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VADEMECUM DELLA DEMOCRAZIA. Un dizionario per tutti

«La democrazia è il suo linguaggio»: così i curatori del volume aprono l’introduzione al Vademecum, riprendendo ed approfondendo l’intuizione habermasiana relativa alla centralità del linguaggio come medium della partecipazione democratica. Il presupposto del dizionario consiste dunque nella persuasione che l’accordo sui significati e sul senso dei termini che contraddistinguono la vita politica democratica sia tutt’altro che estrinseco o formale rispetto al buon funzionamento delle istituzioni, ma che sia piuttosto la condizione per sperare di realizzare il bene comune all’interno delle comunità politiche. Secondo i curatori, infatti, «tornare ad essere cittadini convinti, superare l’apatia politica, ricostituire un legame effettivo tra opinione pubblica e potere richiede, nello spazio comune ove si svolge in svariati modi il confronto quotidiano, la democratizzazione del linguaggio. Ciò vale per la nostra società, ma non solo per essa: le democrazie contemporanee stanno infatti diventando mute, non nel che il discorso o è monopolizzato da pochi o è volgarizzato e dunque insignificante» (Introduzione, p. 5).
Per tali ragioni, la pubblicazione del Vademecum rappresenta un evento di grande valore politico e civile, poiché pone l’attenzione su un tema urgente e delicato quale la pratica della democrazia all’interno di istituzioni che non siano la vuota forma di una sostanza sempre più sbiadita e sfuggente, allergica alle questioni etiche e poco disponibile a ospitare un dibattito inclusivo e attento al bene comune.
Il Vademecum si presenta come una raccolta di quarantotto lemmi, sapientemente scelti dai curatori, il cui obiettivo è la chiarificazione di alcuni termini fondamentali della democrazia; ciascuna voce è affidata alla penna esperta di studiosi noti e rilevanti nel panorama filosofico e politico contemporaneo e riesce a calibrare perfettamente rigore critico, approfondimento storico-concettuale e apertura prospettica sulle questioni urgenti della vita democratica contemporanea. L’agilità del formato rende facilmente consultabile il testo e l’equilibrio tra rigore e accessibilità del linguaggio rende possibili una fruizione ampia e un utilizzo del volume in senso interdisciplinare non rigidamente tecnico.
Senza pretendere di elencarle tutte, si potrebbe dare un’idea della ricchezza e della profondità delle voci presenti nel Vademecum raggruppandole in alcuni filoni che comprendono: termini appartenenti alla tradizione filosofica, giuridica e politica tra i quali comunità, città, cittadinanza, diritti e doveri, economia, giustizia, opinione pubblica, partiti e movimenti politici, popolo, rappresentanza; termini che appartengono alla tradizione del diritto come amministrazione pubblica, comunità internazionale, costituzione/costituzionalismo, diritto e legalità, educazione civica, elezione/sistemi elettorali, europeismo/Europa, federalismo, referendum; termini appartenenti alla relazione tra etica e democrazia come amicizia politica, etica e politica, famiglia, relazione; termini che indicano temi emergenti e urgenti nel panorama delle democrazie contemporanee come ambiente, bioetica, biopolitica, dono, finanza, famiglia e mezzi di comunicazione, globalizzazione, laicità, lavoro, leader/leadership, meritocrazia, comunicazione politica, pluralismo, privato sociale, pubblicità, pubblico/privato, secolarizzazione, uguaglianza e differenza, web; infine, termini imprescindibili per un’interpretazione sostanziale e non meramente formale della democrazia come bene comune, democrazia, libertà, responsabilità politica, solidarietà e sussidiarietà, tolleranza.
Come notano esplicitamente i curatori del volume, il filo rosso che unifica l’orizzonte nel quale si collocano i quarantotto lemmi può a buon diritto essere intercettato nell’«attaccamento ai principi fondamentali della nostra carta costituzionale» (Introduzione, p. 7), vera e propria cartina di tornasole in cui appaiono realizzati rigore formale e attenzione sostanziale al bene comune.
Il volume costituisce uno strumento prezioso tanto per gli studiosi che vogliano avere un quadro terminologico chiaro e puntuale relativo alla democrazia quanto per chi si avvicina alle questioni di democrazia da “addetto ai lavori” in vista della creazione di istituzioni giuste ispirate dalla volontà di raggiungere un consenso sull’idea di bene comune.

Vademecum della democrazia. Un dizionario per tutti, a cura di Roberto Gatti, Luca Alici, Ilaria Vellani, Ave, Roma 2013, pp. 540

 

SILVIA PIEROSARA

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