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Home News I designer cinesi fiore all’occhiello alla London Fashion Week - a cura di Federica Caiazzo

I designer cinesi fiore all’occhiello alla London Fashion Week - a cura di Federica Caiazzo

I designer cinesi sono stati il fiore all’occhiello dalla London Fashion Week (e ne sentiremo parlare ancora e ancora) L'era della creatività Made in China è (soltanto) appena iniziata. Ed è inarrestabile...
A Chinese Designer

A Chinese Designer

Non solo stilisti made in UK. Anche i designer cinesi sono stati protagonisti della London Fashion Week e le loro proposte per la Primavera Estate 2019 hanno tutte le carte in regola per dettare le tendenze della stagione che verrà. Questo vortice di nuovi talenti provenienti dalla “terra di mezzo” è del tutto singolare ed è necessario spezzare una lancia a loro favore facendo una piccola precisazione: creato in Cina non significa “Made in Cina”. Anzi, il loro estro creativo merita più che mai di essere celebrato, e vi spieghiamo perché.

“Il mercato cinese è in forte crescita”, ci racconta la stilista Fengyi Tan nel backstage della sua presentazione Primavera Estate 2019 alla settimana della moda di Londra. Lei, originaria di Shanghai (dove tuttora vive), è venuta nella capitale inglese per specializzarsi e sperimentare nuove idee, come l’associazione degli infiniti possibili movimenti del corpo applicati alla moda. “Più che alla danza, mi ispiro a tutto ciò che permette l’allungamento del corpo: ecco perché utilizzo molti materiali stretch”, spiega la designer.

La sperimentazione è stata protagonista anche sulla passerella di Huishan Zhang, che in occasione di questa London Fashion Week ha debuttato per la prima volta con una collezione Primavera Estate 2019 che si fregia dell'uso di stampe tridimensionali, accostate naturalmente anche a quella ricercatezza per il dettaglio (gli orli in micro-perle sono un esempio) che appartiene al suo DNA. Lui, nato in Cina ma stabile a Londra dal 2010 (si è laureato alla Central Saint Martin’s), è stato persino incluso dal Business of Fashion nella lista delle 500 persone più influenti al mondo nell’industria di moda globale. E nel 2014 ha vinto agli Style Awards di ELLE Cina il premio di Designer Cinese Internazionale dell’anno.

La sartorialità sperimentale della London Fashion Week non finisce di certo qui. La collezione Primavera Estate 2019 di Xu Zhi, anche lui designer cinese, gioca con i volumi e le asimmetrie derivate dall’uso delle frange. Al tempo stesso, esplora la silhouette femminile in tailleur leggermente squadrati e nel contrasto di materiali diversi dello stesso colore. La sua casa di moda è nata a Londra nel 2014 e, anche per lui, il successo avanza di stagione in stagione attirando l'attenzione di sempre più buyers internazionali.

Quando si dice quindi che il mercato cinese è in forte espansione non ci si riferisce soltanto al potenziale di acquisto della fetta di popolazione più ricca. Si pensi che in Cina lo sviluppo dell’industria di moda è tardivo rispetto a quello occidentale. Storicamente parlando, quando a Parigi nasceva il pret-a-porter con Yves Saint Laurent negli anni ’60, il regno del terrore instaurato dalla Rivoluzione Culturale di Mao Zedong era praticamente nel pieno del suo fervore. Poco si sa di questo in occidente, ma in quella decade cruenta e sanguinaria (1967-1977) in Cina non era concesso esprimere artisticamente sé stessi attraverso la moda. Niente colori sgargianti se non il rosso (il colore della rivoluzione), niente accessori se non il "cappello alla Mao". Che impatto ha avuto il corso della storia sulla moda in Cina? Ritardo dello sviluppo a parte, la nota dolente è anche un’altra: il 90% dei marchi che appaiono oggi sulle riviste di moda cinesi sono occidentali (con un latente malcontento di giovani che vorrebbero vedere più case di moda della propria nazione).

Ma diamo tempo al tempo: dalla London Fashion Week al giorno del giudizio sarà un attimo. La creatività dei designer cinesi ferve come non mai. Ed è inarrestabile.