Home Dottorato di ricerca XXX ciclo: Valentina CARELLA

XXX ciclo: Valentina CARELLA

Sono nata nel 1990 ad Ancona, città in cui ho frequentato il liceo classico Carlo Rinaldini. A differenza di molti miei colleghi, il mio amore per la filosofia non è nato da un colpo di fulmine. Negli anni del liceo la materia non mi appassionò più di altre. Una volta diplomata, tuttavia, nel disperato tentativo di definire il mio indirizzo universitario, capii che avevo un solo vero obiettivo per il mio futuro: migliorare la società in cui vivevo. Da qui la scelta di Macerata, la sfida di puntare sull’innovazione attraverso un approccio umanistico: da qui la scelta di filosofia.

Parto da questa vicenda personale, poiché non trovo modo più esplicativo per rendere il significato che ha per me il fare filosofia: approcciare criticamente le diverse pratiche umane, sviscerarne gli schemi categorico- concettuali in cui si inseriscono perché, avendone una più profonda e adeguata comprensione, si possa individuarne prospettive migliorative inedite.

Nell’ottobre 2009 ho vinto il concorso di ammissione alla Scuola di Studi Superiori G. Leopardi dell’Università di Macerata, la quale mi ha consentito, da un lato, di confrontarmi continuamente con il variegato mondo delle scienze sociali, dall’altro di intraprendere, fin dal primo anno di studi, un mio personale percorso di ricerca, che mi ha portato a lavorare con il prof. Ferretti prima, e con la prof.ssa Danani poi, rispettivamente sui temi del terzo in Levinas, e della possibilità della riabilitazione dell’utopia all’interno di un’impostazione ermeneutica.

Proprio grazie alla Scuola Leopardi, nel mio terzo anno di studi è avvenuto l’incontro con l’etica applicata. Da novembre 2011 a maggio 2012, infatti, ho partecipato all’International Program in Applied Ethics promosso in collaborazione con l’Università Cattolica di Leuven (Belgio) e l’Università Radboud di Nijmegen (Paesi Bassi). Grazie a questo programma di mobilità internazionale ho avuto modo di approfondire la prospettiva dell’etica giornalistica, divenuta, poi, il mio tema di ricerca per la tesi triennale. Soprattutto, però, quella è stata l’occasione in cui ho approcciato un ambito di ricerca per me nuovo, che da subito mi affascinò: l’etica ambientale.

Sulla scia di questo interesse, decisi di incentrare la mia tesi magistrale sul tema del “luogo” e della relazione che con esso ha l’umano, focalizzando il tema attraverso due lenti concettuali geograficamente e tradizionalmente distanti tra loro: la fenomenologia di Edmund Husserl e la logica del luogo di Nishida Kitaro. L’obiettivo della mia ricerca era tentare di mostrare, da un lato, come in entrambe le correnti di pensiero vi fosse la sottolineatura di un’essenzialità ineludibile della relazione dell’uomo al suo luogo proprio; dall’altro lato, mettere in luce le differenti sfumature interpretative di questa relazione in virtù della differente elaborazione concettuale che la sostiene nel momento fondativo. Decisivo si è rivelato anche il periodo di ricerca trascorso presso L’Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales, dove ho avuto modo di consultare lavori su Nishida Kitaro per lo più inediti, portati avanti dall’equipe diretta dal professor Augustin Berque.

Dal mese di novembre 2014 sono dottoranda presso l’Università di Macerata. La decisione di intraprendere il dottorato nasce dal desiderio di trovare una posizione normativa in materia ambientale che sappia sottrarsi tanto al riduzionismo naturalistico della posizione mainstream (di area anglosassone), tanto all’antropocentrismo (più o meno forte e più o meno latente) della cosiddetta eco-fenomenologia. Mi sembra, infatti, che la relazione dell’uomo al mondo non possa né essere ridotta ad una relazione uomo- ambiente, che trascuri lo spessore culturale dei luoghi, né pensata esclusivamente nei termini di un’azione di costituzione di senso da parte del soggetto, che relega il luogo in uno stato di pura passività. Pertanto, nella mia ricerca intendo recuperare gli autori classici della fenomenologia e dell’ermeneutica per rileggere in maniera originale il valore antropologico e metafisico della relazione dell’uomo al mondo e per fondare, a partire da questo più solido sostrato teorico, pratiche innovative che siano in grado di rendersi rispettose dell’ambiente in tutte le sue stratificazioni di significato.

Valentina CARELLA

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