Nell’occasione saranno conferiti i premi “Laureato dell’Anno”, “Oscar Olivelli”, istituito in memoria del giurista scomparso nel 2015, e Alumni.
Ecco i nomi dei vincitori di quest’anno. Per il Premio Alumni: Mariangela Ciccone, organizzatrice e direttrice artistica di grandi eventi a New York; Tullia Leoni, dirigente scolastica in pensione, che ha conseguito una seconda laurea in beni culturali a 75 anni con una tesi sul recupero della aree interne dell’Appennino; Elena Stramentinoli, giornalista Rai, inviata per la trasmissione “Presa diretta” di Riccardo Iacona; Silvia Tempestilli, direttrice delle risorse umane alla CNH Industrial Italia, azienda leader nel settore dei macchinari e dei servizi. Il Premio Olivelli sarà, invece, assegnato all’Ambasciatore Giuseppe Cinti e il Premio Laureato dell’Anno al cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo dell’Aquila.







